Usa: 4 morti 13 feriti e 52 arresti per assalto al Congresso

E’ di quattro morti , 13 feriti e almeno 52 feriti, il bilancio dell’irruzione di centinaia di manifestanti pro-Trump nella sede del Congresso federale Usa ieri, 6 gennaio, durante i lavori del Senato per la certificazione dei risultati delle elezioni presidenziali. A fornire il bilancio delle violenze a Capitol Hill e’ stato il capo del dipartimento di Polizia metropolitana di Washington, Robert Contee. Quest’ultimo ha definito “vergognose” le violenze di ieri, durante una conferenza stampa a fianco della sindaca democratica di Washington, Muriel Bowser. L’irruzione di manifestanti pro-Trump a Capitol Hill, nel pomeriggio di ieri, ha causato l’evacuazione di entrambe le Camere del Congresso. Una donna e’ stata uccisa da agenti di polizia durante l’irruzione dei manifestanti al Congresso; altre tre persone – una donna edue uomini – sono deceduti per non meglio precisate “emergenze mediche separate” nel corso della violenta manifestazione. Durante le proteste sono rimasti feriti anche 14 agenti di polizia.

Funzionari della Casa Bianca avrebbero discusso telefonicamente e tramite messaggi la possibilita’ di evocare il 25mo emendamento della Costituzione Usa per rimuovere forzosamente il presidente Donald Trump dal suo incarico, dopo il caos causato a Washington dall’irruzione di sostenitori del presidente nella sede del Congresso federale. Secondo il quotidiano “The Hill”, l’ipotesi sarebbe stata sollevata da un gruppo limitato di funzionari, e almeno per il momento non avrebbe interessato anche funzionari a livello di gabinetto. Una fonte della Casa Bianca citata dal quotidiano precisa anche che il vicepresidente Mike Pence non e’ stato consultato ne’ informato delle discussioni in merito all’ipotetica rimozione di Trump, che dovra’ comunque lasciare la Casa Bianca entro la fine del mese, con l’insediamento del presidente eletto Joe Biden.

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Il 25mo emendamento della Costituzione Usa prevede che il vicepresidente Usa possa assumere i poteri al posto del presidente, nel caso quest’ultimo muoia, si dimetta o venga rimosso dal suo incarico. Tale procedura di rimozione deve essere approvata dalla maggioranza del governo e dal vicepresidente, e notificata al Congresso. La Costituzione prevede che la Camera dei rappresentanti si esprima con un voto a maggioranza qualificata di due terzi, nel caso il presidente si opponga alla propria rimozione dall’incarico. Il ricorso al 25mo emendamento della Costituzione contro il presidente Trump e’ stata invocata piu’ volte dai Democratici, sia durante le indagini sul “Russiagate”, sia lo scorso ottobre, quando il presidente ha contratto il coronavirus.

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I repubblicani hanno obiettato alla certificazione dei voti del collegio elettorale della Pennsylvania durante la plenaria del Congresso per l’incoronazione di Joe Biden. Le Camere dovranno ora votare ciascuna sull’obiezione sollevata ma prima del voto sono consentite fino a due ore di dibattito. Stephanie Grisham, capo dello staff e addetta stampa della first lady Melania Trump, si è dimessa a seguito dell’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti da parte dei sostenitori del presidente Donald Trump.

La sindaca di Washington DC, Muriel Bowser, ha annunciato che estenderà lo stato di emergenza di 15 giorni, fino al 21 gennaio, giorno successivo all’Inauguration Day del presidente eletto Joe Biden. Lo riporta Cnn. La decisione è stata presa a causa dell’assedio al Campidoglio da parte dei sostenitori di Trump.


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