Il femminicidio di Marina di Massa del 2013 torna alla ribalta dopo anni. E a farne le spese anche questa volta sono le due principali vittime: le figlie di Cristina Ajello, oggi Orfane e minorenni. L’Inps ha infatti richiesto alle due giovanissime 124.000 euro di risarcimento per un’altra vittima del caso, Salvatore Galdiero, che quel giorno d’estate sul lungomare di Marina di Massa e’ rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito con sei proiettili dalla furia omicida dell’ex marito di Cristina, Marco Loiola, che lo riteneva suo amante. Loiola dopo aver ferito Galdiero in strada e aver ucciso la moglie nel bar ristorante dove lei lavorava, si è suicidato. A occuparsi del rimborso per l’invalidità di Galdiero ora dovrebbero essere, secondo le regole dell’istituto, le due ragazze, che dai genitori hanno ereditato la casa, che ora rischiano di perdere e che comunque non copre la richiesta avanzata dall’Inps. A rivelare la storia è stato due giorni fa l’avvocato di famiglia, secondo cui le due giovani hanno anche ereditato una pensione che il nonno, loro tutore, mette da parte per il loro futuro. Ieri in serata l’Inps ha precisato in una nota di “seguire da tempo” e che e’ stato “finora vicino alla famiglia Biagi e continuerà ad esserlo”. La richiesta di risarcimento avanzata “che mira a recuperare le somme erogate a un’altra vittima di Marco Lojola – spiega l’Istat – e’ legittima e vincolata, come riconosciuto dallo stesso avvocato della famiglia”. Peraltro, continua l’Inps, “data la particolarità della vicenda sotto il profilo umano, nel 2017 la Sede di Massa Carrara, prima d’inviare una lettera finalizzata ad interrompere la prescrizione, ha avuto cura di contattare i destinatari della lettera, con l’impegno a non attivare per il momento alcuna azione legale per il recupero coattivo. Gli uffici di Massa hanno altresi’ supportato la famiglia per ogni prestazione Inps dovuta”. E informa che nei prossimi giorni “la dirigenza e l’avvocatura locale riprenderanno i contatti con l’avvocato della famiglia per individuare una soluzione che contemperi la legalità e la situazione familiare”. Soluzione che probabilmente arriverà presto anche per l’interesse alla vicenda mostrato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con oggi ne ha parlato al telefono con il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.
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