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Cultura

Pompei si prepara alla riapertura del Parco archeologico ma non senza sorprese

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Dopo il lockdown si prepara ad accogliere, questa mattina, l’arrivo dei primi visitatori.

 

E con la riapertura al pubbblico della città antica, anche incredibili sorprese. Nel nuovo cantiere di scavi a nord della città romana, subito fuori delle mura dell’antica colonia, stanno venendo alla luce pareti dipinte e architetture che lasciano pensare ad una struttura vicina, per importanza e fasto, alla celeberrima Villa dei Misteri. Un complesso di età augustea dalle dimensioni molto importanti, con i locali di rappresentanza che si affiancano a quelli di servizio e di lavoro.

Tutti elementi, anticipati in esclusiva all’ANSA dal direttore del Parco archeologico Massimo Osanna. Elementi che fanno pensare “ad una grande, importantissima villa suburbana, imponente e affacciata sul mare, così ricca da ospitare nelle sue stalle anche cavalli di gran razza, finemente bardati in bronzo”.

La scoperta, nell’area di Civita Giuliana, alla quale gli archeologi del Parco hanno cominciato a lavorare proprio in quest’ultima settimana, è figlia di un’operazione congiunta tra la Procura di Torre Annunziata con il procuratore Pierpaolo Filippelli, i carabinieri e il Parco. Si tratta della stessa indagine che ha portato un anno fa al ritrovamento di una serie di ambienti di servizio e di una stalla con i resti di tre sauri e dei loro preziosi finimenti. E che poi ha permesso a inquirenti e studiosi di localizzare il tesoro più grande proprio nel giardino di casa del tombarolo, oggi espropriato mentre l’uomo è sotto processo. In quel prato, opportunamente nascosto da un capanno in legno, era stato scavato un pozzo che scende fino al livello di quella che fu la villa.

Qui i tombaroli avevano allestito il loro cantiere di lavoro, scavando anche un impressionante cunicolo lungo oltre 60 metri, che dagli ambienti del criptoportico arriva alle stalle. In un angolo, ordinati e pronti all’uso, sono rimasti tutti gli attrezzi del mestiere, dagli scalpelli al bidone per sciacquare dalla terra i reperti trafugati. Da una parte, quindi, c’è la scoperta degli ambienti più maestosi della villa, che si spera possa aggiungere nuovi preziosi tasselli alla storia della colonia romana e della sua tragica fine, dall’altra il racconto evidente dell’attività clandestina che da sempre, rompendo e razziando, ferisce il patrimonio di tutti e mette a rischio proprio la ricostruzione del contesto. La grande tenuta suburbana, i cui ambienti di rappresentanza ora verranno riportati alla luce, era stata gia’ in parte scavata, ma senza lasciare in archivio praticamente nulla, tra il 1907 ed il 1908. Era composta da un settore residenziale, articolato intorno ad un peristilio a pianta rettangolare, delimitato su due lati da un porticato e nel terzo da un lungo criptoportico coperto da una terrazza affacciata sui campi. Una residenza di altissimo pregio, sottolinea Osanna, “con ambienti riccamente affrescati e arredati, sontuose terrazze digradanti che si affacciavano sul golfo di Napoli e Capri, oltre ad un efficiente quartiere di servizio, con l’aia, i magazzini per l’olio e per il vino e ampi terreni fittamente coltivati”.

Appartenuta forse ad un generale o ad un altissimo magistrato militare, forse addirittura ad un esponente dei Mummii come sembra dirci quel nome graffito sul muro da una mano bambina (sulle iscrizioni, spiega Osanna, sta compiendo ora uno studio approfondito l’epigrafista Antonio Varone), la villa venne solo parzialmente danneggiata dalle scosse di terremoto che precedettero il culmine dell’eruzione. E oggi potrebbe rivelare grandi sorprese, proprio perché la grande quantità di materiale piroplastico che ne invase le stanze in quella notte tremenda di fine ottobre di duemila anni fa, potrebbe averne aiutato la conservazione. Certo i nuovi scavi, finanziati con 2 milioni di fondi ordinari del Parco, avranno bisogno di tempo. Alla fine però, assicura il direttore, la tenuta verrà aperta al pubblico con tutto il suo corredo di storie, compresa quella della piccola Mummia e del suo tragico destino. E non è detto che non vengano lasciati così anche i cunicoli scavati nella terra dai tombaroli, i loro strumenti, la memoria di una razzia che offende la storia.

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Cultura

Cilento, Trentinara. Fattoria didattica gratutia: il sogno di Nicola Arpaia

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Il sogno di una fattoria didattica gratuita per adulti e bambini. La raccolta fondi avviata da Nicola Arpaia per il progetto sociale teso al recupero del legame inscindibile con la natura, coinvolgendo i giovani e restando al sud

 

 

«Fin da bambino coltivo il sogno di diventare un imprenditore agricolo e di dar vita ad una fattoria didattica per permettere a bambini e adulti, gratuitamente, di poter vivere un’esperienza a contatto diretto con l’ambiente naturale e gli animali. Un desiderio che ha iniziato a manifestarsi all’età di 14 anni, quando mio padre, all’inizio degli anni 2000, ha comprato un appezzamento di terreno a Trentinara, nel Cilento. Da quell’istante è nato il mio sogno, ovvero vivere in natura.

Così, poco più che adolescente, ho iniziato ad investire i miei primi risparmi in questo progetto, già dall’età di 18 anni fino ad oggi che ne ho 28. Ora però ho bisogno del vostro aiuto per realizzare concretamente il mio sogno e per far sì che questa idea cresca e che da un semplice appezzamento di terreno possa nascere una piccola impresa agricola, sviluppata su una visione rural ed ecosostenibile, che coniughi le metodologie arcaiche tramandate dalle antiche generazioni alle nuove metodologie dell’industria 4.0 e dell’innovazione, senza però perdere la sua vocazione originaria e identitaria. Perché fare agricoltura in Campania, ed in particolare nel Cilento, significa custodire un patrimonio prezioso di biodiversità, affinché non vada disperso dalla globalizzazione o dalla massificazione.

Agricoltura è cultura, è tradizione, è artigianalità: è il lavoro dell’uomo, che riesce a costruire valore attraverso le sue mani solcate dalla fatica. Fascino e fatica, ma anche nuova economia e sviluppo per le aree interne, che può allargarsi anche ad altri giovani come me: ben 6 ragazzi insieme a me, della mia stessa età, che avrebbero l’opportunità di non abbandonare il Meridione o l’Italia per un altro destino, per costruire share economy qui al Sud. Mantenere viva la tradizione e tramandarla ai più piccini, alle famiglie, alle giovani generazioni.

Vogliamo rimanere qui, vogliamo concretizzare qui il nostro sogno, con allevamenti di animali liberi al pascolo, con produzioni bio e laboratori artigianali per realizzare prodotti di nicchia con le antiche ricette. Abbiamo bisogno però del vostro sostegno.

Ho deciso di sfidare un sistema economico che presenta numerose criticità nel Mezzogiorno e di non farmi scoraggiare dal contesto socio-economico sfavorevole. Anzi, voglio rilanciare la mia idea e realizzare un progetto che faccia sentire completi e pienamente realizzati tutti coloro che, anche con pochi centesimi, ci sosterranno nella nostra impresa. Per questo abbiamo deciso di lanciare la nostra progettualità di crowdfunding, con una raccolta fondi per una start-up a cui tutti possono contribuire.

Abbiamo una struttura a disposizione di circa 500 metri quadri, il cui piano sottostante sarà destinato ai diversi laboratori artigianali, impostato sul concept “dal produttore al consumatore”, in un’ottica ecosostenibile, sviluppando il commercio di prossimità e valorizzando le nostre aree interne, che rischiano lo spopolamento, senza dimenticare il risvolto sociale, con la possibilità di occupare e di far lavorare coloro che vengono definiti “invisibili” dal governo. Uno spazio, inoltre, per bambini e famiglie, con fattoria didattica con animali e percorsi esperienziali con la riscoperta della coltivazione dell’orto. Stimolare, quindi, un nuovo stile di vita fondato sull’idea di vivere in natura, imparando a salvaguardarla, a rispettarla, incentivando forme di economia sostenibile e circolare.

Non so se ci riuscirò, ma sono sicuro che grazie a voi non mi sentirò più solo.

Aiutateci a farci restare e a continuare a sperare e credere nel nostro futuro, proprio qui a Sud, nella nostra Terra!»

Nicola Arpaia

PS. Tutte le donazioni superiori a 100€ riceveranno a casa una bottiglia di olio extravergine d’oliva di 1 litro prodotto dalle nostre piante nel Cilento.

Link donazioni: https://www.gofundme.com/f/fattoria-didattica-per-grandi-e-piccoli

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