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Caserta e Provincia

Protestano a Caserta gli esercenti del centro storico

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protesta esercenti caserta


“Non vogliamo sussidi, vogliamo solo continuare a lavorare in sicurezza”. E’ l’appello lanciato questa mattina in piazza Vanvitelli da una trentina di titolari di bar, ristoranti e locali notturni di Caserta che hanno manifestato. Un altro lockdown potrebbe essere l’ultimo per decine di attivita’ casertane.

“La manifestazione di oggi e’ solo la prima di una lunga serie – dicono gli esercenti in una nota – ci siamo mossi senza l’aiuto di nessuna associazione di categoria”. Del gruppo di imprenditori, nato poco meno di tre settimana fa, fanno parte una cinquantina di gestori di locali del centro storico che, avendo pochi posti a sedere, hanno avuto perdite maggiori specie quando sono stati ridotti gli orari di chiusura.

“Fino ad oggi abbiamo seguito alla lettera le indicazioni che ci si sono arrivate dal Governo e dalla Regione per limitare i contagi – aggiungono i manifestanti – ma evidentemente le misure fin qui adottate non sono state sufficienti ne’ a contenere i contagi ne’ tantomeno a garantirci livelli adeguati di redditivita’. Per noi va bene qualsiasi soluzione, come l’utilizzo dell’esercito per garantire i controlli, ma limitare ancora le nostre attivita’ significa condannarle al fallimento”. GLi imprenditori del centro storico chiedono anche “il blocco immediato di tasse, utenze, fitti, contributi previdenziali. Perche’ per garantire sicurezza e igiene come abbiamo fatto fino ad oggi abbiamo dovuto affrontare spese extra che non ci sono state rimborsate e che hanno gravato sulle nostre finanze gia’ alle prese con un calo del fatturato superiore al 70%”.

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Attualità

Dal carcere di Santa Maria Capua Vetere mascherine “stop violenza donne”

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mascherine santa maria capua vetere

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne moltissimi personaggi famosi hanno indossato la mascherina “Stop alla violenza sulle donne” realizzate dai detenuti degli istituti penitenziari di Santa Maria Capua Vetere.

Sono la Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, le giornaliste Serena Bortone, Gaia Tortora e Myrta Merlino, la cantante Laura Pausini, Maurizio Costanzo, Mara Venier, Rita Dalla Chiesa, Carlo Verdone. E poi anche i registi Enrico Vanzina e Mimmo Calopresti, gli attori Claudio Amendola, Ricky Memphis, Massimo Boldi, Max Tortora e Martina Stella. Lo riferisce Gnews, il quotidiano on line del ministero della Giustizia. Tutti hanno prestato la loro immagine per promuovere la campagna di sensibilizzazione organizzata dal Ministero della Giustizia in occasione della Giornata internazionale che si celebra oggi, 25 novembre.

Un gesto simbolico per ribadire l’importanza del contrasto a una piaga gravissima e diffusa, come testimoniano le cronache quotidiane. Quelle indossate dai personaggi ritratti nelle foto fanno parte di uno stock di diecimila mascherine cucite da una decina di detenute del laboratorio sartoriale della sezione femminile della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Altrettante mascherine sono, invece, state prodotte nella Casa Circondariale di Salerno nell’ambito del progetto #RICUCIAMO, nato dalla partnership fra Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Commissario straordinario di governo per l’emergenza Covid-19.

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Caserta e Provincia

Cellulari in carcere, sequestro a Carinola

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La Polizia Penitenziaria ha sequestrato quattro cellulari nascosti in alcune celle del carcere di Carinola.

I telefoni cellulari, erano stati nascosti nel televisori dai detenuti, che sono stati denunciati. Uno dei cellulari sequestrato era uno smartphone con due sim-card. Gli agenti della Penitenziaria hanno trovato anche dei caricabatterie rudimentali. La notizia del sequestro de’ stata data dal segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece, che esprime “apprezzamento per l’operazione.

“Gli agenti della Penitenziaria – afferma Capece – continuano a lavorare con grande attenzione e professionalita’, pur senza l’ausilio di adeguati mezzi; ai poliziotti va riconosciuta una meritata ricompensa”. Il segretario del Sappe rinnova l’allarme sul l’introduzione di telefoni cellulari e droga nelle carceri, anche per minori. ” All ‘interno delle carceri – aggiunge Capece – , il numero elevato di tossicodipendenti richiama ovviamente l’interesse degli spacciatori, che tentano di trasformare la detenzione in business”.

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