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Cronaca Campania

Il Garante dei detenuti della Campania: ‘Servono urgenti misure alternative’

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“Servono misure alternative al carcere. Come garanti abbiamo scritto ai procuratori per la custodia cautelare, ci auguriamo che chi abbia commesso reati non gravi possa avere i domiciliari”.

Lo ha dichiarato il Garante dei detenuti della intervenendo nella trasmissione “Barba e capelli” condotta da Corrado Gabriele su Radio Crc Targato Italia. Per quanto riguarda la situazione generale Ciambriello la descrive come “una foto in bianco e nero. Abbiamo 15 contagi a Poggioreale, 3 a Secondigliano, 15 tra medici e infermieri. Una popolazione di oltre 6mila detenuti, di cui 308 donne e 867 stranieri. Grazie allo straordinario lavoro di chi lavora in ambito penitenziario e al senso di responsabilita’ di gran parte dei detenuti abbiamo un contenimento e tenuta del sistema. Ma dobbiamo essere preparati ad altro”. La proposta dei Garanti e’ chiara: “servono misure alternative al carcere. Molti casi che diventano definitivi non devono scontare 6 anni ma pochi mesi o residuo di pena. Per questo l’esecuzione penale puo’ essere domiciliare. In tal senso almeno 400 persone possono lasciare il carcere”. Ad esempio “i semiliberi se restano a casa quegli spazi possono essere usati per le emergenze”.

Ciambriello insiste: “l’altro scandalo: 6475 detenuti in , oltre 2mila a Poggioreale e solo la meta’ totale riguarda quelli definitivi perche’ gli altri sono in attesa del terzo grado. L’uso della carcerazione preventiva e della custodia cautelare se fosse usata per reati gravi non porterebbe in carcere tanti ragazzi per droga o con problemi psichici”. Infine sui numeri di questo 2020 Ciambriello conclude: “abbiamo avuto 9 suicidi. Mi colpisce la giovane eta’ e che non dovevano scontare pene lunghissime. C’erano 64 educatori sulla carta, ora 15 in pensione. Non abbiamo figure sociali, psicologi e assistenti sociali. Il volontariato e’ tornato ma se il pubblico si sottrae non va bene. Il carcere deve essere un luogo dignitoso per scontare la pena”.

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Cronaca Salerno

Asl Salerno, “nessun tampone per gli addetti alle pulizie”. Proclamato lo sciopero

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Foto di repertorio
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Mancata inclusione dei lavoratori delle ditte nell’ambito dei percorsi di screening per il rilevamento da infezioni da COVID-19 individuati dalla ASL Salerno per i suoi dipendenti. Proclamato lo stato di agitazione dai segretari provinciali FISASCAT CISL Prisco Fortino e Teresa Iannaco.

Nessun tampone per il personale di logistica e pulizia. Una condizione di “mancata sicurezza sul lavoro” che, a parere del sindacato è dovuta “solo a una questione di impegno economico sui costi degli esami e su chi tale onere deve gravare. In tutto questo i lavoratori vogliono sicurezza poiché il mancato rispetto delle norme e dei percorsi può gravemente minare la salute degli addetti, ma soprattutto degli utenti e di tutta la popolazione.”

“Spiace dover sottolineare – Si legge nel comunicato a firma FISASCAT – che l’assenza del manager Iervolino in questi giorni si è fatta sentire anche in considerazione che la sua provata esperienza di Direttore Sanitario avrebbe certamente evitato la maggior parte degli incidenti di percorso che abbiamo dovuto constatare. I lavoratori chiedono pari dignità e di essere inseriti nei percorsi di prevenzione come tutti gli altri dipendenti dell’ente, anche alla luce del fatto che operano gomito a gomito con gli stessi e quindi sottoposti agli stessi rischi per sé stessi e per gli altri. Chiediamo al Direttore Generale di intervenire sulla questione. D’altra parte è un medico e a tratti quando si parla con i dirigenti aziendali dell’ASL sembra essere anche l’unico.”

Un’attività di screening necessaria al fine di individuare eventuali contagi e scongiurare la nascita di eventuali focolai. I lavoratori “Devono essere messi in una condizione lavorativa di assoluta sicurezza sia per la committenza che per i propri cari. – Sottolineano dal sindacato, concludendo – se non ci sarà una soluzione celere alla questione gli operatori saranno costretti a non poter accedere ai reparti.”

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