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Bimba di 5 anni muore per neoplasie: protesta sui social contro l’ex Ilva

Nel giro di un mese due bambini sono morti a Taranto per malattie che sono state ritenute correlate all’inquinamento del siderurgico ex Ilva, ora ArcelorMittal. Al primo caso di Vincenzo, di 11 anni, morto a Roma, all’ospedale Bambin Gesu’, per un linfoma linfoblasito primitivo nelle ossa, si e’ aggiunto nelle ultime ore quello di Federica, di 5 anni, spentasi all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. La piccola era stata colpita un anno fa da neoplasie al cervello a cui si era aggiunta, ultimamente, una complicazione da Covid. Entrambi i piccoli risiedevano nel rione Tamburi di Taranto, il quartiere vicinissimo alle acciaierie, il piu’ esposto all’impatto ambientale della fabbrica.

La morte di Federica ha scatenato sui social, cosi’ come e’ stato per Vincenzo, moltissime proteste da parte di cittadini, associazioni e movimenti che chiedono che si metta definitivamente fine alle conseguenze dell’inquinamento siderurgico sulla salute chiudendo gli impianti ex Ilva. “A poche settimane l’uno dall’altro, due bambini sono tornati in citta’ dal loro viaggio della speranza chiusi nelle bare bianche” commenta l’associazione Genitori Tarantini. Associazione che, oggi pomeriggio, ha inviato, per la trentesima volta consecutiva, al premier Giuseppe Conte una lettera con la quale chiede un intervento a tutela della salute e dell’ambiente. La lettera viene inviata ciclicamente ogni sabato e oggi conta l’adesione di 7304 cittadini e di 72 associazioni. L’associazione ha anche dato l’annuncio della morte di Federica con un post in tutte le lingue e dichiara che “nelle prossime ore cominceremo a lavorare per iniziative pressanti e continue e chiederemo ai tarantini la massima partecipazione”. All’inizio dell’anno, l’associazione Genitori Tarantini ha inviato un video messaggio di auguri al Premier, ricordandogli l’incontro di agosto a Ceglie Messapica (Brindisi) e di attendere ancora una risposta. “Quando sul piatto della bilancia viene posta la salute, nessun altro diritto, seppure inalienabile, puo’ permettersi di occupare l’altro piatto – ha detto in quel messaggio Massimo Castellana, rappresentante dei Genitori Tarantini – e ammesso e non concesso che si potesse fare una scelta, questa non e’ stata mai offerta ai tarantini. Hanno sempre scelto altri”.

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