Il Tribunale del Riesame di NAPOLI ha rigettato l’istanza di revoca degli arresti domiciliari emessa nei confronti dell’imprenditore Vincenzo Capezzuto, arrestato dai carabinieri durante una ispezione nella sua fabbrica di borse a Melito di NAPOLI lo scorso 13 novembre. I militari trovarono, chiusi in un locale dell’azienda, 43 lavoratori “in nero” che, nei giorni scorsi, la Moreno srl, di cui e’ legale rappresentante Capezzuto, ha provveduto a regolarizzare insieme con altri 14 irregolari scoperti durante l’ispezione del Nil e del Nas. Per quella vicenda sull’imprenditore pende, tra l’altro, anche l’accusa di sequestro di persona. Intanto, stamattina, in virtu’ del dissequestro temporaneo di otto ore ottenuto dall’avvocato Rosario Pagliuca, e’ iniziato il sopralluogo dei tecnici finalizzato ad organizzare e disporre i lavori per sanare tutte le irregolarita’ rilevate dai carabinieri. “Adesso il nostro interlocutore diventa il gip, – spiega l’avvocato Rosario Pagliuca – la decisione avversa del Tribunale del Riesame, di fatto, impedisce la riapertura della fabbrica e la ripresa della produzione. Il danno sta diventando irreparabile per l’impresa, per i committenti e per i lavoratori”.
Napoli - Operazione ad alto impatto nella serata di ieri nella zona della movida di Chiaia. Gli agenti del commissariato San Ferdinando, insieme alla Polizia Amministrativa, al II Nucleo Ordine Pubblico, alla Polizia Locale, all'ASL Napoli 1 e ai Vigili del Fuoco, hanno passato al setaccio i locali dei "baretti" e delle strade limitrofe. Un…
Napoli – Un tentato furto trasformatosi in una vera e propria aggressione agli agenti. È terminata con le manette ai polsi la mattinata di follia di un cittadino marocchino di 31 anni, già noto alle forze dell'ordine, protagonista di una violenta resistenza nel cuore della città. L’allarme e il colpo al distributore Tutto ha avuto…
Nel pomeriggio di giovedì 13 febbraio, i militari della Stazione Carabinieri di Villa Literno, insieme agli esperti del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, hanno setacciato diverse attività commerciali. Primo bersaglio: la legale rappresentante di una società che vende prodotti ittici. Colta in flagranza con telecamere e microfoni per spiare i dipendenti, senza l'accordo sindacale…
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