La denuncia della Fp Cgil Campania: ‘Contagiati 242 operatori della sanità’

Negli ultimi 30 giorni sono 242 gli addetti risultati positivi al Covid-19 nelle strutture della sanità privata accreditata e nei centri di riabilitazione della Campania. Nel dettaglio, 214 a Napoli e provincia, 12 a Caserta, 6 a Salerno, 4 ad Avellino e 7 a Benevento. “Questo è il dato, ad oggi, – ha detto Marco D’Acunto, segretario con delega alla Sanità privata della Fp Cgil Campania – che con difficoltà siamo riusciti a mettere insieme, vista la totale assenza di informazione diretta da parte dei datori di lavoro che, in alcuni casi, non avviano neanche le dovute procedure previste per l’eventuale isolamento e denuncia di infortunio”. “La rilevazione è stata effettuata sulla scorta delle notizie certe in possesso dei rappresentanti sindacali aziendali delle strutture della Campania. E – ha aggiunto – si ha quasi la certezza che siano numeri arrotondati per difetto. Un disastro annunciato, che sta portando alla chiusura di interi reparti di alcune importanti e significative aziende in particolare della provincia di Napoli. Un disastro annunciato, soprattutto, dato atto che (eccetto pochissimi, illuminati, esempi) nessuna azienda ha inteso attuare il protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della sanità, dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19 sottoscritto lo scorso 24 marzo 2020 attivando, in particolare, Comitati di confronto preventivo con le rappresentanze sindacali presenti nei luoghi di lavoro affinché ogni misura adottata potesse essere condivisa e resa più efficace dal contributo di esperienza delle persone che lavorano. Un disastro che coinvolge non solo medici, infermieri, professionisti a vario titolo, fisioterapisti, tecnici, operatori socio sanitari e socio assistenziali, ausiliari ma – ha proseguito D’Acunto – anche i servizi stessi ed i nuclei familiari degli addetti. Un disastro che coinvolge personale che durante la prima ondata ed anche in queste ore non si è mai sottratto dal fare il proprio dovere e che non ha mai percepito nessun incentivo, nessun bonus, nessuna indennità eccetto i 100 euro una tantum del Decreto ‘Cura Italia’. Poche, inappropriate e contraddittorie, – ha concluso il segretario Fp Cgil Campania – sono state le misure che le aziende hanno messo in campo nelle ultime settimane, ispirate quasi sempre al risparmio dei costi, in un contesto in cui ‘prevenzione’ è una parola dimenticata ed anche nei mesi dopo il lockdown si è lavorato con personale ridotto e con scarsa attenzione alla sicurezza sul lavoro”.

 

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Pubblicato da
Fabio Testa

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