Gestione criminale dei rifiuti anche al Nord Italia. Borrelli: “Il problema rifiuti è su scala nazionale, il che aggrava la situazione. Bisogna concepire un sistema diverso che tenga fuori la criminalità altrimenti avremo sempre territori invasi dalla spazzatura, roghi e tumori.”
Il problema dei rifiuti sembra non interessare soltanto il territorio campano ma, bensì’, tutto lo Stivale.
I carabinieri del Noe di Milano, su richiesta della Procura di Torino, tra Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia
Romagna hanno condotto in arresto 16 persone attraverso un’operazione contro lo smaltimento illecito e i roghi dei rifiuti.
Quella smantellata era una rete criminale che smaltiva in modo illecito grosse quantità di rifiuti. Sono stati sequestrati il tutto il Paese capannoni industriali e automezzi per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro.
“A quanto pare il problema della gestione illecita dei rifiuti non riguarda solo il Sud, ed in particolare la Campania e Napoli, ma tutto il territorio nazionale. Questo di certo non ci rallegra, in questo caso il male comune non è mezzo gaudio ma, anzi, rende ancora più preoccupante la situazione perché significa che la criminalità ha trovato nella gestione dei rifiuti una delle sue maggiori fonti di reddito e questo ne fortifica la posizione ed il potere. Occorre cambiare radicalmente la metodologia della gestione dei rifiuti, bisogna creare un ciclo dei rifiuti differente, occorrono più siti di stoccaggio e creare un sistema all’interno del quale la criminalità non possa inserirsi prendendone il controllo. Finché la gestione rifiuti non sarà ripristinata e tornerà totalmente legale avremo territori invasi dalla spazzatura, roghi e un inevitabile aumento dei tumori.”- ha affermato il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.
Napoli– Prosegue la linea dura dell'amministrazione comunale per il ripristino del decoro urbano nelle arterie principali della città. Questa mattina, le squadre dell’Asia sono entrate in azione in via Nuova Marina, concentrando l’intervento nell'area dei portici dell’ex filiale del Banco di Napoli, da tempo segnalata per una situazione di forte degrado. L'operazione, coordinata in sinergia…
La crescita della raccolta differenziata nel Mezzogiorno trova in Napoli uno dei suoi motori principali. Il nuovo Rapporto Ispra Rifiuti Urbani 2025 fotografa un Sud che sale al 60,2% di raccolta differenziata, riducendo un divario storico con il resto del Paese. In questo scenario la città, secondo Asia Napoli, ha inciso in maniera determinante: tra il 2022 e il 2025 il capoluogo campano guadagna circa sette punti percentuali, contribuendo al recupero complessivo dell’area e avvicinando la media nazionale.
Il dato positivo, però, non basta a garantire l’obiettivo decisivo: l’effettivo riciclo. La distanza tra quanto viene differenziato e quanto realmente avviato alla trasformazione supera ancora i quindici punti, un limite che richiama alla necessità di potenziare l’impiantistica del Mezzogiorno. È in questa cornice che Asia Napoli annuncia la gara per il nuovo impianto dedicato al recupero di ingombranti e carta/cartone, un passaggio definito essenziale per abbattere i costi, migliorare i volumi di riciclo e consolidare un modello di gestione moderno e industrializzato.
A Napoli, nel quartiere Vomero–Arenella, la denuncia arriva con immagini che non lasciano spazio a interpretazioni: rifiuti fognari, detriti e sacchetti ammassati lungo la Discesa Cavone, nel borgo di Case Puntellate, giacciono da oltre quindici giorni davanti ai cancelli delle abitazioni. Una situazione che i residenti definiscono “fuori controllo”, tra cattivi odori, rischio igienico e pericolo d’incendi.
A raccogliere l’allarme di una cittadina esasperata è stato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, insieme al consigliere municipale di Europa Verde Rino Nasti. “È inaccettabile – dichiarano – che dopo i lavori di risanamento della rete fognaria i materiali rimossi siano stati lasciati marcire in strada per settimane. Questa negligenza non solo mette a rischio la salute pubblica, ma incoraggia gli incivili a gettare nuovi rifiuti, trasformando l’area in una discarica a cielo aperto.”
REDAZIONE






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