Il ministro Spadafora: ‘Le parole di Gattuso esempio per i giovani a non arrendersi mai’.
“Trovo davvero di grande significato queste parole di Gennaro Gattuso. Un esempio, soprattutto per i più giovani a non arrendersi mai davanti alle difficoltà della vita e a superarle anche attraverso lo sport”. Così il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, in un post sul proprio account Facebook, sottolineando le parole pronunciate ieri dal tecnico del Napoli, Rino Gattuso, alle prese con una malattia autoimmune, la miastenia.
Il post del ministro inizia proprio con le dichiarazioni del tecnico del club partenopeo: “Voglio fare un appello a tutti i ragazzini che soffrono quando hanno qualcosa di strano e non si vedono belli allo specchio. La vita è bella e bisogna affrontarla senza nascondersi. I miei ragazzi hanno sofferto in questi giorni nel vedermi così. Ho sentito in giro dire che sono morto, che ho un mese di vita… State tranquilli che non muoio, sono vivo. Ho una malattia immune, si chiama miastenia, ringrazio i medici che mi curano. Sono dieci anni che ci soffro, è la terza volta che mi succede: questa volta mi ha preso forte.
Passerà, l’occhio tornerà a posto. Non sono bello da vedere ma state tranquilli: passerà anche questo. Ho sofferto, vedo doppio da un occhio, è difficile anche stare in piedi. Solo un matto come me può stare in piedi con questo problema. Non mi piace avere momenti così, io voglio essere sempre sul pezzo. Devo accettarlo perché c’è di peggio nella vita”.
Napoli, Elmas commenta: «Fa male uscire ai rigori, ora alziamo la testa e ripartiamo»
L’amarezza è ancora viva, ma nelle parole di Elijf Elmas c’è soprattutto la voglia di ripartire. Dopo l’eliminazione del Napoli ai quarti di Coppa Italia contro il Como, maturata ai calci di rigore, il centrocampista azzurro prova a trasformare la delusione in energia per il campionato. «È dura perdere così ai rigori, perché sappiamo che sono una lotteria. Volevamo andare avanti, però ci sta, ora dobbiamo alzare la testa e pensare subito alla prossima partita», ha spiegato.
Il macedone guarda però oltre la lotteria finale e torna sui novanta minuti, dove secondo lui c’erano i margini per indirizzare diversamente la serata. «Si poteva fare qualcosa in più. Però anche loro sono stati bravi. Abbiamo fatto una partita di intensità, di altissimo livello, ci sono stati momenti in cui potevamo chiuderla, ma oggi la fortuna è stata dalla loro parte», ha detto, sottolineando come la squadra sia comunque uscita tra gli applausi del Maradona. «Ci sostengono sempre e per questo ci dispiace ancora di più essere usciti dalla Coppa Italia, perché noi diamo tutto per questa maglia e per questi tifosi».
Como, la gioia di Butez: «Ho dato tutto su quel rigore, è andata bene»
Sergi Roberto, uno degli uomini d’esperienza dello spogliatoio lariano, non nasconde l’orgoglio per la qualificazione in semifinale di Coppa Italia arrivata al termine di una lunghissima serie di rigori contro il Napoli. «Sono molto orgoglioso per il traguardo raggiunto. Come squadra siamo molto uniti e stiamo lavorando tantissimo. Sono fiero di far parte di questa famiglia», ha raccontato il centrocampista, sottolineando lo spirito che tiene insieme un gruppo giovane ma ambizioso.
L’ex Barcellona ha poi acceso i riflettori sull’aspetto emotivo della serata. «Oggi c’erano tanti giovani che si sono ritrovati per la prima volta a giocare un quarto di finale di una Coppa. Io stesso ero nervosissimo», ha ammesso, dando la misura della tensione vissuta in campo prima e durante la lotteria dal dischetto. Una tensione trasformata però in energia positiva, capace di spingere il Como oltre l’ostacolo di uno stadio caldissimo e di un avversario di altissimo livello.
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