Quando anche per un ricovero in una struttura penitenziaria ospedaliera vale la pena stappare una buona bottiglia di champagne: è accaduto ieri pomeriggio alla notizia della ‘scarcerazione’ del noto imprenditore di Castellammare, Adolfo Greco, detenuto nel carcere di Napoli-Secondigliano, da 13 mesi. Quel tappo col botto alla fine di un lungo iter giudiziario durante il quale la difesa dell’imprenditore, finito in carcere nell’operazione Olimpo, hanno provato in tutti i modi ad alleviare la restrizione carceraria del proprio assistito, senza esito fino a oggi. Amici e parenti hanno festeggiato così e una foto su instagram, seppur criptica, ha siglato la vittoria di Pirro. Già perché formalmente, Greco resta detenuto, ma avrà la possibilità di curare i suoi malanni in una struttura ad hoc. Gli avvocati Maiello e Stravino hanno ottenuto la rimodulazione della custodia cautelare in carcere per l’imprenditore finito in cella dal 5 dicembre del 2018. Greco, vittima di numerosi episodi di estorsione da parte dei clan egemoni sul territorio stabiese e dintorni, viene considerato anche “aguzzino” ed amico dei ras della criminalità organizzata. Nel corso del processo, iniziato da diversi mesi, Greco – per rafforzare la propria posizione di vittima – si è costituito parte civile contro i clan, assistito dall’avvocato Pane. Il ‘re’ del latte ha scelto la strada più lunga per il suo processo ed è a giudizio a Michele Carolei, Raffaele Carolei, Umberto Cuomo, Luigi Di Martino, Attilio Di Somma suoi coimputati accusati a vario titolo di estorsione e associazione per delinquere. Nelle ultime cinque udienze che si sono svolte dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata nell’aula “Siani” l’imprenditore non ha partecipato, rinunciando alla videoconferenza: “Greco è depresso ed ha tentato il suicidio più di una volta”. Questo denunciato dai suoi avvocati in più occasioni. Patologie che hanno trovato riscontro, negli ultimi mesi, in perizie mediche specialistiche sia di parte che disposte dal collegio giudicante. E’ proprio l’esito di queste perizie che ha spinto i giudici della sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata, presieduta dal giudice Fernanda Iannone, a concedere il ricovero nella struttura penitenziaria ospedaliera di Torino-Molinette. Un trasferimento che diverrà esecutivo nei prossimi giorni, decretando la fine della permanenza nel carcere di Napoli-Secondigliano durata 13 mesi. Una circostanza che ha spinto le persone a lui più vicine a stappare lo ‘champagne’. Greco, formalmente resta in carcere, ma potrà essere curato adeguatamente nella struttura suggerita dalla difesa e avallata dai giudici. Nel frattempo, il processo prosegue con le testimonianze dei testi di polizia giudiziaria che hanno seguito le indagini. In aula si torna a febbraio, in quell’occasione potrebbe ritornare in videoconferenza, qualora le sue condizioni di salute siano migliorate, proprio l’imprenditore stabiese.
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