Torre Annunziata, ancora scuole chiuse. I genitori: “Il sindaco ci faccia scegliere tra presenza e Dad”

«In qualità di genitori di due bambine di 8 e 4 anni vorremmo poter scegliere tra didattica in presenza o a distanza, basta con queste ordinanze di chiusura indiscriminata delle scuole di ogni ordine e grado».

Ancora una volta a scrivere sono due genitori di Torre Annunziata, dopo l’ultima ordinanza firmata dal sindaco Vincenzo Ascione che ha disposto la chiusura di tutti gli istituti scolastici cittadini dal 9 al 16 febbraio, a causa dell’aumento dei contagi di Covid-19, mentre «mentre bar e ristoranti saranno aperti».

«Assistiamo disorientati da settimane a queste ordinanze – comunicano in una lettera i due genitori – puntualmente sospese dal TAR, che creano come sempre incertezza e alimentano paure, tensioni tra i cittadini senza tener conto della emergenza educativa che si sta consumando nel nostro paese. Il tutto proprio quando Papa Francesco lancia un appello alla politica ed al mondo della scuola denunciando la catastrofe educativa procurata dalla DAD davanti alla quale non si può rimanere inerti».

La missiva, che porta la firma di Roberta Cappuccio e Claudio Leo, arriva a poche dalla decisione del primo cittadino di Torre Annunziata. «I nostri figli sono dimenticati ed invisibili ad una politica interessata come sempre ad accogliere consensi. A fare le spese di questa politica politicante è ancora una volta il mondo della scuola. E della scuola a Torre Annunziata sembra non fregare niente a nessuno. Da undici mesi tutti noi genitori attendiamo risposte certe, convincenti e assunzioni di responsabilità tali da garantire la ripresa in presenza della scuola, perché riteniamo imprescindibile il valore della scuola in presenza. Solo attraverso la socialità i ragazzi possono formarsi, diventare adulti e affrontare le sfide del mondo. Non possiamo privare i nostri figli della scuola che è un bene essenziale».

Se la Dad è stata necessaria nello scorso anno scolastico, proprio perché strumento di risposta a un evento catastrofico inatteso, oggi «non si può più accettare, non è scuola questa». «Non possiamo certo negare l’aumento dei contagi, a Torre Annunziata in particolare, ma quanti di questi si sono propagati nelle scuole? I contagi di questi giorni – sostengono i genitori oplontini – sono avvenuti a scuole chiuse a dimostrazione del fatto che le scuole non c’entrano. Non si può pensare, dunque, di limitare la curva dei contagi obbligando i nostri figli a stare a casa, mentre si permettono assembramenti incontrollati in bar e ristoranti».

Infine, un appello all’Amministrazione comunale di Torre Annunziata: «Pur propendendo per la ripresa della scuola in presenza, in questa disputa tra genitori pro presenza e pro Dad, chiediamo al sindaco di valutare una soluzione idonea a soddisfare le esigenze di tutti. E questa soluzione – concludono i genitori – non potrà che ricercarsi nella possibilità di riconoscere il diritto di scelta alle famiglie».

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A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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