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Giugliano

Giugliano, minacciava la ex di sfigurarla con l’acido: arrestato 41enne

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I carabinieri della Stazione di Giugliano in Campania, in esecuzione ad un provvedimento di misura cautelare richiesto dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, hanno arrestato un 41enne del posto, resosi responsabile del reato di atti persecutori nei confronti della ex compagna.

L’uomo è accusato di aver posto in essere, sin dal mese di giugno 2019, una serie di condotte violente nei confronti della donna che, iniziate durante la loro relazione sentimentale, erano continuate anche dopo l’interruzione del rapporto.
In particolare alla vittima era stato impedito di uscire da sola, di trovarsi una attività lavorativa o di frequentare le proprie amicizie e frequenti erano le espressioni ingiuriose e le minacce, anche di morte, o di essere sfigurata con l’acido.

In alcune circostanze la donna era stata aggredita anche fisicamente, con schiaffi e pugni e, in una occasione, era stata spinta con la schiena all’infuori della balaustra del balcone del suo appartamento sito al quarto piano, sotto la minaccia di essere scaraventata di sotto.

L’uomo, che in un primo momento si era reso irreperibile, è stato rintracciato dai militari e condotto presso il carcere di Napoli Poggioreale.

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Cronaca Nera

Assalto al portavalori a Giugliano: spari da far west

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Grida e fuggi fuggi, gente che cerca rifugio nei negozi mentre in piazza si spara. Giugliano, ore 11.

E’ in questo grosso centro della periferia nord di Napoli con numeri da capoluogo di provincia, che va in scena il far west in pieno giorno. A sparare sono tre individui in tuta mimetica, quelle di tipo paramilitare. Volto coperto, i tre stanno attendendo in piazza Annunziata l’arrivo di un furgone portavalori della Cosmopol che deve fare una consegna alla vicina filiale Unicredit. Hanno con loro un’arma lunga non meglio identificata e quando il furgone arriva, sono le 11,20, fanno per mettersi in azione. A bordo del furgone blindato ci sono tre guardie giurate. Quando una di loro scende per fare da apripista si accorge dei tre e si insospettisce.

Risale a bordo e invita il collega a sgommare via. Dai rapinatori partono alcuni colpi di arma da fuoco. Due di questi raggiungono la fiancata sinistra del furgone provocando altrettanti fori ma per fortuna nessuno raggiunge i vigilantes. Alla fine saranno quattro i bossoli trovati a terra dalla Polizia Scientifica giunta da Napoli che ne sta analizzando il calibro. Il furgone non arresta la sua corsa e raggiunge il locale commissariato di Polizia. Si danno alla fuga anche i malviventi, a bordo di un’auto cui adesso si da’ la caccia. Sul posto, nel frattempo, arrivano gli uomini della squadra Mobile della Questura di Napoli e quelli del commissariato di Giugliano cui sono affidate le indagini che dovranno accertare anche eventuali complicita’ con i banditi. Possibile il ricorso ad alcune videocamere presenti in zona. Giuseppe Alviti, leader dell’associazione nazionale delle guardie particolari giurate, lancia l’allarme:. “E’ allarme rosso – sostiene – per il settore della vigilanza privata, in particolar modo per i trasporti valori ma sembra che io sia rimasto il solo ad importarsi di una categoria rassegnata alla macelleria sociale. Le rapine con feriti e morti tra le guardie particolari giurate – sottolinea – si susseguono con ciclicita’ allarmante e nessun ente interviene anche e sopratutto per monitorare se gli istituti si attengono ai protocolli di operativita’ e salvaguardia dell’incolumita’ dell’equipaggio. Probabilmente – conclude con amara ironia – stanno aspettando che il numero di morti ammazzati salga”.

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Caserta e Provincia

Rapina all’Unicredit di Aversa, condannati 6 componenti della banda

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Aversa. Rapina all’Unicredit: pene severe per sei componenti della banda.

Sono stati condannati con pene dagli otto ai dieci anni di carcere, i sei componenti del commando che il 22 novembre 2019 rapinò la filiale UniCredit di Aversa; i banditi bloccarono con diversi tir le vie d’accesso alla banca e tranciarono i cavi telefonici della zona. Il gup del tribunale di Napoli Nord Antonella Terzi, accogliendo le richieste della Procura di Napoli Nord, ha condannato Giuseppe La Barbera e Giuseppe Perna a 10 anni di reclusione, Gerardo Migliaro ad otto anni e otto mesi di reclusione e gli altri tre imputati Paolo Tondi, Giovanni Borrelli e Michele Gallinaro alle pena di 8 anni. I sei banditi, residenti a Giugliano in Campania e in altri comuni dell’hinterland a nord di Napoli, furono arrestati nel febbraio scorso in seguito ad un blitz delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta e Commissariato di Aversa e dei carabinieri del Nucleo operativo di Castello di Cisterna. Dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord guidata da Francesco Greco, emerse che i rapinatori bloccarono con sette tir e tre auto le vie d’accesso al centro della città di Aversa, in particolare a piazza Vittorio Emanuele, dove è situata la filiale Unicredit, in modo da poter agire indisturbati; si servirono poi di una gru per sfondare i vetri della banca ed asportare l’armadio blindato contenente le cassette di sicurezza con soldi e preziosi per svariati milioni di euro. Ma commisero un errore: uno degli elementi del gruppo, infatti, utilizzò un camion di sua proprietà e fu così identificato. Il colpo messo a segno ad Aversa ebbe un precedente ad Afragola, un mese prima, il 22 ottobre 2019, quando quattro banditi a volto coperto bloccarono con un autobus e un’auto le vie d’accesso alla strada della banca da rapinare ma dovettero fuggire per l’arrivo delle forze dell’ordine.

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