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Paura a Pompei, crolla un vecchio solaio



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Paura a Pompei, crolla un vecchio solaio.

Erano circa le dieci e trenta della mattina di Santo Stefano, con le strade che ricominciavano timidamente a ripopolarsi di passanti.In quel momento una parte del centro città, precisamente quella tra la centralissima via Lepanto, all’altezza dell’incrocio con la Via Anastasio Rossi e Via Parroco Federico è stata interessata dal crollo e conseguente boato di un solaio appartenete a un fabbricato fortunatamente disabitato.

Un fabbricato abusivo risalente agli anni Settanta del Novecento – cui si acceda dalla strada principale, la detta Via Lepanto, dal portone della storica Merceria Mancuso – che è rimasto allo stato rustico, con il cemento e i ferri d’armatura in brutta vista per chiunque si trovi a passare per quelle strade del Centro cittadino di Pompei.
Lo stesso fabbricato, a due livelli fuori terra, è stato interessato da un altro crollo, parziale, di un altro solaio che si è accartocciato contro i pilastri del primo livello.
Fortunatamente non si lamentano vittime né danni alle persone che abitano intorno a breve distanza. Né – per mero caso fortuito, grazie alle abbondanti piogge di stanotte – si sono alzate nell’aria polveri nocive per la salute degli abitanti della zona, già messa a dura prova dalle polveri dello smog che, prima delle restrizioni anti-Covid, ogni sera si alzavano fino ai balconi dei primi piano dei fabbricati, danneggiandone le vie respiratorie.

Anche stavolta insomma è bastata la paura per i residenti. Ci sarà un prossima volta? Ora il comando vigili urbani dovrebbe attivarsi presso la proprietà e presso l’Ufficio tecnico Comunale per mettere fine allo scempio estetico di un fabbricato che va crollando a pezzi in pieno centro cittadino sotto gli occhi di turisti e automobilisti in transito per i paesi vesuviani. Cioè centinaia di persone al giorno.
Meglio, molto meglio per tutti, proprietà, residenti e organi comunali una demolizione controllata dell’intera struttura, fonte di pericoli di vario genere, privati e pubblici.

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