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Cronaca Giudiziaria

Violò numerose volte la sorveglianza speciale: assolto pluripregiudicato dei Quartieri Spagnoli

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assolto pluripregiudicato dei Quartieri Spagnoli


Violò numerose volte la sorveglianza speciale: assolto pluripregiudicato dei Quartieri Spagnoli.

Nella giornata odierna, il Tribunale di Napoli, III sezione penale, in totale accoglimento delle richieste degli avvocati Alfredo Durante e Carlo Maria Faiello, ha assolto il pluripregiueicato Branni Antonio accusato di aver violato in diverse occasioni la misura della sorveglianza speciale impostagli con decreto del Tribunale di Napoli.

L’uomo era stato sottoposto dal Tribunale di Napoli alla misura della sorveglianza speciale per le sue frequentazioni criminali, per i numerosi precedenti e per la condotta complessivamente valutata sulla scorta della quale veniva formulato un giudizio di pericolosità in termini di attualità, stante la sua dedizione alla commissione di reati.
Lo stesso Tribunale, inoltre, visti i numerosi precedenti per spaccio, detenzione illegale di armi e resistenza a pubblico ufficiale, aveva definito allarmante la continuità della sua condotta delittuosa.

In seguito alla contestazione di violazione della misura della sorveglianza speciale, la III sezione del Tribunale di Napoli, in totale accoglimento delle difese degli avvocati Alfredo Durane e Carlo Maria Faiello, ha assolto il 45enne con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.

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Caserta e Provincia

Pizzo allo stabilimento balneare di Castel Volturno: arrestato uomo dei Bidognetti

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Pizzo stabilimento balneare Castel Volturno

Pizzo allo stabilimento balneare di Castel Volturno: arrestato uomo dei Bidognetti.

Questa mattina un uomo, D.D. è stato messo agli arresti domiciliari in provincia di Caserta perché accusato di estorsione ai danni del titolare di uno stabilimento balneare a Castel Volturno . Secondo quanto riferito dalla vittima alle forze dell’ordine l’uomo lo avrebbe avvicinato per indurlo, con minacce implicite, a consegnargli denaro per “mantenere le famiglie dei carcerati”.

La denuncia resa dal titolare dello stabilimento, che si è opposto alle minacce, ha trovato poi conferma nelle dichiarazioni rese da persone considerate informate sui fatti. Nel luglio del 2018, nello stesso stabilimento balneare, era stato ucciso il padre del gestore dopo che si era rifiutato di pagare le cifre richieste da un gruppo criminale.

Quell’omicidio, infatti, come confermato nella sentenza di condanna degli autori materiali e dei mandanti, era espressione di un programma criminale attuato, a detta degli inquirenti, dall’ala ‘stragista’ del gruppo ‘Bidognetti’, organizzazione mafiosa responsabile di diversi omicidi e capeggiata da Giuseppe Setola.

 

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Cronaca Giudiziaria

Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna

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Bimbo morto al parco Verde di Caivano

Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna.

Il gup di Napoli, Luana Romano (21esima sezione) ha rinviato a giudizio, con l’accusa di omicidio volontario, Marianna Fabozzi, madre di Antonio Giglio, il bimbo di 4 anni precipitato dalla finestra di un’abitazione del Parco Verde di Caivano , il 28 aprile 2013. Insieme con la Fabozzi e’ stato rinviato a giudizio, per favoreggiamento, anche il suo ex compagno, Raimondo Caputo. Entrambi sono stati gia’ condannati in via definitiva per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, morta 24 giugno 2014, dopo essere lanciata nel vuoto dallo stesso palazzo dove poco piu’ di un anno prima era caduto il piccolo Antonio Giglio.

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Caputo, detto “Tito'”, venne condannato all’ergastolo; a Fortuna Fabozzi invece vennero inflitti dieci anni di carcere. Gennaro Giglio, padre del bambino, difeso dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani, ha piu’ volte accusato la ex (Marianna Fabozzi) della morte di suo figlio Antonio. Secondo quanto riferito dalla madre, Antonio sarebbe precipitato dopo essersi sporto troppo dalla finestra nel tentativo di guardare un elicottero dei Carabinieri in volo. A riferire agli investigatori che Antonio Giglio non mori’ accidentalmente fu una donna che si disse testimone della tragedia: si tratta della sorella di Raimondo Caputo la quale riferi’ di avere visto, riflesso in uno specchio, Fortuna Fabozzi compiere l’insano gesto.

Anche Raimondo Caputo ha accusato la sua ex compagna della morte del piccolo. Malgrado la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Napoli, il gip Pietro Carola, il 5 giugno 2019, decise per l’imputazione coatta di Marianna Fabozzi e di Raimondo Caputo, rispettivamente per omicidio volontario e favoreggiamento.

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