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Napoli, inchiesta sui tamponi affidati all’istituto Zooprofilattico di Portici

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La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta su un presunto ‘affare’ tamponi e sulla gestione dei test all’istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno (Izsm) di Portici.

 

I reati ipotizzati sono di turbativa d’asta e truffa e al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Ieri, come riporta il quotidiano Repubblica, i carabinieri hanno eseguito due perquisizioni, una al Izsm e una seconda nel laboratorio privato Ames, che si trova a Casalnuovo. Hanno acquisito i contratti firmati tra l’ente e la società, copie dei bandi, documenti contabili. Il titolare del fascicolo è il pm Mariella Di Mauro, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio e dello stesso Melillo. Al vaglio degli inquirenti il bando regionale Soresa (agenzia in house della Regione del settore sanitario) durato solo 12 ore, che in piena crisi Covid chiedeva ai privati di eseguire i tamponi: ben 500 al giorno. Sarebbe questo tetto ad aver insospettito gli investigatori perché c’era solo una società in grado di poter eseguire una mole di test cosi’ alta ed era il laboratorio Ames già autorizzato a eseguire i test e che stava ospitando tecnici e mezzi dell’istituto Zooprofilattico. Nel contratto da 750mila euro tra Izsm e Ames, una clausola mette l’emergenza Covid e la “collaborazione gratuita” sui tamponi in calce alla gara aggiudicata da Ames che riguardava analisi per l’emergenza Terra dei Fuochi.


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