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Cronaca Napoli

Lo Smi Napoli chiede le dimissioni del responsabile del 118

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118 napoli


In una nota la segreteria aziendale Smi della Asl Napoli 1 centro con Ernesto Esposito ed Antonio Scalzullo chiedono le dimissioni del responsabile della cot 118 di Napoli.

 

“Gravissime e sorprendenti le dichiarazioni apparse sulla stampa Nazionale da parte del responsabile cot 118 di Napoli, un attacco senza precedenti a uomini e donne medico della continuita’ assistenziale che quotidiniamente rischiano anche la propria vita senza tutele e garanzie””.Nella Asl Napoli 1 molti medici di guardia medica si sono ammalati di proprio per la mancanza di dpi e meritano il rispetto di tutti perche’ non hanno nemmeno il riconoscimento della malattia, sono in quarantena e non vengono pagati”.

Le prime conseguenze del comunicato di ieri si sono registrate proprio a Napoli nella tarda serata con aggressioni verbali ai medici di turno da parte di familiari di pazienti .

In Italia sono state istituite le USCA profumatamente retribuite a 40 euro/ora con personale dedicato ed arruolato proprio tra i medici del 118, della CA, della AP,e tutti gli iscritti all’ordine su base volontaria..Nella nostra Asl questi colleghi dotati di auto aziendale ed appositi DPI di classe 3 sono stati utilizzati per i tamponi, termoscanner alla stazione, porto, aeroporto e per potenziare il personale delle UOPC diversamente da quanto accade nelle altre Regioni.

Infatti i tamponi ed il potenziamento delle UOPC vengono effettuati nelle altre Regioni da: Amministrativi, infermieri, volontari, croci, onlus, biologi ed anche strutture private in convenzione ma non certamente dalle Usca come avviene a Napoli.Il decreto Ministeriale delle USCA prevede la presa in carico dei pazienti domiciliare su indicazione del 118 e/o dei medici di base.

La criticita’ si risolve immediatamente liberando le USCA da compiti impropri ed arruolando nuovo personale USCA anche tra i sanitari del 118.

“Non e’ pensabile che un medico di CA debba vestirsi da solo con i DPI fuori alla abitazione del paziente, are la visita, contagiare la propria autovettura personale,s maltire i DPI in modo difforme alle normative vigenti sullo smaltimento dei rifiuti speciali a rischio infettivo mentre le USCA svolgono altre manzioni.

Insieme ad altre organizzazioni sindacali presenteremo nei prossimi giorni una denuncia circostanziate alla corte dei conti chiedendo di indagare sulla conformita’ delle spese sostenute per la istituzione delle USCA e loro utilizzo.

Abbiamo ricevuto telefonate dalla CO 118 di Napoli nei presidi di CA nelle ultime settimane con toni e contenuti non corretti ,abbiamo sorvolato vista la emergenza in atto ,d’ora in poi tutti i casi che ci saranno segnalati dai colleghi verrano sistematicamente denunciati alla autorita’ giudiziaria con il nostro legale Nazionale.

“Ci uniamo alla Fimmg Continuita’ assistenziale chiedendo le dimissioni del responsabile cot 118 di Napoli per avere in tempi brevi un nuovo interlocutore al fine di riprendere un dialogo con la parte pubblica del 118 e risolvere unitariamente le criticita’.

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Barra

Napoli, 7 caprette nane prelevate dall’ASL dall’ ex cimitero dei colerosi di Barra

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Barra, 7 caprette nane prelevate dall’ASL dall’ ex cimitero dei colerosi di Barra. La denuncia delle associazioni: hanno tenuta pulita l’area e davano fastidio agli spacciatori. Borrelli:” Non si può pensare di utilizzarle in altri spazi verdi?”

Nella mattinata del 24 novembre l’Asl Napoli 1 ha effettuato un intervento, su richiesta del Comune, per prelevare 7 caprette nane che erano custodite da 3 anni all’interno del ex cimitero dei colerosi del quartiere Barra di Napoli per sottoporle a controlli e verifiche su eventuali malattie.

“Questo parco è di fatto gestito dagli spacciatori che lo hanno utilizzato più volte come base per nascondere degli ovuli, probabilmente qualche capretta potrebbe averne mangiato qualcuno. Più volte gli spacciatori hanno rimosso i lucchetti di questa area chiusa e non aperta al pubblico o li hanno sostituiti, è chiaro che la presenza degli animali li disturbava e ce lo hanno anche riferito ma noi abbiamo denunciato anche la cosa alle forze dell’ordine.

Le caprette erano qui da 3 anni, il Comune soltanto adesso se ne è ricordato? Ci teniamo a precisare che questa area ha vissuto periodi di elevatissimo degrado prima che arrivassimo a noi a prendercene cura rimuovendo i rifiuti accumulati, tra essi anche dell’amianto. Questa caprette hanno espletato un lavoro che nessuno ha mai fatto in tanti anni, hanno tenuto pulito, hanno eseguito operazioni che neanche ditte specializzate sarebbero in grado di far per bene. Ora vogliono mandarle via? Dopo chi terrà pulito il parco?”- racconta Marco Sacco, dell’associazione “La voce nel deserto”, che si occupa di ambiente e di riqualifica territoriale nella zona di Napoli Est, e del Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio.

“Il Comune ora dovrà decidere se far ritornare le caprette qui oppure se farle adottare, noi abbiamo già individuato chi potrebbe prenderle in affidamento. Vogliamo lanciare una provocazione: dato che la manutenzione e la pulizia di molti spazi verdi nel nostro territorio langue non sarebbe forse il caso non solo di far ritornare a Barra le caprette ma di utilizzarne altre in altre aree verdi abbandonate? Inoltre chiediamo alle forze dell’ordine di smantellare la piazza di spaccio che denunciano i cittadini e al comune di riqualificare l’area per aprirla al pubblico. Ci ha colpito oggi scoprire che il servizio cimiteriale non aveva le chiavi dell’area e ha dovuto forzare un lucchetto messo da un privato non identificato. A che titolo e perchè un privato sostituisce un lucchetto del comune con uno privato in un ex cimitero chiuso al pubblico e popolato solo da caprette nane? “- sono le parole del Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli chiamato dai cittadini che ha assistito alle operazioni dell’Asl assieme al membro dell’esecutivo nazionale del Sole che Ride Fiorella Zabatta e dal Professore universitario del dipartimento di Medicina veterinaria e Produzioni animali della Federico II Luigi Esposito e al conduttore radiofonico Gianni Simioli.

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