Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere con quelli della stazione di Grazzanise hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Repubblica Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di tre cittadini nigeriani e uno originario del Niger ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere dedita all’importazione, distribuzione in Italia e trasporto, nonché cessione sul territorio nazionale di ingenti quantitativi di eroina e cocaina, condotte aggravate trattandosi di reato transnazionale.Potrebbe interessarti
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È stato accertato che i corrieri trasportavano gli ovuli di droga all’interno del proprio corpo in quantitativi variabili tra i 500 e i 1.400 grammi per volta; i pagamenti delle transazioni illecite avvenivano tramite circuiti internazionali di money transfer quali Wester Union o Money Gram ovvero, per i pagamenti in ambito nazionale, anche attraverso accrediti su carte prepagate Postepay. Le sostanze stupefacenti, una volta in Italia, venivano trasportate illecitamente e cedute a una fitta rete di pusher nelle città di Sant’Antimo, Padova, Latina e Cisterna di Latina che, a loro volta, le rivendevano al dettaglio. E' stato riscontrato che gli indagati si sono resi responsabili, singolarmente e in concorso, di 8 importazioni di droga dall’estero e 42 episodi di trasporto illecito e successiva cessione. Il costo per l’acquisto di un chilogrammo di eroina all’ingrosso si aggirava intorno ai 30mila euro e il guadagno per ognicorriere ovulatore, a seconda della complessità del viaggio, variava dai 3000 ai 6000 euro. Gi indagati, soprattutto i capi o loro gregari, utilizzavano numerosi e diversi sistemi di comunicazioni per eludere le investigazioni (sostituzione di schede telefoniche intestate a soggetti inesistenti o estranei all’indagini, posta elettronica con provider esteri, call center, Internet point e chat line). Sono stati tratti in arresto in flagranza di reato, anche con altre forze di polizia, 13 persone; sequestrate complessivamente, 368 ovuli, per un peso complessivo di circa 6 kg (di cui 4650 gr di eroina e 1350 gr di cocaina). I contenuti delle conversazioni captate, che avvenivano attraverso un linguaggio criptico e convenzionale decodificato dai carabinieri (lo stupefacente veniva indicato facendo ricorso a termini del tipo “merci”, “vestiti”, “scarpe”, mentre l’espressione “mangiare bene” veniva utilizzata per indicare la capacità del corriere di trasportare ovuli nello stomaco), hanno consentito di appurare e fotografare le modalità con cui gli indagati realizzavano l’illecita attività.





























