Sono oltre 63,5 i miliardi bruciati oggi da Piazza Affari in una singola seduta. Alla fine della scorsa settimana, infatti, la capitalizzazione dei titoli raggruppati nell’All Share valeva 592 miliardi e 792 milioni; con il calo di oggi, che per l’indice vale il 10,75%, si scende dunque sotto i 530 miliardi. Prima dell’inizio della brusca correzione dei mercati legata all’epidemia di Coronavirus la capitalizzazione era superiore a quota 700 miliardi: il calo e’ dunque di quasi 180 miliardi in poche sedute. ( Con un peggioramento nel finale la Borsa di Milano ha chiuso vicina ai minimi della seduta, riavvolgendo la lancetta di 14 mesi. Per trovare il Ftse Mib a quota 18.475 bisogna infatti tornare a dicembre 2018. Le vendite sui listini europei, e ovviamente anche su quello italiano, hanno colpito pesantemente tutti i settori: se ad appesantire i petroliferi sono il prezzo del greggio e le dinamiche geopolitiche che ne hanno determinato un brusco calo – il piu’ ampio dal 1991 – la crisi legata all’epidemia di Coronavirus pesa su tutti gli altri settori, a partire dalla finanza. Fra gli istituti di credito Unicredit perde il 13,44% e Intesa Sanpaolo l’11,49%; nell’industria cali in doppia cifra per Fca e Leonardo, -8% per Prysmian e -4,37% per Pirelli, che ha rassicurato i mercati sulla continuita’ operativa. Limitano i danni i titoli del settore farmaceutico (Diasorin -3,19%) mentre le vendite colpiscono anche comparti generalmente piu’ difensivi come utilities e reti.
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