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Musica

Grande successo per Riccardo Muti a Paestum. Il concerto ‘Le vie dell’amicizia’ sarà trasmesso su Rai1

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Il concerto “Le vie dell’Amicizia” sarà trasmesso su Rai Uno giovedì 23 luglio alle ore 23.15. Su un palco allestito ai piedi del tempio di Nettuno, il Maestro ha diretto l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini e la Syrian Expat Philarmonic Orchestra sulle note della III sinfonia. L’evento è stato realizzato dalla Regione Campania e dalla Camera di Commercio di Salerno con il Ravenna Festival, promosso e organizzato dalla SCABEC in collaborazione con il Parco Archeologico di Paestum-Velia e il Comune di Capaccio.

Alla serata hanno partecipato anche la cantante Aynur Doğan e l’artista Zehra Doğan, entrambe di origine curda e protagoniste di una performance che ha unito canto, danza e recitazione. Il concerto è stato dedicato alla memoria dell’attivista curda per i diritti civili Hevrin Khalaf (1984-2019) e dell’archeologo Khaled al-Asaad (1932-2015), il soprintendente di Palmira assassinato dall’ISIS nel 2015.

Leggi anche: www.cronachedellacampania.it/2020/07/bmta-2020-muti-a-paestum-circa-20-anni-di-relazioni-con-la-siria

“Il cammino dei Viaggi dell’Amicizia – ha dichiarato Muti – è iniziato tanti anni fa in una Sarajevo martoriata dalle bombe con l’esecuzione dell’Eroica di Beethoven. E con l’Eroica di Beethoven siamo a Paestum, gemellata con Palmira; questo sottolinea il rapporto tra il nostro mondo e il mondo siriano. Voglio ringraziare il Governatore De Luca e il Presidente Andrea Prete per averci dato la possibilità di suonare in questo scenario unico al mondo. Noi musicisti ricerchiamo l’armonia non solo nei suoni ma anche nel mondo: tutti dobbiamo impegnarci per costruirla, proteggerla e preservarla dalla violenza”.

Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha rimarcato l’importanza del tema della sicurezza: “Questo concerto è il primo grande evento post Covid-19. Simbolicamente, rappresenta un’apertura all’insegna della speranza, della fratellanza e del rispetto degli esseri umani. Ci siamo impegnati per permettere a tutti di vivere una serata bella, tranquilla e sicura. L’esibizione del Maestro Muti e’ il miglior prologo per i tanti eventi culturali che si terranno quest’estate in tutti i capoluoghi della Campania. Questi appuntamenti serviranno per rilanciare l’economia del nostro territorio e per dare lavoro al mondo della cultura che ha sofferto in questi mesi di blocco, ma sempre nelle piene condizioni di sicurezza”. Il Presidente della Camera di Commercio Andrea Prete ha sottolineato il valore culturale, sociale ed economico dell’iniziativa.

“La Camera di Commercio è in prima linea per dare un contributo concreto alla ripresa del turismo e delle filiere collegate”. Al termine dell’esibizione, il maestro Riccardo Muti ha ringraziato gli orchestrali siriani e curdi auspicando che i governanti di tutti i paesi prendano le decisioni migliori per permettere ad ogni uomo di vivere in serenità e pace. “Il concerto è una goccia nell’oceano. Certo, una goccia da sola non basta. Ma e’ altrettanto certo che, senza quella goccia, l’oceano non si forma”.

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Musica

Esce ‘Profumo di colori’ di di Francesco Ruoppolo per Hydra Music

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Esce domani per Hydra Music il nuovo album di Francesco Ruoppolo “Profumo di colori” (https://backl.ink/142779059).

 

“Profumo di colori” è un album che non è solo un album, ma un racconto di vita, di perdite, di amori e di occulta poesia. Per questo nuovo lavoro, composto da quindi tracce, il cantautore ha rinnovato la collaborazione con Hydra Music, con cui già nel 2014 pubblicò il suo secondo album “Gli occhi le mani il sorriso”.

Profumo di colori, dedicato al padre venuto a mancare da poco, raccoglie nella sinestesia del suo titolo esperienze, ricordi, momenti, e desideri futuri in un genere che ha in sé tutti i generi. “Il mio genere – afferma, infatti, l’autore – è non avere generi. È una sorta di manifesto il mio: quello di non scegliere un unico linguaggio musicale, ma usarli tutti”. Per la realizzazione dell’album, hanno collaborato con l’artista gli affermati jazzisti Marco De Tilla e Marco Sannini e i giovani talentuosi Alessandro Iovine, Maurizio Conte, Fabiana Sera e Francesca Petrilli.

I testi, tutti inediti scritti da Ruoppolo ad eccezione de Il mio volo, curato musicalmente da Luigi De Nicola, restituiscono realtà ed emozioni con una semplicità di espressione che sa cogliere i significati più profondi, lasciando un profumo, appunto, che ci conduce alla scoperta dei colori.

L’album sarà presentato domani, 25 settembre, alle ore 18.30, presso il Teatro dei Piccoli a Napoli.

INTERVISTA A FRANCESCO RUOPPOLO, AUTORE DELL’ALBUM “PROFUMO DI COLORI” di Carla Caputo

“L’uomo dei colori”: come nasce questo brano?

“L’uomo dei colori” è mio padre. Quando nel 2016 una terribile malattia lo ha portato via dai nostri occhi e in nostri abbracci, non abbiamo mai smesso di parlare di lui, raccontandoci una enorme quantità di aneddoti, perché mio padre era un personaggio spettacolare, di una creatività incredibile, geniale, un po’ folle; e parte di questa follia me la sento felicemente addosso. Una sua caratteristica era, appunto, quella dei colori, quando preparava qualcosa la riempiva di colori, era quasi barocco. Questa canzone l’ho aspettata quasi quattro anni; quando a gennaio (dopo altri tentativi a vuoto) è partita l’idea che sentivo giusta, ho deciso che il disco poteva uscire, senza non avrei chiuso il lavoro.

“Mi manchi” inedito che passerà in radio. Di cosa tratta?

È un brano dove ho cercato la semplicità, senza messaggi particolari, se non la frase stessa che ne dà il titolo, la frase più utilizzata tra due innamorati, dopo “ti amo”. Una ballata rock dal sapore anni ’90, dove si racconta il tornare alla vita di tutti i giorni, dopo la fine di una storia importante, storia che però continua a lasciare una scia di profumo di vaniglia, la dolcezza di qualcosa che è stato e non potrà più essere, ma ha timbrato sul cuore il viso della persona che ha scelto di andare via, invece di restare.

In una tua presentazione si parla di ballate romantiche, un genere tanto caro al Cavalcanti. Possiamo soffermarci? Quanto la poesia ha influenzato la stesura dei testi? A chi si ispira?

Si, ho parlato di moderno dolce stil novo, apparendo forse presuntuoso; ma era per far capire la direzione del brano in particolare (“Ancora un attimo”), ma anche gli altri dedicati alle donne che ho amato. La figura della donna angelicata mi piace. La poesia ha influenzato moltissimo la mia scrittura, ne ho studiato le forme, uno studio appassionato universitario e personale; mi affascina chi riesce – come Dante – a comporre centinaia di versi perfettamente matematici e letterariamente emozionanti, e chi – come Montale – riesce con una frase ad esprimere il tutto.

In una tua presentazione parli di “manifesto artistico”. Cosa intendi?

Il mio manifesto artistico consiste nel desiderio di pensare che un mio disco, scorrendo in un’autoradio, a casa o in un pc, dia l’impressione dell’ascolto di una radio di altri tempi, quelle ascoltate da ragazzino, dove si ascoltava di tutto e dove ci si nutriva l’anima in maniera onnivora, con canzoni del momento.

Cosa ti aspetta da questo album?

Mi aspetto di regalare 47 minuti di emozioni in musica a chi deciderà di acquistare il disco. E spero che mio padre, lassù, sia contento di questo lavoro.

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Attualità

E’ morta a 93 anni la ‘voce della Francia’: Juliette Greco

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 E’ morta la cantante francese Juliette Greco, ne ha dato notizia la famiglia. Nata a Montpellier il 7 febbraio 1927, a 16 anni partecipo’ alla resistenza francese contro gli occupanti nazisti.

 

“Juliette Greco si e’ spenta oggi, mercoledi’ 23 settembre 2020 nella sua amata casa di Ramatuelle. La sua vita era fuori dal comune”, hanno scritto i familiari in una nota all’agenzia di stampa Afp. E’ stata una “brillante cantante fino all’eta’ di 89 anni”, quando la sua carriera si e’ conclusa con un ictus, spiega la nota. Sempre nel 2016, perse la sua unica figlia, Laurence-Marie. “Mi manca terribilmente”.

La mia ragione di vita e’ cantare! Cantare e’ tutto, c’e’ il corpo, l’istinto, la testa”, ha detto alla rivista Telerama in un’intervista a luglio. “E’ una grandissima donna che ci ha lasciato”, ha detto ad Afp Alexandre Baud, il produttore della sua ultima tourne’e. “Juliette era stanca da tempo, ma aveva mantenuto la sua mente estremamente acuta, come dimostra la sua intervista molto aperta con Telerama”, ha aggiunto.

Una profonda amicizia la legò a Jean Paul Sartre che scrisse per lei ‘Les rues des Blancs-Manteaux’, ma il vero, grande amore della sua vita fu il trombettista di colore Miles Davis, giunto a Parigi con la sua band composta da Tadd Dameron, Kenny Clarke, James Moody e Pierre Michelot. Un amore irriverente e scandaloso per i tempi. Quando si lasciarono lui cadde in una profonda depressione. Dopo Miles Davis Juliette Greco conobbe l’attore Philippe Lemaire, da cui ebbe una figlia, Laurence-Marie, il suo primo marito, poi ci furono Michel Piccoli e il pianista Gérard Jouannest. Ricca anche la sua filmografia (in Italia negli ’60 partecipò ad uno sceneggiato tv di successo, ‘Belfagor’) diretta, tra gli altri, da Cocteau (‘Orfeo’), Jean Renoir (‘Eliana e gli uomini’), Jean Huston (‘Le radici del cielo’), Jacques Brel (‘Le Far-West’).

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