Robert De Niro attacca Trump: ‘E’ un gangster corrotto, un’enorme vergogna’

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Donald Trump “è un gangster, profondamente corrotto, che corrompe il tessuto” degli Usa. “Ha dimostrato di essere un inetto e ha enormi responsabilità morali: anche nella gestione della pandemia ha compiuto errori gravissimi, parlando per molto tempo di una bufala.

 

Mi chiedo quanti morti si sarebbero potuti evitare: è arrivato a dire ‘se siamo bravi moriranno 100.000 persone’, e nel giorno in cui si è raggiunta quella tragica cifra si è fatto fotografare mentre giocava a golf. Rappresenta un’enorme vergogna per gli Stati Uniti, e ha fatto crollare la credibilità dell’intero paese, riuscendo a far rivalutare George W. Bush£. Robert De Niro, in un’intervista a ‘Repubblica’ torna a tuonare contro il presidente degli Stati Uniti, con il quale si è già scontrato molte volte. Sul motivo per cui Trump sia arrivato alla Casa Bianca, De Niro dice: “Abbiamo un sistema elettorale folle e antiquato: Hillary Clinton avrà pure commesso molti errori, ma nel conteggio del voto popolare ha ottenuto tre milioni di voti in più, la maggioranza degli americani non è con Trump. Mi rifiuto però di continuare a lamentarmi su quel risultato infausto: ora bisogna fare di tutto per vincere le prossime elezioni e gli ultimi sondaggi sono incoraggianti.

 

Tuttavia, da gangster quale è, Trump farà qualunque gioco sporco pur di rimanere al potere: ci aspettano mesi difficili, ma speriamo di festeggiare anche noi la liberazione”. “Riguardo a Trump – rincara l’attore – è corretto parlare di degenerazione, perché è radicato in quel sottogenere televisivo — non solo americano — che è la reality TV. Chi non conosce quel sottobosco lo prende per quello che è, una barzelletta, ma esiste un mondo che apprezza la semplificazione volgare e violenta di ogni cosa. Devo ammettere che, come molti americani, non mi sarei mai aspettato un’evenienza di questo tipo, e l’aver ignorato quel mondo è un elemento sul quale siamo costretti a riflettere: è insufficiente limitarsi a deriderlo e a condannarlo”.


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