Capo ultrà dell’ Inter torna libero, chiede la messa alla prova

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E’ stato convalidato l’arresto, ma senza l’emissione di alcuna misura di custodia cautelare, di Andrea Beretta, 44enne a capo degli ultras della curva Nord dell’Inter, che era presente nei luoghi degli scontri avvenuti vicino a San Siro domenica scorsa, prima del derby Inter-Milan, durante i quali circa 200 tifosi hanno lanciato petardi e bottiglie di vetro contro le forze dell’ordine. A Beretta, ad ogni modo, non e’ stato contestato alcun reato relativo agli incidenti prima della partita, ma di aver violato il Daspo perche’ era presente, assieme agli altri ultras, vicino allo stadio (dove non poteva essere) e anche al “Baretto”, luogo di incontro dei tifosi nerazzurri. La difesa di Beretta, con l’avvocato Mirko Perlino, ha chiesto la sospensione del procedimento con la ‘messa alla prova’ e il giudice Giuseppe Cernuto, che ha convalidato l’arresto “in flagranza differita” (e’ stato bloccato ieri) senza misure cautelari, ha rinviato per la decisione al prossimo 28 aprile. A Beretta erano stati inflitti gia’ due Daspo (per gli scontri di Inter-Roma e Inter-Atalanta del 2017). Nel frattempo due giorni fa, sempre per i tafferugli davanti al Meazza, e’ stato arrestato anche un ultra’ del Nizza (tifoseria gemellata con quella nerazzurra). Il giudice delle direttissime ieri ha convalidato l’arresto e come misura cautelare ha disposto il divieto di dimora a Milano. Sugli scontri gli agenti della Digos stanno indagando per ricostruire le responsabilita’ dei partecipanti, attraverso l’analisi dei filmati. Mentre in Procura a Milano e’ aperta anche un’altra inchiesta, coordinata dal capo del pool antiterrorismo Alberto Nobili, con l’ipotesi di associazione per delinquere per indagare a fondo sulle ‘bande’ di ultras, in particolare dopo la ‘guerriglia’ del 26 dicembre 2018 prima di Inter-Napoli, quando mori’ investito da un’auto l’ultra’ del Varese Daniele Belardinelli.






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