Identificato e tratto in arresto dalla Polizia di Stato l’autore di una rapina perpetrata nella tarda serata del 30.05.2020.
Nelle prime ore della mattinata odierna la Polizia di Stato ha notificato a Taliento Angelo nato ad Ostuni e residente in Casal di Principe al corso Umberto I, 489 una ordinanza che dispone la misura degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal G.I.P. del Tribunale di S. Maria Capua Vetere.
Il provvedimento è stato eseguito da personale del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere, diretto dal primo Dirigente Stanislao Caruso ed è il frutto di una complessa attività d’indagine che ha consentito di evidenziare gravi e concordanti indizi di reato nei confronti del predetto in ordine al reato di rapina aggravata.
In particolare, alle ore 24,00 circa del 30 maggio 2020 il Taliento si rendeva autore di una cruenta rapina, in questo corso Aldo Moro, in danno una giovane donna alla quale sottraeva la borsa contenente effetti personali, danaro ed il telefono cellulare, dandosi alla fuga.
Le immediate indagini esperite dal personale della Squadra Volante del Commissariato di S. Maria Capua Vetere consentivano di acquisire numerosi elementi utili al prosieguo delle investigazioni che portavano alla identificazione dell’autore del grave reato.
Il Taliento risulta essere sottoposto a svariati procedimenti penali per numerose analoghe fattispecie di reato, tra cui una rapina perpetrata i nei confronti del gerente di un distributore di benzina ed ancora per uno “scippo” commesso nel mese di giugno del corrente anno per il quale risulta già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
Il Tribunale di S. Maria Capua Vetere, concordando con il quadro indiziario emerso, ha pertanto emesso, a seguito di richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, la misura cautelare sopra specificata eseguita nella odierna mattinata.
Santa Maria Capua Vetere– Una catena di omissioni, comunicazioni parziali e una sistematica sottovalutazione di quanto accaduto tra le mura del reparto “Nilo”. Nell’aula bunker del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, davanti alla Corte d’Assise, è il giorno di Francesca Acerra. L’ex comandante del Nucleo Investigativo Regionale (Nir) della Polizia Penitenziaria, chiamata a rispondere…
Una notte di paura si è trasformata in un intervento decisivo dei Carabinieri a Santa Maria Capua Vetere, dove una donna di 59 anni è stata soccorsa dopo l’ennesimo episodio di violenza riconducibile a una lunga serie di comportamenti persecutori. L’allarme è scattato su segnalazione alla Centrale Operativa e ha portato sul posto le pattuglie della Sezione Radiomobile, intervenute in piena notte nel centro cittadino.
I militari hanno trovato la donna in evidente stato di shock, appena aggredita. Dopo averla messa in sicurezza e rassicurata, hanno richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, avviando contemporaneamente i primi accertamenti per ricostruire quanto accaduto. Dalle dichiarazioni raccolte e dagli elementi emersi sul posto è stato delineato un quadro di presunte persecuzioni fatte di minacce, pedinamenti, aggressioni fisiche e verbali che, secondo quanto riferito, andavano avanti dall’estate del 2024.
Non una spedizione punitiva contro i detenuti, ma un intervento ritenuto indispensabile per ripristinare l’ordine in un momento di forte tensione nelle carceri italiane, segnate dalle rivolte legate al lockdown per il Covid. È la linea difensiva sostenuta in aula da Antonio Fullone, ex provveditore dell’amministrazione penitenziaria in Campania, imputato nel maxi-processo sulle violenze avvenute il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Davanti al collegio giudicante, Fullone ha spiegato che la perquisizione nel reparto Nilo, dove circa 300 detenuti furono sottoposti a controlli poi degenerati in pestaggi e abusi, aveva l’obiettivo di ristabilire la sicurezza dell’istituto. L’ex dirigente è chiamato a rispondere, a vario titolo, di perquisizione illegittima, depistaggio, falso e rivelazione di segreto d’ufficio.
REDAZIONE






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