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Musica

OTTO, da oggi è su Youtube il videoclip de ‘Il nuovo nemico’

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OTTO


Esce oggi 13 luglio, il videoclip de “” di , progetto del cantante e tastierista Lorenzo Campese.

 

Il nuovo nemico è il terzo singolo di OTTO, progetto del cantante e tastierista Lorenzo Campese, che anticipa l’omonimo ep di debutto la cui uscita è prevista a settembre per il roster |New Generation. Ad accompagnare l’uscita del singolo – disponibile in streaming – (clicca per l’ascolto), il videoclip realizzato da Alessandro Freschi, scritto da Freschi e Campese.

Il protagonista, interpretato da Lorenzo Campese, è un giovane squilibrato, un bambino non cresciuto, una sorta di incrocio impacciato tra un Joker in vestaglia e Forrest Gump. Lo si vede in giro saltellante, in tuta ed accappatoio, in preda a continue manie ossessivo-compulsive. Con sé un inseparabile mappamondo gonfiabile con cui gioca in modo sconnesso. In qualche modo è il “suo” mondo, la sua coperta di Linus dalla quale non riesce a staccarsi.

Dopo un’escalation di comportamenti sempre più strani, caratterizzati da un certo infantilismo ribelle ed indifeso, viene avvistato ed inseguito da due assistenti sociali che danno l’impressione di volersi prendere cura di lui. Durante l’inseguimento, i medici si impossessano del suo mappamondo. Lui vorrebbe fuggire via, forse sa già cosa lo aspetta: quale sarà, dunque, la sua scelta?

Guarda anche: https://apogeorecords.it/new-generation/

Il nuovo nemico descrive un accanimento generale della folla nei confronti di una persona: vuole “guardarlo negli occhi, sputargli sui denti e vederlo crepare”. Non si sa nulla, però, di chi sia la vittima (o il carnefice?) e di cosa sia successo. O meglio, non importa. Al centro del racconto, infatti, c’è la generale esigenza di ognuno di voler dire la propria, di trovare un capro espiatorio, di scagliarsi contro qualcosa o qualcuno per poi dimenticare tutto entro una manciata di giorni, a torto o a ragione. L’abitudine all’odio finisce per banalizzare ed anestetizzare persino la rabbia stessa, in un contesto ancor “più triste di tutte le volte che ho poco da dire”: un contesto esasperato in cui le “bombe dei tedeschi”, il “governo del fare” ed il “dribbling di Zielinski”, assumono la stessa identica vuotezza di significato.

Crediti videoclip
Regia: Alessandro Freschi
Soggetto: Alessandro Freschi e Lorenzo Campese
Con: Lorenzo Campese, Alessia Della Ragione, Eduardo Romano, Luciano Labrano, Mara Stavola, Diana De Luca, Simone Pennucci, Antonio Colursi, Enzo Colursi, Andrea Moreno, Mattia Santangelo, Marco Maiolino, Federica De Simone.

Crediti singolo:

Testo e musica: Lorenzo Campese
Produzione artistica: Stefano Bruno e Simone Morabito (Riva)
Mix & Mastering: Giovanni “Blob” Roma
Registrato a Napoli, Stereo 8, da Andrea Giuliana e Stefano Bruno
Artwork: Alessia Della Ragione

Lorenzo Campese: voce, tastiera
Federica De Simone: synth
Andrea Verde: chitarra
Marco Maiolino: basso
Mattia Santangelo: batteria
Simone Morabito: synth
Stefano Bruno: synth, drum programming

Dai un’occhiata a https://www.facebook.com/ottoofficialpage/

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Cultura

A Napoli si riparte dal San Carlo con l’apertura stagione sinfonica

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A Napoli si riparte dal San Carlo con l’apertura stagione sinfonica

 

 

Napoli riparte dopo la pandemia di Covid-19. Nonostante la curva dei contagi sia ancora in salita, turisti non solo italiani da agosto sono tornati a sceglierla come luogo di vacanza. Riprendono anche gli spettacoli. E dopo la mini stagione estiva in piazza, con stelle della lirica del calibro di Anna Netrebko e Jonas Kaufmann, il San Carlo ieri sera ha riaperto le porte del teatro per la stagione sinfonica 2020/21. E’ l’orchestra sancarliana con Juraj Valchua, direttore musicale del Massimo partenopeo, sul podio, ha inaugurare il nuovo ciclo di concerti con la prima sinfonia di Gustav Mahler, ‘Titano’ per un sold out dei soli 500 posti disponibili sui 1.300 di reale capienza del teatro ieri sera.

Ma, oltre l’applauso iniziale, che era un saluto a vecchi amici più che il cortese rito di apertura di ogni esibizione, straordinaria è stata l’ovazione finale, un lungo battere delle mani e grida di ‘bravi’ e ‘bravo’ ripetute quattro volte, non solo un tributo a una esecuzione apprezzabile dell’opera di un compositore che ha dovuto attendere la metà del secolo scorso per avere apprezzamenti a Napoli.

Lunghi minuti di applausi per aver ritrovato la magia di un teatro seppure con file nei palchi vuote e poltrone rivestite per rispettare il rigido protocollo del distanziamento. Poche le persone che si sono tolte la mascherina una volta sedute e qualcuna la ha anche rimessa subito. “Cercheremo di ripartire – promette ancora una volta il sovrintendente Ste’phane Lissner – ora con la sinfonica e poi con quella lirica. Si vedra’ come faremo l’apertura a dicembre. Ma penso a chi chiude definitivamente, come in America. E quuindi invito a rispettare le regole sanitarie, perche’ e’ fondamentale per tutti”.

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