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Musica

E’ fuori in digitale anche il Lato B di ‘Stato di grazia’, il nuovo album dei Bisca

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Ieri (venerdì 13 dicembre) SoundFly ha pubblicato esclusivamente in digitale (Spotify, Amazon, Deezer, YouTubeMusic, iTunes etc.) il Lato B di Stato di grazia, il nuovo album dei .
Dopo l’uscita del Lato A, lo scorso 29 novembre, con l’uscita del Lato B si completa il percorso digitale dell’ album mentre la data di uscita ufficiale del cd e del vinile (gatefold verticale con foto di Riccardo Piccirillo)
è prevista per venerdì 17 gennaio 2020, distribuzione Self.
Tra le sei tracce del Lato B, è presente “Cildren Ov Babilon” (che comparirà come bonus track su cd e 33 giri), storico brano dei Bisca che risale a “Guai a chi ci tocca”, l’album del 1994 del supergruppo Bisca – 99 Posse. La rivisitazione di “Cildren Ov Babilon” è stata inserito nella colonna sonora del film L’immortale, nelle sale dal 5 dicembre. Una scelta assai significativa, che valorizza ed esalta la potenza del suono dei rinnovati Bisca.

“Quando hai una carriera così lunga alle spalle diventa davvero difficile trovare le parole per presentare un nuovo disco. Hai già detto tutto. E anche di più.
La mia musica l’ho ‘introdotta’ talmente tante volte che mi sono stufato. E se mi sono stufato io immaginate un po’ le parole. Due palle. Non ne possono più. Poverine.
E io ci tengo alle parole. Me ne prendo cura, in questa claudicante afasia malata di parole coatte. False. Compiacenti. Formattate. Col beneficio dell’inventario. Che il silenzio ti tenta.
Io le allevo le mie parole ribelli. Così come ho imparato a coltivare la mia rabbia, a prenderla in consegna, a gustarla come si gusta una ciliegia, come fosse una cicogna con in bocca un bimbo grande.
È odio. Io amo odiare. Odio il capitale e le sue puttane macho armate fino ai denti cariati, marci, che lo zucchero abbonda sul sorriso degli stolti.
Il mio è odio di qualità.
Come olio biologico d’oliva spremuto a freddo in un frantoio di pietra ruvida. Con la potenza della roccia.
Una cosa Rock, potremmo dire. Allora.
Inaudita. La mia musica lo è. Inaudita. La nostra musica lo fa.
E non siamo in troppi. Ahimè. Di questi tempi.
Lo – Stato di grazia – cui allude il titolo del disco è esattamente questo, una condizione eccezionale di estrema armonia e facilità. Quando tutto ti viene bene e senza sforzo. Come il ritmo geometrico di un alieno che spacciato balla e suona anche dentro una tempesta, ostinato e senza intoppo.
Nonostante tutto lo – Stato di grazia –
… e sai che non durerà. In musica non mi fido di chi ha meno di 60 anni”.
Old School CarmelaBi la Saxy Bomb

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Cultura

A Napoli si riparte dal San Carlo con l’apertura stagione sinfonica

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A Napoli si riparte dal San Carlo con l’apertura stagione sinfonica

 

 

Napoli riparte dopo la pandemia di Covid-19. Nonostante la curva dei contagi sia ancora in salita, turisti non solo italiani da agosto sono tornati a sceglierla come luogo di vacanza. Riprendono anche gli spettacoli. E dopo la mini stagione estiva in piazza, con stelle della lirica del calibro di Anna Netrebko e Jonas Kaufmann, il San Carlo ieri sera ha riaperto le porte del teatro per la stagione sinfonica 2020/21. E’ l’orchestra sancarliana con Juraj Valchua, direttore musicale del Massimo partenopeo, sul podio, ha inaugurare il nuovo ciclo di concerti con la prima sinfonia di Gustav Mahler, ‘Titano’ per un sold out dei soli 500 posti disponibili sui 1.300 di reale capienza del teatro ieri sera.

Ma, oltre l’applauso iniziale, che era un saluto a vecchi amici più che il cortese rito di apertura di ogni esibizione, straordinaria è stata l’ovazione finale, un lungo battere delle mani e grida di ‘bravi’ e ‘bravo’ ripetute quattro volte, non solo un tributo a una esecuzione apprezzabile dell’opera di un compositore che ha dovuto attendere la metà del secolo scorso per avere apprezzamenti a Napoli.

Lunghi minuti di applausi per aver ritrovato la magia di un teatro seppure con file nei palchi vuote e poltrone rivestite per rispettare il rigido protocollo del distanziamento. Poche le persone che si sono tolte la mascherina una volta sedute e qualcuna la ha anche rimessa subito. “Cercheremo di ripartire – promette ancora una volta il sovrintendente Ste’phane Lissner – ora con la sinfonica e poi con quella lirica. Si vedra’ come faremo l’apertura a dicembre. Ma penso a chi chiude definitivamente, come in America. E quuindi invito a rispettare le regole sanitarie, perche’ e’ fondamentale per tutti”.

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