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Campania

Salgono a sedici le vittime del Covid-19 nel Vallo di Diano: muore un’altra anziana signora

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La donna di 84 anni era stata ospite della casa di riposo di Sala Consilina dove, lo scorso marzo, scoppiò un focolaio. Era stata trasferita all’ospedale di Scafati dopo la ripositivizzazione dei suoi tamponi

E’ deceduta presso l’ospedale di Scafati, infatti, l’ di 84 anni, V.M le sue iniziali, originaria di Auletta, che era risultata positiva al virus per la seconda volta, dopo una prima guarigione certificata da due tamponi negativi consecutivi effettuati circa tre settimane fa.
Si tratta di una delle ospiti della casa di riposo di Sala Consilina dove, lo scorso marzo, scoppiò un focolaio di contagi che ha scaturito ben nove decessi. Inizialmente, la donna era stata ricoverata all’ospedale di Eboli dov’è rimasta fino all’esito negativo dei tamponi, che le consentirono di tornare nella struttura di Sala Consilina. Successivamente, però, sono riemersi alcuni sintomi sospetti. E per questo è stata ricoverata al nosocomio di Polla dove i medici le hanno confermato il nuovo contagio da Covid-19. Di qui il trasporto al “Mauro Scarlato” di Scafati dov’è deceduta nelle ultime ore.

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Cronaca Nera

Pizzo a imprenditori e commercianti: preso il reggente del clan De Rosa e 2 complici

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Carabinieri arrestano attuale reggente clan De Rosa. In manette anche altre 2 persone. estorcevano denaro a imprenditori e commercianti della zona.

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania e quelli della Stazione di Qualiano hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, nei confronti di BURO Aldo e PRIORE Luca, considerati intranei, e FUSCO Francesco detto “o’Spiritillo”, considerato attuale reggente del clan “DE ROSA”, operante in Qualiano e comuni limitrofi.

I tre, a vario titolo, sono ritenuti gravemente indiziati di 4 diverse estorsioni, di cui tre tentate ed una consumata, tutte aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose, ai danni di alcuni imprenditori edili e commercianti della zona.
In particolare, le indagini condotte dai militari, anche grazie alle dichiarazioni delle vittime, hanno consentito di delineare un quadro probatorio, avvalorato dal gip, secondo il quale, tra il mese di agosto e quello di novembre del 2019, gli indagati avrebbero formulato delle richieste estorsive ai danni di due cantieri edili, ai quali era stata richiesta una somma di denaro per la prosecuzione dei lavori, e nei confronti di due commercianti, a cui era stato richiesto, in un caso, di fare un regalo prima dell’inaugurazione di un negozio di casalinghi e, nell’altro, imponendo l’acquisto di gadget per le imminenti festività natalizie ad un esercizio di generi alimentari.

Solo in un caso, però, la richieste erano state accolte con la consegna di 1000 euro, mentre, le altre vittime si erano immediatamente rivolte ai carabinieri.

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Cronaca

Bimbo ingoia cocaina e va in rianimazione: arrestati genitori e nonni

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Bimbo di un anno ingoia la cocaina e finisce in rianimazione, i carabinieri scoprono un giro di spaccio e prostituzione: arrestati genitori e nonni.

Nelle prime ore di questa mattina, a Piacenza, Pozzuoli (Napoli), Ancona e Borghetto Lodigiano (Lodi), i carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza hanno arrestato quattro persone. Operazione avviata con l’ausilio del personale dei Comandi Provinciali Carabinieri di Napoli, Ancona e Lodi, A emettere l’ordinanza è stato il GIP del Tribunale di Piacenza su richiesta della Procura della Repubblica piacentina, guidata dal Procuratore, Grazia Pradella. Le quattro persone devono rispondere, a vario titolo, di “concorso in abbandono di minori, spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione”.

L’indagine, avviata nel giugno 2019 dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Piacenza, ha consentito di accertare le condizioni di abbandono in cui era stato lasciato un bimbo di 1 anno da parte dei genitori. Lo facevano vivere in condizioni igienico sanitarie inadeguate e pericolose.

In particolare, gli arrestati custodivano in casa dosi di cocaina in posizioni accessibili al minore, il quale, in un’occasione, ne ha ingerita una. In quel frangente rimase gravemente intossicato, con conseguente necessità di ricovero in rianimazione.

L’inchiesta ha anche consentito di dimostrare che i genitori ed i due nonni del piccolo si approvvigionavano a Napoli della cocaina e dell’hashish; droga che poi rivendevano a Piacenza presso la propria abitazione.

Nel corso dell’indagine, in base alle dichiarazioni degli acquirenti, i militari hanno riscontrato complessivamente 5 episodi di spaccio.

I 4 soggetti si sono anche resi autori – in concorso tra loro – di sfruttamento della prostituzione nei confronti di una signora italiana. In dettaglio, gli indagati fornivano ospitalità alla donna presso la loro abitazione di Piacenza e l’accompagnavano presso i luoghi ove esercitare la prostituzione, ottenendo in cambio parte dei guadagni anche a seguito di minacce e violenze fisiche.

Eseguite le misure, il piccolo sarà affidato ai servizi sociali.

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