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Cronaca Campania

Riapre il 2 Giugno in occasione della Festa della Repubblica il Percorso Archeologico del Rione Terra a Pozzuoli

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Percorso Archeologico Rione Terra 2 Foto Luigi Borrone


Dopo quasi tre mesi di lockdown a causa dell’emergenza coronavirus,il prossimo 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, riapre il Percorso Archeologico del Rione Terra a Pozzuoli.

Il Sito archeologico del Comune si prepara, quindi, ad accogliere quanti hanno voglia di tornare a frequentare i luoghi storici della città e ad assaporare con più tranquillità il ricco patrimonio culturale, custodito nel sottosuolo della rocca puteolana. Dopo un’attenta e accurata sanificazione dei luoghi, gli operatori e le guide turistiche di Turismo e Servizi Srl (Società delegata dal Comune di Pozzuoli alla gestione del sito archeologico), in completa sicurezza e adottando tutte le misure di garanzia per la salvaguardia della salute nell’interesse di tutta la collettività, sono pronte ad accogliere i visitatori con le seguenti modalità:

· Ingressi massimo di 10/12 visitatori esclusa la guida;

· Ai visitatori prima dell’ingresso al percorso sarà rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura ≥ 37,5 °C

· I visitatori dovranno sempre indossare la mascherina;

· Il personale addetto indosserà i sistemi di protezione individuale (DPI) prescritti dalla legge al fine di salvaguardare la salute degli stessi e dei visitatori;

· Sarà presente nell’Infopoint, a disposizione di tutti, soluzione idro-alcolica per l’igienizzazione delle mani;

· Saranno predisposti percorsi ed evidenziate le aree, anche con segnaletica sul pavimento, per favorire il distanziamento interpersonale;

· Assicurata adeguata pulizia e disinfestazione delle superfici e degli ambienti, con particolare attenzione a quelle toccate con maggiore frequenza;

· Saranno istallate sulle scrivanie dell’Infopoint e della biglietteria distanziatori tra il personale e i visitatori.

Si riparte il 2 Giugno prossimo (e a seguire tutti i fine settimana) con ingressi alle ore 9:00-10:00-11:00-12:00-13:30-14:30-15:30-16:30

Prenotazioni visite

Turismo e Servizi srl “Percorsi Flegrei” Tour Operator

(Telefonare da Lunedì a Domenica dalle ore 9:00 alle 17:00)

081.199.36.286/287

E-mail: rioneterra@turismoeservizi.com

Direttamente online sul sito www.turismoeservizi.it

(Prenota il tour al Rione Terra)

————- Il Percorso Archeologico sotterraneo del Rione Terra è un viaggio nell’antica colonia romana, Puteoli, divenuta presto porto commerciale di Roma. Il percorso è situato sotto la rocca di tufo che domina il golfo di Pozzuoli e si sviluppa lungo gli assi principali della città romana, cardini e decumani. Il visitatore, passeggiando lungo le strade dell’antica Puteoli, verrà affascinato dall’architettura dei numerosi edifici, dai depositi di grano, dal forno per la lavorazione e la cottura del pane (pistrinum) con le macine quasi intatte, dai criptoportici, dalle botteghe e dai magazzini. Varcando il portale di Palazzo De Fraja – Frangipane il tempo si ferma. Si accede alla Puteoli del 194 a.C. La vitalità del porto, usi e costumi del tempo, la natura vulcanica che inquieta la terra: il visitatore sarà catapultato in un viaggio fantastico nella città, porto del Mediterraneo in età augustea, che si snoda nella pancia di quella del Seicento.

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Primo Piano

Le follie della Dad: al liceo di Scafati gli studenti si interrogano bendati

Studenti bendati per le interrogazioni in video

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studenti bendati scafati

Scafati. Studenti bendati per le interrogazioni in video. Non è l’ennesima trovata di studenti burloni per acchiappare like sui social e non è una parodia per interrogazioni ‘al buio’.

E’ quello che è accaduto in una classe del Classico del Liceo Renato Caccioppoli di Scafati, in provincia di Salerno, in questi giorni. Storture della didattica a distanza, eccesso di zelo per addivenire ad una valutazione degli studenti quanto più veritiera possibile? Quell’immagine di un’adolescente costretta dalla professoressa a bendarsi per non sbirciare sul computer o sugli appunti non risponde certo ai principi della formazione, della cultura e della libertà dell’individuo che dovrebbero essere il fondamento della scuola pubblica italiana.

Ad inaugurare questo nuovo metodo – che richiama, immancabilmente, ad una tortura fisica e psicologica – è stata una professoressa di latino e greco, più attenta alle nozioni che i suoi studenti possano sbirciare, piuttosto che alla loro formazione come individui, al loro equilibrio psicologico, alla loro autostima.

Nel liceo di Scafati, la didattica a distanza attuata in tempo di pandemia da Covid pare abbia scatenato in alcuni insegnanti reminiscenze del secolo scorso quando i maestri punivano i più discoli mettendoli in ginocchio sui ceci dietro la lavagna. Questa volta non ci sono ceci, bensì bende, o pagine e pagine di compiti ‘punitivi’ per costringere i ragazzi a non uscire di casa, visti più come untori che come adolescenti smarriti per una situazione più grande di loro che sta frantumando gli anni più belli della loro vita.

Il metodo educativo della professoressa in questione non è passato inosservato e alcuni studenti hanno sottoposto la questione al preside Domenico D’Alessandro che al momento non sembra aver preso alcun provvedimento ne le distanze dalla malsana metodologia della zelante professoressa. Gli studenti, dal canto loro, non hanno la forza di ribellarsi, più forte il timore – comprensibile – di ripercussioni in ambito scolastico da parte della stessa professoressa e degli altri insegnanti che faranno squadra con lei. E quindi da giorni va in scena questa pantomima dei bendati.

Sarà lo stress collettivo, l’ansia da perfezionismo in una società imperfetta o semplicemente l’ultima frontiera dell’insegnamento ai tempi del Covid, ma quello che è accaduto e accade in alcune lezioni di didattica a distanza – la famigerata Dad – passerà agli annali della storia contemporanea come una generalizzata forma di diseducativa follia collettiva e a farne le spese saranno sempre e solo loro: gli studenti. Quelli che già escono malconci e frustrati da un periodo buio per tutti e non perchè sono stati costretti ad indossare una benda per essere interrogati.

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