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Veglia di presso il mattatoio di Pompei

Oggi alle 4.30 del mattino gli attivisti e le attiviste di Napoli Animal Save Movement si sono recati presso il mattatoio di Pompei “C.S.M Soc. Coop. Asl” per documentare la sofferenza degli animali trasportati in questi luoghi. Si è trattata dell’ultima veglia del “Vigil Month”, ossia un’iniziativa che ha visto gli attivisti, per tutto il mese di marzo, impegnati in delle veglie per gli animai destinati al macello e venduti nei mercati.

L’iniziativa è diffusa sui social con l’hashtag di “Vigil Month”. Prendere parte a queste iniziative è difficile, duro e terrificante, ma significa anche stabilire una connessione con gli animali. Dare loro conforto, carezze ed empatia che, purtroppo, nella loro breve e triste vita non hanno mai avuto o in casi davvero rari. Serve, altresì, a documentare il trasporto degli animali, a mostrare alle persone che si parla di individui,. Far capire che non sono prodotti, ma esseri viventi e senzienti, che provano sentimenti come paura, felicità, gioia, amore, proprio come noi esseri umani.

Questa volta, però, è stato negato agli attivisti poter fermare i camion, in quanto gli autisti si sono rifiutati, nonostante il segno della pace. Il motivo non è stato chiarito. In più, c’erano due camionette della polizia e si contava una dozzina di agenti, quasi come se dovesse accadere qualcosa di pericoloso o violento. A questo comportamento di indisponibilità – ricordiamo che fermare il camion serve e documentare il trasporto degli animali e dare loro qualche carezza, acqua e dei gesti affettuosi, prima della loro morte, gli attivisti, volendo far comprendere che la manifestazione è di natura pacifica e propensa al dialogo – gli attivisti si sono riunti in cerchio. Hanno esibito cartelloni, candele e hanno intonato la canzone “Power to the Animals” di Animal Liberation. Perché siamo tutti animali, con l’unica differenza che gli uomini possono porre fine a questo abuso.

Dopodiché si sono disposti, con le distanze prescritte per le norme anti Covid, di fronte al macello ed hanno chiesto la liberazione animale, ribadendo che non sono di nostra proprietà, non sono oggetti e neanche prodotti. Sono contrari a questo sistema che abusa ogni giorno, sistematicamente degli animali. L’obiettivo è cambiarlo, perché si regge sulla morte e la sofferenza di individui e non oggetti. Gli attivisti richiedono la conversione di questa attività in un’azienda che non lucri più sulla sofferenza animale. È stato anche suggerito il progetto di riconversione della struttura, con ovviamente un adeguato Business plan.

Invitiamo le persone a riflettere e a partecipare a questi eventi, perché è importante conoscere quello che ci circonda. Chiediamo ai leader del governo e del settore di creare un sistema alimentare più giusto abbandonando del tutto l’agricoltura animale. Offrendo nuovi posti di lavoro per i possessori di macelli, convertendo i mattatoi in industrie per prodotti vegetali ed ecosostenibili. In questo momento di pandemia, urge fare dei cambiamenti per non ritrovarci a combattere con altre zoonosi, per evitare la distruzione del nostro pianeta ma soprattutto per migliorarci perché torturare centinaia di migliaia di individui senzienti ogni anno inutilmente solo per sfamare l’ego delle multinazionali è inaccettabilmente, moralmente e intellettualmente. Questo non è progresso tecnologico, è il nostro più grande fallimento.



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