La gioia di essere mamma, la tenacia per affermare questo ruolo, il rischio di vedersi togliere la propria figlia, ma soprattutto sullo sfondo l’interrogativo irrisolto sul se è giusto privare una creatura dell’affetto della propria mamma se questa è inadeguata a svolgere questo ruolo: sono questi alcuni dei temi della tragedia Run baby run che andrà in scena nel prossimo week end a Palazzo Fazio nell’ambito della rassegna di teatro, danza e arti performanti FaziOpenTheater, ideata e diretta da Antonio Iavazzo. L’appuntamento è, come sempre sabato 15 alle 20,30 e domenica 16 alle 18,30 a Capua in via Seminario 10. Teatro Tram e Teatro dell’Osso presentano una tragedia complessa interpretata da Titti Nuzzolese in cui si assiste nel corso delle scene alla crescita della protagonista, al suo affermarsi come mamma. Le insicurezze di Marta che fugge da chi vuole portarle via la figlia mostrano l’evoluzione di una donna che si rende conto dell’essere mamma solo nel corso della fuga. Il tema della maternità viene affrontato in maniera dirompente, dal momento che il pubblico viene posto di fronte a due aspetti, da una parte il dolore della donna che rischia di perdere il suo affetto più caro, dall’altro un giudizio inequivocabile che la bolla come inadeguata a svolgere quella funzione. Le certezze dell’inizio vengono, via via con il trascorrere della narrazione affievolendosi per un racconto che, nonostante la sua drammaticità riesce comunque a catturare il pubblico.
NOTE DI REGIA
Una mamma in fuga lungo le strade italiane per tenere con sé sua figlia: una giovane donna impreparata ad essere mamma dovrà imparare, nella fuga, il vero significato della maternità. Perché ogni mamma, prima di diventare madre, è stata figlia, e Marta dovrà confrontarsi con il suo passato per comprendere il suo futuro. Madri e figlie, uguali oppure diverse: ogni mamma desidera, oppure teme, diventare come sua madre. Ma cosa significa essere madre? E una madre che scappa per tenere con sè sua figlia, può essere accusata di rapimento? E’ giusto togliere alla madre la figlia appena nata, se la madre è ritenuta inadeguata al suo ruolo? Per noi, oggi, la maternità e i bambini sono argomenti estremamente sensibili: le mamme e i bambini sono diventati, nel tempo, condizioni intoccabili, da salvaguardare a ogni costo, anche a rischio di finire ingabbiati in corto-circuiti da cui è difficile uscire. La fuga di Marta è, invece, un faticoso e tormentato rito di passaggio: Marta comprenderà cosa vuol dire essere madre solo dopo che avrà fatto delle scelte per sua figlia. “Run Baby Run”, allora, più che il racconto di una fuga, è il percorso di una dolorosa presa di coscienza.

[Scene: Gioia Lauro; costumi: Annalisa Ciaramella; assistente alla regia: Flavia Tartaglia]

Info – contatti
Antonio Iavazzo – 3389924524 – info@antonioiavazzo.it
Gianni Arciprete – 3343638451 – gianniarciprete@libero.it

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