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Cultura

Un omaggio a Sophia Loren il libro di Paolo Lubrano

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“Portandomi dentro questa magia”, omaggio a Sophia Loren dell’autore Paolo Lubrano

 

 

In libreria “Portandomi dentro questa magia – Le stagioni della vita di Sophia Loren”, edito da Nova Edizioni (216 pagine), è un omaggio alla vita e ai 70 anni di carriera della straordinaria diva di originaria Pozzuoli (Na).

“Il libro – ha spiegato l’autore – è una emozionante immersione a ritroso nella quotidianità di Sophia Loren, “Lella” come la chiamavano da piccola. Un romanzo che evoca i primissimi anni, partendo dalle origini, dalle amicizie che dureranno nel tempo, gli affetti familiari fondamentali, la delusione paterna, il rapporto con mamma Romilda che prima degli altri intuì in lei il talento e che volle che la figlia realizzasse il suo desiderio infranto di diventare una grande attrice. E poi il liceo e le compagne di banco, il lungomare puteolano, i posti che forgiarono il cuore e l’animo della Loren, quando il successo non era affatto dietro l’angolo e il grande schermo pareva una chimera lontana. È una storia attuale e universale che ha molto da insegnare a tutti, una ispirazione per chiunque abbia un sogno da realizzare e punti semplicemente su volontà e sacrificio, senza mai fermarsi di fronte alle difficoltà. E una occasione per conoscere – attraverso la biografia di Sophia Loren – uno dei territori italiani più affascinanti, Pozzuoli e i Campi Flegrei, i luoghi del cuore che favorirono la crescita umana e professionale dell’attrice”.

“Sophia – si legge nella sua prefazione scritta dal critico cinematografico Valerio Caprara – partorita dai vulcanici bollori delle più antiche mitografie campane, continua a costituire uno degli antidoti più potenti alle ricorrenti invadenze della retorica locale e ad accreditarsi come la nostra attrice più nota a livello internazionale pienamente in grado di sostenere, oltre alle richieste degli sceneggiatori e i registi, l’inalterabile carico mitico-simbolico costituito dalla sua presenza”. Come Sophia Loren, è originaria di Pozzuoli Ludovica Nasti, emergente promessa del cinema italiano, Lila della serie “L’amica geniale”, tratta dal romanzo cult di Elena Ferrante, che qui firma una prefazione che è quasi un augurio di passaggio di testimone tra la mitica Sophia e la piccola attrice, due “puteolane” destinate alla fama. “Aprire questo libro – ha scritto – è stato come volare con la fantasia in un mondo così sconosciuto e lontano, che ho solo immaginato dai racconti della mia mamma o da qualche scena in tv di vecchi film in bianco e nero, ma più che altro è stato come assistere alla proiezione della pellicola sulla vita di Sofia Loren, prima che fosse messa al mondo e prima che diventasse Sophia. Ho appreso tante cose, ho immaginato tanti più avvenimenti della storia di Pozzuoli in questo racconto emozionato di Paolo Lubrano che in vari noiosi testi di scuola: la paura della guerra, la miseria, la forza per sopravvivere, la volontà e la dignità. Ho realizzato che il bullismo è sempre esistito e che dietro uno “stecchino” preso in giro dai compagni di scuola si può nascondere un talento, un fenomeno, una donna di cui parlerà tutto il mondo per bravura ed eleganza. Ho capito che bisogna credere nei propri sogni e lottare perché si realizzino, ma ci dev’essere anche qualcuno che creda in te per aiutarti a volare in alto”.

“Portandomi dentro questa magia” è arricchito dalle pillole di napoletanità dell’editore ed esperto di Lingua napoletana Amedeo Colella che approfondisce il significato e i racconti che si celano dietro alcune frasi tipicamente napoletane, usate da Sophia Loren tra film e interviste. A sostegno degli aneddoti e delle esperienze ripercorse nel romanzo, il libro mostra documenti ufficiali, pagelle scolastiche, fotografie autentiche, ritagli di giornali.

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Cultura

Presentazione online del volume di Raffaele La Capria e Giovanna Stanzione

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La Capria
foto comunicato stampa

Sabato 5 dicembre, alle ore 18, in diretta streaming sulla pagina Facebook della libreria IoCiSto di Napoli, presentazione del libro di Raffaele La Capria, “La vita salvata. Conversazioni con Giovanna Stanzione”, Mondadori. Dialoga con l’autrice, Titti Marrone.

La scrittura è un incontro tra se stesso e l’altro. Si scrive per l’altro, per conoscerlo, per ritrovarlo una volta che sarà perduto. La scrittura è, in definitiva, un atto amoroso. “L’ultimo che mi sia rimasto.” Raffaele La Capria, una delle voci più importanti e amate della Letteratura del Novecento, si racconta a Giovanna Stanzione, scrittrice esordiente, in un lungo, intenso dialogo che non è mai solo un incontro intellettuale ma intreccia ricordi, riflessioni, delusioni e speranze di un’esistenza, l’una al tramonto, l’altra all’inizio, raccogliendo e custodendo tutto ciò che della vita alla fine si salva. In un’intima e appassionata confessione Raffaele La Capria ripercorre i temi topici della sua scrittura, ponendosi ancora una volta gli interrogativi esistenziali e umani di tutta una vita e che hanno segnato, tappa per tappa, quella dei suoi lettori: la costruzione della propria identità di uomo e di scrittore; la “ferita” che origina la vocazione letteraria; lo stupore della letteratura e la conoscenza del mondo grazie all’intuizione poetica; il rapporto con il passato, che per mezzo del presente è rinnovato e rivive; e poi i libri amati, quelli riusciti e non, la fuga dalla falsa complicazione, dalla retorica e dal vuoto artificio; il ruolo della letteratura come leva che smuove e ricerca la verità sotterranea del nostro tempo; il ricordare e l’essere ricordati; e infine la riflessione sul rapporto tra uno scrittore e la morte, sulla scena letteraria italiana di oggi e il suo legame con la tradizione.

“Ciò che mi dispiacerà parecchio lasciare sono gli attimi subito successivi al movimento. Quelli appena dopo l’alba o il tramonto di una bella giornata, o quando la risacca del mare incurva le spiagge, l’acqua abbraccia il corpo del tuffatore, gli alberi e ogni filo d’erba tornano fermi dopo essere stati scossi dal vento. Tutto ciò che si fa nella vita, in fondo, non è che un accumulo di attimi finiti. Il tempo stesso lo si può scomporre in infiniti attimi finiti. Questo dà valore a ogni singolo, minuscolo, istante, non crede?”

Pagina dopo pagina, emerge un ritratto inedito di Raffaele La Capria, messo a confronto con il passare del tempo, con i cambiamenti e le similitudini del presente, ma anche la fotografia della generazione di coloro che si affacciano oggi alla scrittura e si trovano ad affrontare il senso di smarrimento, la fran- tumazione dell’identità e la necessità di costruire la vita intera che hanno davanti. A tutti La Capria consegna il suo insegnamento più prezioso: l’importante è conservare una visione lieve del mondo. Quella che dopo ogni immersione ti spinge a guardare in alto e a cercare in tutti i modi di tornare a galleggiare in superficie.

Qui puoi seguire la diretta: https://www.facebook.com/libreriaiocisto/

Raffaele La Capria è uno degli scrittori italiani più significativi e amati del Novecento e di questo scorcio del nuovo secolo. Nato a Napoli nel 1922, esordì con Un giorno d’impazienza (1952) e raggiunse la fama con Ferito a morte (1961, premio Strega). Tra le sue opere, False partenze (1974 e 1995), L’armonia perduta (1986), Letteratura e salti mortali (1990), La mosca nella bottiglia (1996), Lo stile dell’anatra (2001), L’estro quotidiano (2005), Doppio misto (2012), La bellezza di Roma (2014), Il fallimento della consapevolezza (2018).

Giovanna Stanzione è nata a Salerno nel 1988, ha conseguito il dottorato di ricerca a Roma e attualmente vive a Torino. È autrice di articoli, racconti e testi teatrali.

Leggi anche: https://www.cronachedellacampania.it/2020/12/antonio-capuano-laceno-doro/

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