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Attualità

Si perdono in montagna per raggiungere la Grotta di Annibale, due ragazzi salvati nel Salernitano

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Si perdono in montagna per raggiungere la Grotta di Annibale, due ragazzi ‘recuperati’ da polizia. Nel Salernitano ore di ricerche per un 17enne e un 18enne.Volevano trascorrere qualche ora in montagna per stare a contatto con la natura e godere della frescura.

 

Desiderio tramutatosi ben presto in un incubo e a cui hanno posto fine gli agenti del commissariato di Nocera Inferiore  che, dopo ore di ricerche, hanno ritrovato un 17enne e una 18enne che si erano dispersi. I due giovani, originari di Nocera Superiore e Cava de’ Tirreni avevano iniziato la loro escursione, ieri, intorno alle 10, partendo da Nocera Superiore per raggiungere la Grotta di Annibale. Ma con il passare delle ore e l’aumentare della distanza percorsa hanno perso l’orientamento, non riuscendo a ritrovare la strada del ritorno. Intorno alle 16, quindi, hanno lanciato l’allarme, raccolto dalla Questura di Napoli che ha trasmesso la nota agli agenti del commissariato di Nocera Inferiore.

I poliziotti si sono recati tempestivamente alle pendici del monte, iniziando le ricerche a piedi. Operazioni a cui hanno partecipato anche gli uomini del soccorso alpino speleologico. Gli agenti sono rimasti in costante contatto con i ragazzi anche se la loro individuazione e’ risultata complessa. A distanza di qualche ora i poliziotti, guidati dal vice questore Luigi Amato, sono riusciti a sentire le voci dei due giovani e a raggiungerli nei pressi della Grotta di Annibale. Dopo averli dissetati e rifocillati, intorno alle 20,30, il rientro a casa che ha segnato la fine di un incubo.

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Attualità

L’autopsia su Willy: ‘I fratelli Bianchi gli hanno spaccato il cuore’

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“I fratelli Bianchi gli hanno spaccato il cuore”. Nell’autopsia, la morte di Willy: ecco cosa l’ha ucciso.

Il risultato dell’autopsia effettuata sul giovane Willy Monteiro, il ragazzo che lo scorso 6 settembre a Colleferro è stato ucciso durante un pestaggio, ha confermato una verità straziante.Gli esiti dell’esame preliminare dimostrano la ferocia usata durante le botte, al tal punto da lesionare gli organi interni come milza, polmoni e pancreas. La cosa più sconcertante è che il cuore sembra quasi essersi spezzato in due: presentava infatti una lesione di circa sette centimetri. Vista la brutalità e le lesioni trovate sul corpo di Willy, non si esclude che durante il pestaggio siano stati utilizzati bastoni, spranghe o tirapugni. Quest’ultimo spesso usato dagli indagati.

L’autopsia dei medici di TorVergata che si sono occupati del caso hanno solo confermato la testimonianza dell’amico di Willy: Emanuele Cenciarelli. Anche lui è stato vittima della violenza del gruppo quella sera e che ne è uscito vivo grazie all’intervento dell’amico che purtroppo non ce l’ha fatta.

La cattiveria e ferocia usata dai ragazzi è quasi indescrivibile ma Emanuele è certo solo di tanti calci e pugni ricevuti in parte da lui che cercava di aiutare Willy e tutti gli altri dal suo amico, che veniva colpito come se non bastasse mai e che il feroce gruppo, non contento, gli saltava sopra anche quando il suo corpo era ormai spento. Un cuore spezzato a metà, lo stesso cuore che voleva soltanto aiutare il suo amico ed evitare che tutto finisse male.

Nel frattempo gli aggressori cercano di salvarsi come meglio possono, raccontando storie e alibi poco credibili, come quella di trovarsi al cimitero a fare sesso.
Ma devono fare i conti con chi li ha visti buttarsi contro il povero Willy, di soli 20 anni, con tutta la loro forza.Sono in molti ad averli riconosciuti e a dare tutti la stessa versione dei fatti: erano i fratelli Bianchi, gli stessi che in tanti temono e che nessuno, oltre il ventenne, sono riusciti ad affrontare con coraggio.

E’ stato convocato in procura a Velletri, V.T. il quinto occupante dell’Audi che ha consentito ai quattro aggressori di Willy Monteiro di fuggire subito dopo il pestaggio concluso con la morte del 21enne. Si tratta dell’amico dei quattro che al momento non risulterebbe essere indagato anche se ad accompagnarlo e’ il suo legale.

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Affidato ad iCare il programma “Oltre le Mura” del carcere di Benevento

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Il Programma “Oltre le Mura”, lanciato e promosso dal “Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” della Regione Campania Samuele Ciambriello nelle Case Circondariali della Campania, per il carcere di Benevento “Capodimonte” è stato affidato alla cooperativa sociale di comunità iCare.

Si tratta di una progettualità trattamentale di supporto diretto con il carcere con detenuti e detenute presenti nella sezione “Sex offenders” (che prende in considerazione reati a sfondo sessuale). E’ un percorso formativo, gestito da iCare, articolato in due incontri a settimana di 2 ore. Si tratta di attività di gruppo e individuali, che seguono le disposizione normative di prevenzione anti-Covid 19, tese a creare momenti e spazi di condivisione e di riflessione degli operatori del progetto con i detenuti, per dare loro la possibilità di entrare in contatto prima di tutto con loro stessi e con il mondo che li circonda, con i loro sentimenti, con quello che hanno vissuto, che stanno vivendo e che vivono dal punto di vista emozionale.

Sei le figure professionali individuate che faranno da operatori del progetto: due psicologhe, un’educatrice/criminologa, un esperto di esecuzione penale esterna e una mediatrice culturale. Per ogni detenuto mettersi a confronto con le proprie esperienze e con le esperienze altrui è un sostegno valido e un’opportunità concreta e incisiva di accompagnamento che può aiutarlo nel percorso di reinserimento sociale all’interno della vita carceraria, in un’ottica di riduzione del danno in cui la struttura carceraria si configura come una risorsa e in una logica di collegamento tra carcere e territorio.

Quest’intervento di aiuto, attraverso, come detto, una rieducazione soprattutto di tipo emotivo, mira a ridurre i rischi di marginalizzazione, di esclusione sociale e di reiterazione del reato da parte dei detenuti, una volta scontata la pena, attraverso il cambiamento evolutivo della persona.

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