E’ stata definita da molti una situazione surreale quella che si è venuta a creare intorno la presidenza della Commissione Garanzia al Comune di Scafati. Ciò che al principio del governo Salvati fu definito uno “sgarbo istituzionale” affidando la guida della Commissione all’avvocato Marco Cucurachi, ha assunto oggi tutte le forme della “frattura istituzionale”.
La decisione su chi debba prendere il posto dell’avvocato dimissionario, ex presidente della Commissione, spetterebbe all’opposizione per evitare che il “controllato si scelga il controllore”, ma a seguire la bagarre sembra evidente non si voglia seguire la prassi fatta anche di “delicatezza” istituzionale ma al contrario, la maggioranza si esprimerebbe unitamente in favore del pentastellato Giuseppe Sarconio a cui andrebbe il ruolo maximo della Commissione. Tuttavia l’opposizione, formata da 9 consiglieri che va dal Pd a Forza Italia, insieme al Movimento 5 Stelle e a l’Altra Scafati, non è riuscita a fare sintesi su una proposta unica anche se (come da foto allegata), 7 consiglieri su 9 hanno indicato il leader di Insieme per Scafati ingegnere Michele Russo come garante e, per giunta, il regolamento comunale non prevede il plebiscito per nominare il presidente di una Commissione, ergo… se in una ottica di strategia politica si vuole inquadrare la posizione della maggioranza, si potrebbe facilmente intuire di quale tattica si tratti se si considera la quasi aperta campagna elettorale per le regionali e la disponibilità alla candidatura del presidente del Consiglio. D’altra parte, non si farebbe altro che ripetere il vecchio schema messo in campo per il ballottaggio di giugno 2019 che vide, anche se non da tutti dichiaratamente, una confluenza verso il centro destra da parte di alcune forze politiche che di destra non sono, o per storia e statuto non dovrebbero essere.
Una abbondanza di pareri, opinioni e posizioni ha occupato, de facto, il posto principale nel dibattito politico cittadino e da ogni lato non sono mancati suggerimenti e/o semplici dichiarazioni.
Tra tutti il Partito Democratico, per esempio, con un comunicato stampa diffuso in data odierna, spiega che l’ambita nomina spetta alle opposizioni per norma e per prassi che deve anche sceglierne il nome in quanto ha funzione di garantire alla comunità un adeguato controllo sui procedimenti ed i provvedimenti adottati dall’amministrazione.
“L’idea del Movimento 5 Stelle – sostiene il Pd – di assumere questa carica grazie alla benevolenza e al voto – di pezzi di maggioranza descrive benissimo il livello di consociativismo e l’ansia di poltronismo della compagine scafatese del partito di Di Maio.
Il controllore non può essere scelto dal controllato. Su questo non ci sono patti tra partiti diversi e distanti, ma un unico parametro di valutazione: chi vuole assolvere al ruolo e alla funzione di opposizione così come stabilito dall’elettorato, e chi anela invece a fare da stampella alla maggioranza in cambio di benevolenza (ed incarichi, dentro e fuori il Consiglio).
D’altronde il moralismo del Movimento 5 Stelle Scafati è abbastanza incostante, un moralismo a gettone potremmo definirlo, contando che fino a ieri sera erano disponibili a votare l’ingegnere Russo come Presidente in cambio di una presenza in più in qualche commissione.
Così come è chiaro che la scelta del Consigliere Sarconio dei 5S di non discutere nemmeno la possibilità di una sfiducia al Presidente del Consiglio, dopo la pessima gestione della vicenda incompatibilità e del verbale di Consiglio bocciato, dimostra tutta l’organicità dei 5 Stelle alla maggioranza Lega-Fratelli d’Italia (che hanno tra l’altro sostenuto al ballottaggio).
Ci sorge quindi un dubbio: che l’attacco del M5S alla coalizione Insieme per Scafati sia dovuto alla nostra proposta di regolamento per le nomine del Comune di Scafati, che inserendo criteri stringenti in materia di trasparenza, merito e curricula rischia di fare saltare qualche sogno di gloria e qualche promessa elettorale.
Dunque noi andiamo avanti per la nostra strada, nell’interesse esclusivo di Scafati e degli scafatesi.”

Maddalena Cerasuolo

 

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