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Cultura

Al via la trentasettesima stagione concertistica della Domenico Scarlatti

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Dal 16 settembre a avrà inizio la della : dalla musica classica a quella contemporanea a quella di frontiera.

 

La trentasettesima stagione concertistica dell’Associazione Domenico Scarlatti, alla di via Santa Chiara a Napoli, vedra’ esibirsi protagonisti giovani, gia’ avviati alla carriera concertistica internazionale, ma anche noti musicisti seguiti ed amati dal pubblico. Enzo Amato, direttore artistico della rassegna, ha dichiarato: “In questo breve ma ‘infinito’ periodo di chiusura, gli artisti, i musicisti e tutti gli operatori dello spettacolo hanno vissuto momenti di grande sconforto. Si e’ provato ad utilizzare i mezzi informatici per mantenere vivo l’interesse, ma il contatto con il pubblico e’ indispensabile affinche’ possa crearsi quella trasmissione di emozioni che soltanto in un concerto dal vivo puo’ avvenire. Grazie al sostegno della Regione Campania e del Ministero alla Cultura, siamo riusciti, anche se con difficolta’, a riprogrammare la Stagione Concertistica 2020 interrotta e a fine anno ci sara’ la XXI edizione del Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano che lo scorso anno ha avuto un enorme successo”. Ad inaugurare il programma, il 16 settembre alle ore 20,30 alla , e’ Cristina Galietto, giovanissima chitarrista napoletana. Vincitrice di numerosi concorsi internazionali, Galietto propone al pubblico una selezione di brani classici. A seguire, il 23 settembre sempre alle 20.30, il concerto “Ars Contemporanea” con Max Fuschetto all’ oboe, Enzo Amato alla chitarra midi, Enzo Oliva al pianoforte, Pasquale Capobianco alla chitarra elettrica, Cosimo Morleo voce. Musiche di Fuschetto, Amato, Morleo, Paisiello. Domenica 27 settembre ore 11,30 sara’ protagonista “La scuola napoletana del XX secolo” con Di Giacomo e il suo tempo: Costa, Tosti, De Curtis e Pilati. Sul palco il mezzosoprano Gabriella Colecchia, Gianni Gambardella al pianoforte e Giovanni Allocca voce recitante La matine’e, che vede protagonista una delle voci piu’ interessanti del panorama nazionale, nasce dal desiderio di rendere piu’ vive culturalmente le mattinate domenicali napoletane.

“The other side”, invece, e’ il titolo del concert, nell’ambito della trentasettesima Stagione concertistica dell’Associazione Domenico Scarlatti, del 30 settembre ore 20.30 con Francesco Zago alla chitarra elettrica, Elena Talarico al pianoforte. Musiche di Girolamo De Simone, Zago, Manega, Bach/Kurtag, Taccani, Tuur, Whitley. Sabato 3 ottobre ci sara’ il workshop con Maurizio Colonna sul tema: aspetti del chitarrismo contemporaneo e aspetti del fare musica oggi. Colonna è indicato dalla rivista americana “Billboard” tra i primi dieci chitarristi compositori classici piu’ bravi al mondo. La Stagione Concertistica terminera’ mercoledi’ 7 ottobre ore 20.30 con il concerto dal titolo: “Virtuoso”, con Rocco Roggia al violino, Raffaella Rossi al piano, Musiche di Martucci, D’ Ambrosio, Ysaye, Kresiler, Shnittke, Dvorak.

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Cultura

La vena verde di Alessio Arena liberamente ispirato alle lettere di Maria Antonietta Portolano Pirandello

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La vena verde di Alessio Arena
(I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Liberamente ispirato alle lettere di Maria Antonietta Portolano Pirandello
Postfazione di Fabrizio Catalano

 

Esce per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno La vena verde di Alessio Arena, confermando ancora una volta la vocazione della casa editrice salentina nell’individuare le eccellenze giovani del panorama culturale italiano. Il volume pubblicato è stato voluto e selezionato per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno dalla scrittrice e poetessa Chiara Evangelista. Cura grafica Giuseppe Mauro.

 

Dichiara l’Autore: “- La vena verde – è un atto d’amore: un amore mancato, sofferto, fragile, contraddittorio, ma comunque amore. La storia è inventata dal sottoscritto, ma, nonostante questo, è più vera del reale. Ho cercato di raccontare, almeno in parte, la disperazione, la rabbia, le nostalgie e le passioni contraddittorie di una delle tante donne che sono state prigioniere di una casa di cura e di custodia. La mia protagonista esprime inoltre un mondo interiore che sintetizza le esperienze e i sogni di tante donne che, oggi come ieri, lottano per affermare la propria indipendenza in contesti sociali esclusivi, bigotti e sterili. Attraverso la sua voce, ho voluto soprattutto trasmettere l’urlo dei diversi di ogni genere, epoca e luogo che sempre sono stati strategicamente relegati ai margini delle società dai potenti di turno.”

 

“E come non riconoscere nell’io narrante del monologo di Alessio Arena una sconnessa sfida alle istituzioni? Portatrice di ricchezza il cui ruolo all’interno del tessuto sociale viene squinternato in un istante, donna sgretolata dal dubbio, moglie carica di desiderio, e che desiderio suscitava, rosa dal tarlo del matrimonio d’interesse, madre gelosa della figlia: nella donna coesistono e cozzano così tante pulsioni e pressioni da rendere ineludibile il verdetto. Al termine della parabola, una psiche così impreparata e così sollecitata non può che cedere alla devastazione. Supponendo di scrutarla attraverso poche fotografie sbiadite, la protagonista ci scruta e ci accusa. Vittima dell’aridità, se non della crudeltà, del marito? Scomoda denuncia delle debolezze, a tratti financo dello squallore, dell’uomo? Prodotto di una delle regioni più arretrate e più logoranti d’Italia? Creatura che si reputava protetta da una barriera di incontestabili parametri ridicolizzati dalla vita cittadina, dal successo del consorte scrittore, dal fato? Purtroppo per la donna, sarebbe lecito rispondere affermativamente ad ognuna di queste domande. Una donna semplice, disarmata, si trasformerà in ispiratrice e specchio di un’epopea, in protagonista del viaggio più periglioso: quello dell’essere umano dentro se stesso. Soltanto i matti, svincolati dal concetto di opportuno, sono davvero liberi. Ma, per chi non è riuscito a emanciparsi, per chi non ha sciolto le briglie della repressione, questa libertà è intollerabile. (Dalla postfazione di Fabrizio Catalano)

Alessio Arena è nato a Palermo il 12 ottobre 1996. Nel 2018 si è laureato in Lettere con lode presso l’Università degli Studi di Palermo. Nel 2020, in anticipo di un anno accademico, ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze storiche con lode presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Dal 2018 conduce «La biblioteca di Babele», rubrica di lingua e cultura italiana trasmessa dalla Radio Nazionale argentina. Dal 2018 è collaboratore della sezione «lingua italiana» di Treccani. Dallo stesso anno è Ambasciatore del C. P. per il Club per l’Unesco di Matera attraverso il progetto «Distributori di Poesia». Dal 2019 è cultore di storia del costume presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Dal 2020 è cultore di letteratura e filosofia del teatro, di storia dello spettacolo e di storia del cinema e del video presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale tra cui nel 2016 il I Premio Internazionale «Salvatore Quasimodo», nel 2018 il Premio «Virgilio Giordano» e il Premio «Italia Giovane» a Roma, nel 2019 il Premio Internazionale della World Poetry Conference in India e nel 2020 il Premio «Costa Normanna» della Fondazione Maison France-Italie. È, inoltre, curatore della collana di poesia contemporanea “Metro” per la casa editrice Edity. Ha pubblicato in numerose riviste e antologie poesie e articoli scientifici e divulgativi di argomento letterario, artistico, teatrale, linguistico e storico. Ha pubblicato, fino ad oggi, nove libri, tra cui cinque raccolte di poesie e due saggi. Alcune sue opere sono state tradotte in spagnolo e in arabo. Nel 2014 ha curato la raccolta di poesie scritte da Nino Quaranta, intitolata «Poesie rustiche». Nel 2015 ha pubblicato la raccolta «Discorsi da caffè». Nel 2016 ha pubblicato la raccolta «Cassetti in disordine» (Mohicani Edizioni) e la raccolta «Lettere dal Terzo Millennio» (Mohicani Edizioni). Nel 2017 pubblica la raccolta «Campi aperti» (Edizioni Ex Libris). Nel 2018 pubblica il saggio «Il mondo a ribaltone. Il teatro nel gesto di Dario Fo» (Edizioni Ex Libris). Nel 2019 pubblica la raccolta «Il cielo in due» (Edizioni Ex Libris). Nello stesso anno pubblica, con Elisa Iacovo, il libro-intervista «L’importante è che non diventi un’abitudine» (Anscarichae Domus). Nel 2020 pubblica il saggio «Nero accidentale» (Palermo University Press).

In copertina
Opera di Mattia Pirandello
Correzione di bozze e interventi di critica: Andrea Emanuele

 

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Cultura

‘Note di poesia’, la nuova silloge poetica di Maria Caputo peer Planet Book

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Esce per Planet Book “Note di poesia”, la nuova silloge poetica di Maria Caputo.

Emozioni screziate, ricamate a mano per emozionare. Fiori, immagini vive e pulsanti, scenario di vita feconda, multisfaccettatura del percorso poetico sul palco della vita. Altalenanti ispirazioni nel mare della vita dondolanti in un tintinnio di speranza.

Perle rare, alla ricerca costante di un approdo. Abbandono fiducioso verso il mondo lontani dalla banalità. La poesia esorta al cielo come desiderio di luce, di pace, con voce sommessa si fa forza, canta con animo anelante, estatico, una verità intuita. È note di poesia fiorite: inni alla vita, testi graffianti, bramosi di venire alla luce, in parto nel ventre dell’esistenza, urlando di gioia. Una liturgia alla vita con pudore, un’avvertita umanità di valori ideali. Un patto di fede con sé in componimenti vari di delicata bellezza icastica, coassiali al messaggio di speranza. Più volte è la natura musa ispiratrice di versi intrisi di amore e poesia, unica certezza e verità, tormento e appagamento insieme.

Nata a Villamaina, un paesino in provincia di Avellino, Maria Caputo scrive poesie, racconti e testi di canzoni da quando era ragazza. Ha pubblicato le sillogi “Sprazzi” e “Tsunami”.

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