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Di Maio: ‘Ora De Luca accetti gli aiuti’. De Magistris chiede subito i soldi. Mastella protesta

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Di Maio: ‘Ora De Luca accetti gli aiuti’. De Magistris chiede subito i soldi. Mastella protesta.

 

“Nelle ultime ore ben facendo, l’Istituto superiore di sanita’, sta collocando la Campania nella zona rossa. Ma non basta”, “adesso inviamo comunque gli aiuti alla Regione Campania e mi auguro che il presidente De Luca, con un pizzico di umilta’ che non fa mai male, sia in grado di accettarli, anteponendo gli interessi della collettivita’ al suo personale egoismo”. Lo afferma in una nota il ministro degli Esteri, .

”Sembra che ieri in conferenza Stato-Regioni il presidente De Luca abbia improvvisato una sceneggiata napoletana rifiutando ogni tipo di aiuto del governo, dai militari al supporto di medici e ospedali fino alla protezione civile. Sembra che per lui in Campania vada tutto bene e che non ci sia bisogno di aiuti – accusa Di Maio – In Campania c’è chi muore da solo accasciato nei bagni degli ospedali o chi viene persino curato in auto. Non so se il presidente De Luca stia nascondendo qualcosa, ma di certo non serviva attendere i dati per dichiarare la massima allerta in Campania viste le scene di questi giorni nei pronto soccorso”. “Il problema è che a pagare i suoi errori non è lui in persona, ma sono i campani, tra l’altro è la mia terra, la mia gente. Questo il governo non può permetterlo. Le tende sanitarie dell’esercito sono collocate davanti agli ospedali, in tante regioni d’Italia, non si capisce perché in Campania non possano esserci”. “Concludendo, spettano sicuramente a De Luca le responsabilità di aver malgovernato la sanità campana negli ultimi anni”, è l’ultima accusa di Di Maio.

“Quello che mi sento ora fortemente di chiedere al Governo, come ho fatto al presidente del Consiglio con una lettera di qualche giorno fa, ristori economici immediati perche’ non puo’ la citta’ pagare sulla propria pelle una zona rossa che, con un diverso lavoro nei mesi successivi al lockdown sul piano sanitario, poteva essere evitata”. A dirlo, il sindaco di Napoli, , in un video pubblicato sulla propria pagina social, dopo il passaggio in zona rossa della Campania. Il primo cittadino ritorna anche sull’ordinanza che era pronto a firmare. Con quel provvedimento, dice, “si faceva chiarezza, nel senso che si evidenziava, in maniera efficace, che nella zona gialla le persone possono circolare, i negozi sono aperti e, quindi, non bisogna meravigliarsi se c’e’ tanta gente per strada e che chiudere una strada piuttosto che un’altra non aveva alcun tipo di senso, di efficacia. Anzi, poteva rafforzare concentrazioni in altri luoghi”. Da qui, spiega che, “con questa ordinanza, si individuavano delle strade su cui, eventualmente, intervenire solo in casi di forti e potenziali assembramenti. Quindi, si auspicava un maggior controllo del territorio che auspico anche adesso, nonostante andiamo in zona rossa”.

“Se come pare la Campania va in zona rossa ritengo sia una ingiustizia che ci si vada anche noi delle aree interne di Benevento e Avellino, Salerno e alto Casertano. Le mie misure, rigorose ma mitigate, saranno superate da quelle del governo”. Lo ha scritto sui social il sindaco di Benevento .

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Fonderie Pisano, la deputata Bilotti (M5S) chiama in causa il Governo

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Foto di repertorio
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Sulla paventata delocalizzazione delle Fonderie Pisano a Buccino, la deputata Anna Bilotti chiama in causa il Governo con un’interrogazione formulata ai ministri dell’Ambiente, Sergio Costa, e per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.

La parlamentare salernitana del Movimento 5 Stelle, facendosi carico dell’allarme e delle preoccupazioni espresse a più riprese dagli amministratori e dalla comunità locale, chiede ai responsabili dei due dicasteri se ritengano che «la realizzazione di un’industria pesante, potenzialmente in grado di condizionare il carico ambientale di un’area insediativa a forte valenza naturalistica e completamente avulsa da una qualunque filiera locale, sia coerente con i principi di tutela ambientale e con le prescrizioni di sviluppo economico endogeno e sostenibile previste dalla Strategia Nazionale Aree Interne».

Nell’interrogazione, Anna Bilotti premette che «l’area industriale di Buccino rientra parzialmente nel Sito d’Interesse Comunitario (SIC) IT8050049 Fiumi Tanagro e Sele» e che la stessa inoltre «è parzialmente soggetta a vincolo paesaggistico ex art. 142, comma 1, lett.c), del D.Lgs 42/04, per la fascia dei 150 metri dalle sponde del fiume Bianco, censito nell’elenco delle acque pubbliche
della Provincia di Salerno. La stessa area industriale – sottolinea la deputata del Movimento 5 Stelle – è parzialmente interessata dalla presenza di vincolo ex art. 94 del D.Lgs. 152/2006, “disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano”, con la presenza di fasce di rispetto per un raggio di 200 metri dai punti di captazione e derivazione
di acqua potabile. In essa sono, infatti, insediate industrie alimentari che captano l’acqua potabile in loco».

Non solo. Riguardo all’area salernitana che comprende anche il comune di Buccino, Bilotti ricorda infine che «è in corso di riconoscimento l’adesione alla Strategia Nazionale Aree Interne che, come previsto dall’accordo di partenariato con l’Unione Europea, promuove il “capitale territoriale” inutilizzato presente in questi territori, ovvero il capitale naturale, culturale e cognitivo, l’energia sociale della popolazione locale e dei potenziali residenti, e il valore dei sistemi produttivi agricoli, turistici e manifatturieri».

«Ho ritenuto doveroso investire i Ministeri competenti – spiega la deputata del Movimento 5 Stelle – di una vicenda che tiene in apprensione un’intera comunità, preoccupata delle possibili conseguenze sulla qualità della vita, sull’ambiente e sullo sviluppo economico e sostenibile di un’area a valenza naturalistica e con vocazioni che mal si conciliano con l’insediamento di un’industria insalubre. Continuerò a seguire con grande attenzione l’evolversi della situazione – assicura Anna Bilotti – e a vigilare affinché non si consumi l’ennesimo scempio ai danni di una comunità che, grazie anche alla Strategia Nazionale Aree Interne (Snai), può aspirare a uno sviluppo e a un futuro ben diversi».

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