de luca, covid
foto da facebook


“In queste ore si sta ragionando su zone, contro-zone, sotto-zone… La mia opinione è che queste zone sono una grande buffonata”. Così Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, durante la diretta Facebook del venerdì pomeriggio “Abbiamo avuto modo di verificare con quanta difficoltà anche dal Ministero dello Salute comunicano i dati oggettivi che motivano queste classificazioni in zona” delle Regioni. “Per una parte ci sono ragioni obiettive, per un’altra parte ci sono ragioni che per quello che capisco io rinviano a motivi politica politicante. La sanità non c’entra niente – aggiunge – Noi abbiamo assistito qualche settimana fa all’invio in Campania di ispettori, una ennesima cialtronata, una provocazione che abbiamo subito come Regione. Ad oggi non abbiamo ancora avuto la copia delle relazioni fatte dagli ispettori”.

Il presidente della Regione Campania ha inoltre sostenuto che molte regioni bluffano sui tamponi e sull’indice di positività: “Abbiamo chiesto ripetutamente al ministero della Salute di sapere il numero dei tamponi. La Regione Campania comunica il numero vero di tamponi siamo sotto i 25mila al giorno, questo fa aumentare il numero dei positivi. Ci sono regioni che comunicano un numero altissimo di tamponi non molecolari per far abbassare il numero di positivi”. Cosi’ il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Fb. “Non abbiamo avuto dal ministero nessuna risposta certa, mi pare scandaloso, sia portato tutto alla luce del sole”, ha aggiunto.

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E poi per quanto riguarda la scuola ha rivelato: “Ieri si è tenuta una riunione tra le Regioni e il Governo e, al di là delle chiacchiere che di solito si fanno in queste riunioni, è emersa una cosa concreta: l’orientamento di riaprire le scuole il 9 gennaio. Mi auguro che le scuole si aprano a gennaio, evitando di incentivare la ripresa del contagio”. Ha detto. “Una delle cose più sconvolgenti a cui abbiamo assistito in queste settimane – ha aggiunto De Luca – sono le posizioni del ministro dell’Istruzione, spalleggiata dal presidente del Consiglio. Voglio mantenermi con toni molto misurati, ma si poteva immaginare di aprire le scuole il 9 dicembre, poi chiuderle due settimane per le feste di Natale, poi riaprirle a gennaio? Veramente non ci sono parole. Siamo in un Paese nel quale le cose più semplici, quelle di buon senso, sono una conquista. Mi auguro che si aprano le scuole a gennaio evitando di incentivare la ripresa del contagio e mettendo in condizione soprattutto i Comuni di fare le cose che devono fare  per riprendere l’attività in condizioni di sicurezza”.

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