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Salerno e Provincia

Palinuro, sigilli a centomila metri cubi di rifiuti stoccati illegalmente dall’attività di demolizione, costruzione e scavi

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I militari della Guardia Costiera di Palinuro (Centola) hanno sequestro uno stabilimento adibito a frantumazione inerti e gestione rifiuti. L’indagine, coordinata del Procuratore Capo Antonio Ricci della Procura di Vallo della Lucania, ha permesso di accertare una serie di illeciti in campo ambientale legati al ciclo dei rifiuti e all’inquinamento.

I militari, insieme al personale dell’ Arpac, hanno accertato che la ditta che effettuava l’attività di frantumazione inerti, di raccolta e recupero rifiuti, era in realtà autorizzata solamente a ricevere i rifiuti provenienti dall’attività di demolizione, costruzione e scavi ed era, quindi, priva di qualsiasi autorizzazione da parte della competente Provincia di Salerno e della Regione Campania. Inoltre, con l’attività industriale di frantumazione inerti e gestione rifiuti la ditta ometteva di assicurare che i rifiuti fossero recuperati senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potessero contaminare il terreno e l’adiacente fiume Mingardo. Non solo, i rifiuti, riconducibili all’attività di recupero e raccolta, erano stoccati da tempo in un’area priva di qualsiasi accorgimento e protezione del suolo e dell’ambiente circostante.

All’interno dello stabilimento sottoposto a sequestro, pari a circa 24mila metri quadri, è stata stimata la presenza di circa 100mila metri cubi di rifiuti speciali e non, anch’essi posti sotto sequestro. Infine, l’intera area si trova all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, in area demaniale fluviale a pochi metri del fiume Mingardo e in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Il titolare ed i soci della ditta sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per violazioni in materia ambientale.

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Campania

Nel Salernitano almeno 40 comuni rinviano avvio lezioni

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C’e’ chi l’ha rinviato al 28 settembre, chi al primo ottobre e chi, addirittura, al 5 ottobre prossimo. A poche ore dal giorno stabilito dalla Regione Campania per l’avvio dell’anno scolastico, solo nel Salernitano, almeno una quarantina di Comuni hanno deciso che il ritorno tra i banchi slitti di almeno quattro giorni. Di mezzo, ci sono l’incombenza delle sanificazioni per via dell’emergenza sanitaria, l’adeguamento degli spazi per assicurare il giusto distanziamento e, non ultime, le elezioni appena concluse.

Intanto, nel capoluogo, sono in distribuzione circa 15mila termometri laser per la misurazione della temperatura destinati a 29 istituti scolastici cittadini. Il materiale, fornito dalla Regione Campania, viene distribuito in queste ore dai volontari del nucleo di Protezione civile del Comune di Salerno. La scuola comincia il 28 settembre, dunque, a Salerno (tranne gli asili nido che svolgono regolarmente le loro attivita’ didattiche), a Sanza, Vibonati, a Caselle in Pittari, ad Ascea, ad Agropoli, a Battipaglia, a Praiano, a Castel San Giorgio, a Sarno, a Nocera Superiore, ad Auletta, a Buonabitacolo, a Casalbuono, a Centola, a Montecorice, a Montecorvino Rovella, a Sassano, a Torraca, ad Eboli, a Camerota, a Vallo della Lucania, a Sapri. La campanella di lunedi’ prossimo, a Capaccio Paestum, suonera’ per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado; a Cuccaro Vetere e a Cannalonga, per la scuole dell’infanzia e primarie; a Montano Antilia, per la scuola dell’infanzia della frazione Abatemarco e della primaria della frazione Massicelle; a Nocera Inferiore, per gli istituti scolastici del primo ciclo di istruzione; a Caggiano, per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado; a Moio della Civitella, per la scuola dell’infanzia e primaria; a Roccadaspide, per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado; a Roccapiemonte, per le scuole del primo ciclo di istruzione; a Serre, per l’istituto comprensivo; a Mercato San Severino, per i plessi scolastici del 1 e 2 circolo e secondaria di primo grado dell’istituto San Tommaso d’Aquino; a Giffoni Valle Piana e a Perito, per tutti i cicli di istruzione; ad Omignano, per la scuola dell’infanzia; a Sessa Cilento, per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. E, mentre, a Scafati, ad Aquara e Sant’Arsenio (scuola secondaria di primo grado ‘Gorga Pica’), gli alunni tornano tra i banchi il prossimo 1 ottobre, ad Altavilla Silentina, il sindaco ha stabilito che dovranno rientrare il prossimo 5 ottobre.

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Cronaca Giudiziaria

L’inchiesta sull’omicidio di Luana Rainone passa a Torre Annunziata

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L’inchiesta sull’omicidio di Luana Rainone passa alla Procura di Torre Annunziata.

Un cambio legato alla competenza territoriale, visto che l’omicidio della 31enne originaria di Sarno fu consumato a Poggiomarino. Il fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore Federico Nesso, che dovrà ora concludere le indagini partendo dal lavoro svolto dai colleghi di Nocera Inferiore. L’indagato è l’amante della vittima, Nicola Del Sorbo, 34 anni, di Sant’Egidio del Monte Albino, ora in carcere. L’uomo aveva confessato l’omicidio ai carabinieri, dopo essere stato messo alle strette a seguito di una serie di contraddizioni emerse durante il suo racconto, quando fu sentito nell’immediatezza dei fatti. Del Sorbo avrebbe ucciso la donna il 23 luglio scorso, al termine di una lite, con una coltellata alla gola.

Questo, dopo aver consumato droga e un rapporto sessuale. Stando al suo racconto, la donna gli aveva chiesto di riferire all’attuale compagna di quella relazione. Poi l’avrebbe colpito nella concitazione con un calcio, tentando di strappargli il telefono di mano. L’uomo reagì, afferrando un coltello in cucina e colpendo alla gola la donna con un unico fendente. Il corpo fu poi avvolto in un materasso, con delle corde a legare gli arti di Luana, per poi essere nascosto nel pozzo nero davanti alla baracca dove viveva Del Sorbo. Ora il pm di Torre riguarderà tutto il lavoro svolto dagli inquirenti di Nocera, per poi concludere le indagini, non prima di aver svolto una serie di attività, nel caso qualcosa resti ancora avvolto da dubbi o circostanze poco chiare. Il marito della vittima aveva denunciato la scomparsa della moglie il 23 giugno. Tra le attività da concludere, ci sarà quella di valutare se l’uomo fosse capace di intendere e di volere durante le fasi del delitto, in ragione dell’uso di sostanze stupefacenti che consumò poco prima. Questo, anche secondo una perizia richiesta della difesa. Secondo il gip, la donna fu vittima di un omicidio, ma non aveva alcuna intenzione di allontanarsi da casa. Resta ancora non risolta, inoltre, la destinazione della somma di 600 euro, soldi che la vittima prelevò il giorno della sua scomparsa, prima di recarsi in casa dell’uomo, dalla sua carta del reddito di cittadinanza.

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