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Renzi apre la crisi e rilancia, Conte non chiude e Mattarella chiede di fare presto

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Renzi apre la crisi e rilancia, Conte non chiude e Mattarella chiede di fare presto.

Crisi di governo atto secondo. Dopo le minacce dei giorni scorsi a l’apertura di oggi del presidente del Consiglio che avanza la proposta di un “patto di legislatura” invitando a scongiurare un frattura nell’Esecutivo in un momento così delicato per il Paese, Renzi annuncia l’uscita della delegazione di Italia Viva e le dimissioni delle due ministre Bellanova e Bonetti e del sottosegretario Scarfalotto dal Governo dicendo però che ora la palla passa a Conte che ha creato “un vulnus nelle regole del gioco, delle regole democratiche”.

Dopo un lungo confronto al Quirinale (50 minuti) con Giuseppe Conte ora il presidente Sergio Mattarella entra in “stand-by” in attesa di conoscere l’evoluzione di questo estenuante braccio di ferro tra il premier e Matteo Renzi. Certo c’e’ una palpabile delusione, per usare un understatement adatto alla presidenza della Repubblica, dopo che un lavoro a tenaglia esercitato dallo stesso Mattarella e dal Pd era riuscito a convincere un dubbiosissimo Conte a lanciare un ramoscello d’ulivo al leader di Italia Viva. Cioe’, in soldoni, l’apertura a un tavolo politico per un patto di legislatura. Un’apertura non da poco, dopo che il capo dello Stato aveva ribadito al premier che non vedeva di buon grado l’idea di ricorrere a un gruppetto di responsabili non meglio identificati per sostituire i parlamentari di Italia Viva. Una posizione peraltro nota che vede il presidente contrario all’ipotesi di “governi abborracciati”, fragili e a rischio di impallinamento ad ogni passaggio parlamentare.

Non e’ bastato dunque al senatore di Rignano il messaggio inviato in extremis dal premier, che dopo il colloquio al Quirinale con il Capo dello Stato ha lanciato segnali distensivi a Italia viva, sgombrando il campo dai responsabili, rimarcando che l’esecutivo va avanti solo se sostenuto da tutte le forze di maggioranza, e aprendo infine a un tavolo politico per siglare un patto di fine legislatura.

Ma se bisogna fare presto, quanto il Quirinale, di fronte a una crisi politica al buio, potrebbe resistere alle pressioni di un centrodestra – maggioritario oggi nel Paese – che gia’ chiede di far tornare al voto gli italiani? Tra l’altro con la riforma costituzionale sulla riduzione dei parlamentari pienamente in vigore. Ma queste sono considerazioni che Mattarella prendera’ in esame, forse, piu’ avanti. Per adesso il gioco sta a Chigi.

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Conte applaude il Napoli: «Vittoria di coraggio, ma abbiamo fatto tutto noi»

di Vincenzo Scarpa 7 Febbraio 2026 - 20:47 20:47

Una vittoria pesante, sofferta, strappata con il carattere prima ancora che con la qualità. Antonio Conte si gode il successo del suo Napoli a Marassi, ma davanti alle telecamere non addolcisce l’analisi. «Penso che sia una vittoria di coraggio, ma abbiamo fatto tutto noi. I gol del Genoa sono due errori nostri e non era facile rialzarsi, ma lo abbiamo fatto», dice a caldo, sottolineando come la partita si sia complicata soprattutto per responsabilità interne.

Il tecnico azzurro evidenzia però la forza mentale del gruppo, capace di reagire anche nei momenti più difficili. «Anche in dieci contro undici non abbiamo mai smesso di attaccare, infatti poi è arrivato il rigore finale che ci ha fatto vincere la partita. Questa squadra non è mai doma, ogni settimana c’è una difficoltà in più». Parole che raccontano una squadra sotto pressione, ma ancora viva e determinata.

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Napoli verso Genova, al Marassi Conte ritrova Rrahmani per la corsa Champions

di Vincenzo Scarpa 6 Febbraio 2026 - 18:44 18:44

Vincere ancora per non rallentare la corsa europea. Il Napoli si prepara alla trasferta di Marassi con un obiettivo chiaro: dare seguito al successo contro la Fiorentina e consolidare la propria posizione nelle zone alte della classifica. Restare stabilmente tra le prime quattro è una priorità assoluta, sportiva ed economica, e Antonio Conte non vuole cali di tensione contro un Genoa storicamente ostico tra le mura amiche.

La buona notizia per il tecnico arriva dalla difesa, dove rientra Amir Rrahmani. Il centrale kosovaro ha superato il problema al gluteo e riprenderà posto nell’undici iniziale. Resta da capire se verrà schierato al centro o come braccetto destro in una linea a tre, soluzione che aprirebbe a Buongiorno in posizione centrale davanti a Meret e a Juan Jesus sul centrosinistra. Un rientro pesante in un reparto che dovrà fare a meno del capitano Di Lorenzo, fermo ai box: il difensore ha approfittato dello stop per un intervento al piede, legato a un problema al ginocchio.

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La vittoria contro la Fiorentina non basta a stemperare la tensione in casa Napoli. Antonio Conte si presenta ai microfoni con il volto tirato e parole che pesano come macigni, tra ironia amara e rabbia trattenuta. Nel mirino non c’è la prestazione della squadra, ma la situazione legata al mercato e al momento delicato che il gruppo sta vivendo.

«Le altre squadre vedo che si stanno attrezzando in maniera importante sul mercato. A noi, invece, ce l’hanno addirittura bloccato: questa cosa la trovo fantastica». Il tecnico usa un sarcasmo evidente, che lascia poco spazio alle interpretazioni. Poi rincara la dose, tirando in ballo i conti del club: «Siamo l’unica società che ha 240 milioni in cassa e in attivo e ci impediscono di fare mercato. Sono davvero i numeri uno».

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