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Calcio Napoli

Il Var, l’arbitro e il Sassuolo battono il Napoli

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Il batte 2-0 il e consolida il secondo posto in classifica alle spalle del Milan. I neroverdi, in piena emergenza, espugnano il San Paolo grazie al rigore trasformato da Locatelli chiamato dal dopo due minuti dalla fine dell’azione e al gol di Lopez in un convulso finale. Gli uomini di Gattuso dominano per larghi tratti del match, ma peccano di precisione sotto porta e sono costretti a una brusca frenata dopo due vittorie consecutive.

I neroverdi continuano a sognare volando a quota 14 punti, a 2 lunghezze dal Milan capolista. Decidono un rigore di Locatelli e il sigillo di Maxime Lopez allo scadere. Partenopei che invece non convincono in nessuna delle due fasi: Osimhen e Mertens non pungono, la squadra di Gattuso resta appaiata all’Inter, ferma a 11 punti. La contesa parte come ci si poteva aspettare: entrambe le squadre si affrontano a viso aperto, confermando di essere tra le piu’ divertenti e spettacolari del campionato. Il primo vero colpo di scena arriva al minuto 11, quando Consigli rischia di combinare un pasticcio rimediando poco dopo: il portiere neroverde infatti si fa intercettare un passaggio da Osimhen che deve solo incrociare a porta spalancata. L’attaccante nigeriano trova pero’ l’opposizione miracolosa dell’ex Atalanta. Vampate pericolose del , soprattutto con Fabian Ruiz che al 33′ si fa parare una conclusione precisa dal limite dell’area. Il invece si fa vedere in avanti al 43′ con un destro di Boga, deviato in angolo da un attento Ospina. Nella ripresa l’errore di Di Lorenzo cambia le sorti della gara: pestone ingenuo del terzino azzurro sul giovanissimo Raspadori. Mariani va a rivedere l’episodio al monitor su indicazione della sala e indica il dischetto, su cui va Locatelli. Il centrocampista e’ impeccabile dagli undici metri per lo 0-1 al 59′. Gattuso a questo punto alza la voce, pretendendo piu’ qualita’ nell’ultima trequarti e cambiando un paio di interpreti. Gli ingressi di Petagna e Zielielski, tra gli altri, non conferiscono pero’ nuova linfa all’attacco partenopeo. Nel recupero viene annullato un gol a Manolas per posizione di partenza di offside di Osimhen. Al contrario il e’ piu’ cinico che mai e raddoppia con il francese Maxime Lopez al 95′: neroverdi al secondo posto in classifica.


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Calcio Napoli

Napoli, Gattuso: Facciamo troppo i professori

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Rino Gattuso, allenatore del , dopo la sconfitta interna contro il Milan è intervenuto al microfono di Sky Sport: “A me della prestazione dei singoli giocatori non interessa, non mi sofferma sull’errore personale. Abbiamo fatto tutto noi. Ci siamo fatti male da soli, abbiamo creato. Io devo pensare al mio orticello. Quando arriva la partita importante succede sempre un qualcosa, noi dobbiamo alzare l’asticella anche in questo. E’ un problema mio, sono io che non riesco a far interpretare le partite in un certo modo. Ognuno di noi, io per prima, deve prendersi le sue responsabilità. Bisogna stare sul pezzo, non stare a giudicare. Il primo responsabile sono io. Bisogna starci con la testa, ci manca un qualcosa, quella cosa di arrivare alle partite con l’occhio diverso. Pensiamo che solo con la tecnica, il giocare bene possiamo vincere. E’ da tempo che succede. Questa squadra la guido io, le scelte le faccio io. Ci sono cose che non mi piacciono, su cui batto da mesi. Vedo atteggiamenti che non mi piacciono e mi rimangono dentro, mi fanno stare male. Bisogna aggiustare quest’aspetto il più presto possibile”.

Ha visto l’episodio Ibrahimovic-Koulibaly? Che idea s’è fatto? “Non voglio parlare, non lo so. In tv sembra una gomitata alla Mike Tyson, se vedi anche la smorfia… Ma non dobbiamo pensare a questo, dobbiamo pensare a ciò che dobbiamo fare, sempre col coltello tra i denti”.

 

Problema atteggiamento fin dall’inizio? Dopo 5′ Koulibaly ha passeggiato in un rientro. “Oggi l’avevano preparata per non far giocare Koulibay e far giocare Manolas. Ci sono tanti episodi. Non è solo Koulibaly, bisogna ragionare da squadra. Abbiamo vinto quando abbiamo giocato col coltello dai denti. Non dobbiamo pensare all’io, ma al noi. Tante volte ho questo sensazione, pensiamo troppo all’io”.

Perché succede questo? “Non è un rilassamento, è una mentalità che ci portiamo dietro da tanto tempo. Per questo dico che il primo responsabile sono io. Bisogna stopparle subito queste cose qui, ma a volte si va anche alla ricerca di dialogo perché è dovere di un allenatore”.

Ti è mancato Osimhen? “Io ho una mentalità totalmente diversa da quando giocavo. Sono giovane, voglio far giocare le mie squadre. Ma non posso accettare che nei momenti di difficoltà la mia squadra non abbia il coltello tra i denti. Voglio vedere i ragazzi giocare da squadra, ci sono diversi episodi. Gli atteggiamenti li vedete, a volte facciamo i professori che la palla non arriva bene oppure restiamo lì con l’. Se oggi analizziamo la partita, il ha fatto quello che doveva qualitativamente. “.

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