Cimitero a luci rosse 11 arresti: festini organizzati nella casa del custode con delle prostitute
Undici arresti e quindici indagati. Questi i numeri di una operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Latina. Gli arresti nascono da una inchiesta della procura denominata “Omnia 2” per reati, a vario titolo, contro la pubblica amministrazione, la pieta’ dei defunti e contro la persona.
Ci sarebbe un giro di festini a luci rosse e prostituzione in una abitazione all’interno del cimitero comunale di Sezze, in provincia di Latina, dietro all’operazione “Omnia 2”.
L’inchiesta e’ scattata a seguito di un’altra indagine per prostituzione minorile sempre all’interno della stessa abitazione nel cimitero setino e che vede coinvolto il custode. L’inchiesta che ha travolto il comune lepino di Sezze promette risvolti sconcertanti dopo il lavoro della Procura della Repubblica di Latina intorno ad una vicenda nata nel 2019 a seguito di una indagine per prostituzione minorile e droga e che ha portato oggi gli inquirenti a contestare, a vario titolo, reati che vanno dalla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, in concorso e continuato, induzione indebita a dare o promettere utilita’, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere in concorso e continuato, peculato continuato, tentativo di minaccia o violenza in concorso per costringere a commettere un reato, esecuzione di lavori in assenza di titolo abitativo e in violazione del regolamento di polizia mortuaria.
Le indagini, iniziate a febbraio 2019, si sono sviluppate tramite intercettazioni telefoniche, ambientali e audio-video oltre che l’analisi, da parte degli investigatori, di materiale documentale che ha permesso di far emergere – si legge in una nota stampa della Procura dopo gli arresti eseguiti questa mattina dai carabinieri – “la corresponsione di denaro conseguite dal custode del cimitero di Sezze, che induceva i privati a versare somme di denaro per assicurare una sepoltura ai propri cari, avvalendosi a tal fine del contributo determinante di un funzionario del medesimo Comune, deputato ad emettere la prevista determina di assegnazione dei loculi o delle tombe, a sepoltura gia’ realizzata; il pagamento di ingenti importi di denaro da parte di imprese interessate ad ottenere dal custode la realizzazione di lavori edilizi e di decorazione delle tombe gia’ spettanti ad una societa’ partecipata dal Comune; la traslazione delle salme che venivano mischiate ai resti di altre tombe, disposte dal custode per consentire la costruzione di nuove tombe da cedere ai cittadini di Sezze; la rivendita dei fiori utilizzati, il giorno precedente per altre cerimonie funebri, e della legna potata nel cimitero dal custode e dal figlio; le minacce nei confronti di coloro che avevano manifestato il desiderio di ristrutturare la propria tomba di famiglia attraverso ditte edili esterne; le responsabilita’ di tre degli indagati che, nel febbraio del 2018, avevano costretto un operaio di Sezze a rimettere una querela sporta nei confronti del custode del cimitero”.
Le indagini hanno preso il via da una precedente inchiesta della Procura di Roma e che vedeva indagato lo stesso custode, attualmente in pensione, per un giro di prostituzione minorile con incontri anche nella casa che gli era stata assegnata all’interno del cimitero comunale dove era stata allestita persino un’area con una piscina.
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