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Traffico di droga tra Secondigliano e Caserta: 20 misure cautelari

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castellammare clan vitale


Venti persone, ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. È il risultato di un’operazione eseguita dai carabinieri nelle province di Napoli e Caserta.

 

Le indagini, che hanno portato 17 persone in carcere e 3 agli arresti domiciliari, sono partite nel luglio del 2017 e concluse nel giugno 2018. I militari hanno individuato due sodalizi criminali, operanti nei comuni di San Nicola La Strada e San Marco Evangelista, dediti allo spaccio di hashish, cocaina e marijuana.

Nel corso dell’attività investigativa, sono state tratte in arresto 17 persone nella flagranza di reato, sequestrando nel complesso: 20 kg di hashish; 100 gr di cocaina; 60mila euro i contanti e diverse armi (4 pistole – 215 cartucce di vario calibro) e un giubbotto antiproiettili.

Le indagini hanno fatto emergere i ruoli di alcuni dei componenti di 2 sodalizi criminali e i rapporti con il clan camorristico dei Belforte, operante nel casertano e dei Liccardi del quartiere Secondigliano, a Napoli. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.

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A Napoli il Policlinico riconverte 150 posti al Covid

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policlinico napoli

A Napoli il Policlinico riconverte 150 posti al Covid. L’annuncia della dg Anna Iervolino: «Ma non rinunciamo all’assistenza di alta specializzazione».

 

È uno sforzo enorme quello prodotto dal Policlinico Federico II per contrastare l’emergenza sanitaria, come tutte le Aziende Sanitarie. L’Azienda Ospedaliera Universitaria, infatti, ha già completato gli interventi strutturali di potenziamento delle terapie intensive e attivato i posti letto di malattie infettive, adulti e pediatrici, e di ostetricia e ginecologia dedicati al Covid, come previsto dagli atti di programmazione regionale. «La Regione Campania – ricorda il direttore generale Anna Iervolino – in vista della crescita esponenziale dei contagi, ha chiesto di incrementare i posti letto dedicati al trattamento dei pazienti Covid. Pertanto, con ulteriori interventi tecnico-impiantistici, necessari per differenziare i percorsi sporco-pulito, creare stanze di isolamento per la sicurezza degli operatori, potenziare le condotte dei gas medicali e di areazione degli ambienti, da lunedì 2 novembre siamo pronti ad attivare progressivamente i nuovi moduli assistenziali dedicati al trattamento dei pazienti positivi al Covid-19». Potranno essere assistiti pazienti, anche affetti da patologie ulteriori o bisognevoli di intervento chirurgico con sale operatorie dedicate, in reparti differenziati per gradi diversi di intensità di cure e supporto non meccanico alla ventilazione.

Subito attivi nuovi 62 posti letto che si aggiungono ai 3 moduli di ricovero ordinario, ai 20 posti letto di terapia intensiva e a quelli pediatrici e del percorso per le donne in gravidanza, attivi dall’inizio della nuova emergenza e già tutti occupati. La consegna di questa prima tranche di lavori consente di rendere attivi 110 posti letto, ma sono tanti i cantieri aperti che porteranno a breve alla realizzazione di ulteriori attivazioni, centrando l’obiettivo di 150 posti letto stabilito nell’ultima disposizione regionale del 22 ottobre scorso. I provvedimenti di accorpamento di reparto hanno consentito alla Direzione Sanitaria, d’intesa con i direttori di dipartimento, di individuare il personale medico e di comparto da impegnare nei reparti Covid. Avviati ad un programma di formazione on the job sono pronti per essere inseriti nei turni per assicurare uno standard elevato di cure come si addice ad un Policlinico Universitario.

«Un grande sforzo collettivo che vede impegnate tutte le forze migliori del Policlinico federiciano, inclusi i docenti prosegue Iervolino – che hanno fatto squadra con la direzione generale, seguendone lo stile di direzione basato sui fatti e non sugli annunci. Non è stato facile, la serietà e la professionalità delle varie componenti aziendali è la più preziosa delle risorse nei momenti difficili come questo. La conta del numero dei posti letto non rende, da sola, la misura della complessità della riorganizzazione ospedaliera che tiene conto delle risorse umane disponibili, della capacità operativa massima dei servizi di supporto come quelli di laboratorio e di diagnostica, e finanche della vetustà e obsolescenza delle strutture».

In ogni caso, come pure già stabilito dalla Regione, i restanti posti letto restano dedicati alle attività urgenti, della rete IMA, del Pronto Soccorso ostetrico e delle urgenze gastroenterologiche per citare degli esempi, e di elevata specializzazione come quelle delle reti onco-ematologiche, delle malattie rare e delle malattie croniche adulti e pediatri, per le quali il Policlinico è riferimento di pazienti delicatissimi dell’intera regione.

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Incredibile: focolaio all’interno dell’ospedale covid di Boscotrecase, contagiati 41 tra medici e e infermieri

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Incredibile : è scoppiato un focolaio  addirittura all’interno dell’ospedale covid di Boscotrecase. Ci sono 41 contagiati tra medici e infermieri e perfino Carlo Gaudioso direttore della terapia sub intensiva risulta contagiato. I sindacati hanno chiesto di fermare i ricoveri.

 

Michele Maddaloni della Cgil e Gennaro Cesarano della Uil hanno scritto ai vertici dell’Asl Napoli 3 Sud sostenendo che “la situazione è insostenibile e per questo bisogna adottare dei correttivi sia per quanto riguarda i percorsi sporco-pulito, sia per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuali (Dpi) che dovrebbero avere una tenuta di sicurezza molto alta. Non si riesce a capire la differenza della prima ondata di marzo, dove i contagi erano stati fortemente limitati, cosa stia accadendo. Probabilmente la ricerca di ampliare i posti letto può essere una concausa nella trasmissione dei contagi, i quali si succedono a ritmi incalzanti. Occorre agire subito”.
I sindacati chiedono “un immediato blocco dei ricoveri, e una altrettanta sospensione dell’apertura di nuovi posti letto, un celere impiego di personale da arruolare anche con provvedimenti extra, considerato che il numero dei posti letto da 34 è già stato portato a più di 80 e il personale che è stato immesso in servizio non è riuscito nemmeno a compensare le uscite dei lavoratori contagiati”. La direzione dell’Asl Napoli 3 Sud ha fatto partire un’indagine interna per capre se c’è stata una falla nel sistema e come sia potuta capitare una cosa del genere in un luogo dove la sicurezza del personale dovrebbe essere al primo posto. E’ partito anche uno screening su tutto il personale con tamponi a tappeto. Operazione che si concluderà nei primi giorni della prossima settimana.

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