foto di repertorio

, l’avvocato: ‘Risarcimento milionario per eredi, familiari e tifosi’

“Si sapeva, ora è ufficiale nero su bianco, la perizia del tribunale argentino ha confermato tutto quello che ho denunciato da quel triste 25 novembre. Senza rispetto, senza professionalità, senza alcuna pietà e amore hanno lasciato morire Diego Armando Maradona che a loro aveva aperto le porte di casa e affidato la sua vita. Ora i responsabili, non solo medici ed infermieri, ma anche assistenti vari e organizzatori, dovranno subire e scontare pene severe e pagare il più grande risarcimento danni mai calcolato nella storia per una sola vittima di responsabilità professionale e disumana speculazione, sebbene neanche la condanna mondiale che si abbatterà sul clan di responsabili potrà mai restituire il campione del mondo ai suoi cari, amici, tifosi, familiari e figli”. Ad affermarlo è Angelo Pisani, storico legale del campione argentino.

“La morte di Diego Armando – ricorda Pisani – poteva essere evitata ma, fingendo di assisterlo senza curarlo per le patologie necessarie e pensando che potesse valere più da morto che da vivo, falsi amici e medici traditori lo hanno abbandonato e lasciato morire, come si evince ora anche dalla perizia medica disposta dai giudici che indagano sulla morte del ‘Pibe de oro’. A finire nel mirino dei magistrati, il neurochirurgo Leopoldo Luque e la psichiatra Agustina Cosachov, i medici che avevano in cura l’ex fuoriclasse e anche altri falsi amici e finti assistenti che, secondo quanto rivelano alcuni siti argentini, dovranno rispondere dell’accusa di omicidio colposo e altri reati per cui sono previste pene da otto a 25 anni di reclusione”.

“La commissione medica incaricata dai procuratori Laura Capra, Cosme Irribarren e Patricio Ferrari, coordinati dal procuratore generale John Broyard – aggiunge Pisani – si è riunita nove volte in questi mesi. Nella relazione – si legge su ‘Pagina 12′ che ne ha fornito alcuni passaggi – si evidenzierebbe che la morte di era evitabile e che c’e’ stata negligenza e mancanza di professionalità da parte di chi aveva il ruolo di assisterlo. Dalla relazione medico legale si evince che proprio da chi aveva la responsabilità non è stato fatto nulla per assistere e curare . . L’imputazione per Luque e Cosachov pare scontata, ma i due potrebbero non essere gli unici a dover far i conti con la giustizia. Vanno valutate le posizioni di infermieri e assistenti vari. I pubblici ministeri stanno valutando altre posizioni, per accertare chi avesse un certo controllo della situazione, e avesse scelto i medici per l’argentino. La perizia choc quindi apre nuovi scenari: la morte di poteva essere evitata, il campione argentino sarebbe ancora in vita se solo avesse ricevuto assistenza dagli amici e collaboratori in uno a cure adeguate dai medici che lo hanno seguito”.

“Maradona – dice ancora Pisani – soffriva di insufficienza cardiaca, renale e di cirrosi. I medici hanno inoltre confermato che la morte è stata causata proprio dalle malattie cardiache preesistenti. Nessuno si è interessato di assisterlo e curare il suo cuore non più funzionante a dovere perché, secondo la perizia, l’ex capitano della Nazionale non aveva controlli medici adeguati. Dalla perizia si evincono anche altre verità, che Diego è morto tra le 4.00 e le 6.00 della mattina del 25 novembre mentre dormiva. Anche questi dati sono di vitale importanza. Il paramedico della compagnia Más Vida, arrivato con la prima ambulanza al lotto 45 di San Andrés de Tigre, aveva certificato la morte intorno alle 13.15, dopo 45 minuti in cui hanno cercato di rianimarlo, sebbene il suo la mascella era già rigida e il suo corpo freddo.

La data del decesso contraddice quindi le prime affermazioni che indicavano che Maradona si fosse alzato la mattina e rimette in discussione, soprattutto, la dichiarazione dell’infermiera Daiana Madrid. L’assistente, uno dei 7 imputati, deve ora chiarire perché ha mentito e rivelare se ha eseguito degli ordini. La perizia complica ulteriormente la posizione anche dei medici curanti di Maradona, Leopoldo Luque e Agustina Cosachov, come si definiscono nel fascicolo. Nessuno di loro ha notato i sintomi o li ha minimizzati”.”In sede civile – conclude Pisani – i responsabili della morte di Maradona saranno anche chiamati a risarcire i danni. Ogni persona è uguale ad un altra, dal punto di vista patrimoniale la vita di Maradona ha lo stesso valore di qualsivoglia altro uomo quindi per il Danno non patrimoniale ogni erede, familiare e parti lese potrebbero vedersi riconosciuto un risarcimento pro quota secondo il grado di familiarità e rapporto personale. Per i figli all’incirca 500mila, nel caso dei fratelli/sorelle 150mila, ai nipoti 100mila e poi c’è anche il danno per i fans/tifosi innamorati pazzi. Un fenomeno tutto maradoniano”.

“In sede civile per la domanda di perdita patrimoniale gli eredi potranno chiedere ai responsabili somme incalcolabili se si considera che Maradona poteva guadagnare un milione di euro al giorno, anche circa 100 milioni l’anno e quanto abbiano potuto perdere proprio gli eredi morendo il campione 15/20 anni prima dell’età media prevista – spiega Pisani – si tratta insomma della causa di responsabilità professionale più preziosa del mondo con domanda risarcitoria di oltre mille milioni di euro comunque sempre nulla rispetto ai milioni di cuori e sogni violati”. “Nella perizia medico legale si legge che ‘nel decesso hanno inciso in maniera decisiva omissioni di soccorso e una generale negligenza nel trattamento e nelle cure riservate al paziente’ – conclude Pisani – e in qualità di medici responsabili della salute di Maradona, sono proprio i due specialisti in questione a rischio di imputazione. La lista però potrebbe essere più lunga, mentre la magistratura attenderà le valutazioni e le repliche dei periti di parte”.



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