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Economia

Whirlpool, la Uilm: ‘Domani giornata importante per la vertenza’

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“Domani sara’ una giornata importante per l’industria Campana. L’incontro al Mise per Whirlpool sara’ dirimente nel comprendere che direzione potra’ prendere la vertenza e se l’azienda dara’ sostanza alla dichiarata volonta’ di entrare in un negoziato per una soluzione condivisa”. E’ quanto afferma il segretario generale della Uilm Campania, Antonio Accurso. “Noi – aggiunge il sindacalista – partiamo dal rispetto del piano Italia per affrontarne le criticita’ e non accetteremo, come nel passato, un’ipotesi preconfezionata che non ammette confronto e mette in discussione i 420 lavoratori di NAPOLI piu’ indotto”. Accurso, poi, torna anche sulla vertenza Jabil, per la quale oggi a Roma si e’ anche riunito il coordinamento nazionale per il rischio della sostenibilita’ dell’insediamento di Marcianise con 350 esuberi su 700 addetti. “Ieri – prosegue – una rappresentanza di 150 lavoratori si e’ recata presso il consolato americano a NAPOLI per sollecitare un intervento presso la multinazionale americana affinche’ possa tornare al tavolo per gestire la problematica nel solco degli accordi sindacali e non attraverso atti unilaterali. E’ opportuno che il governo trovi modalita’ e disegni regole nuove, per dotarsi di strumenti in grado di arginare l’arroganza e l’impunita’ di aziende che fanno impresa nel nostro territorio, ottengono sostegno e contributi, e poi decidono di abbandonare il territorio senza farsi carico dell’impatto sociale”.

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Campania

“Ripartire dal lavoro”: Landini a Napoli per la mobilitazione del 18 settembre di Cgil, Cisl e Uil Campania

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Napoli. “Ripartire dal lavoro” è lo slogan della giornata di mobilitazione nazionale indetta da Cgil, Cisl e Uil per venerdì 18 settembre.

A Napoli  l’appuntamento  sarà  in piazza Dante dalle ore 9.30 in pieno rispetto delle misure anti Covid. Nel corso della mattinata si alterneranno le relazioni di Giovanni Sgambati, segretario generale Uil  Campania , di Doriana Buonavita, segretaria generale Cisl Campania, agli interventi di delegati divisi per territori  e categorie. Chiuderà il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

“Dalla piazza di Napoli arriverà un messaggio forte. Se il Governo nazionale pensa di non convocare le parti sociali, se per il sindacato non c’è un ruolo centrale di coinvolgimento, proseguiremo con le mobilitazioni”.  E’ quanto hanno affermato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Campania Nicola Ricci, Doriana Buonavita e Giovanni Sgambati nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi nella sede della Cisl regionale. “Continueremo a pretendere che le risorse in campo siano al centro dell’attenzione delle politiche del Governo nazionale e territoriale soprattutto per quel che riguarda il Mezzogiorno che non ha più bisogno di misure assistenziali, ma di progetti concreti. Non possiamo perdere l’opportunità dei 209 miliardi del Recovery Fund, né rinunciare alle risorse del Mes per la Sanità. Occorrono politiche di sviluppo, investimenti importanti e strutturali. Ma va anche riaffermata la centralità dei contratti, la loro applicazione e il rinnovo nella parte salariale e dei diritti”.

“Ci attendiamo delle risposte dal Governo su come intenderà agire in tempi brevi. In Campania occorre fare presto, frenare la caduta del sistema industriale e dare soluzione alle tanti crisi dei siti regionali, creare occupazione e salvaguardare quella che c’è – hanno proseguito Ricci, Buonavita e Sgambati – dare voce agli invisibili perché non tracciabili, al mondo del precariato, tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori, investire nella sanità del territorio, investire in cultura e istruzione e in un piano per  l’ammodernamento digitale e infrastrutturale diffuso. Temi questi in continuità con le rivendicazioni sindacali della manifestazione del 29 luglio scorso La notte per il lavoro svoltasi a Roma”.

La manifestazione verrà trasmessa in diretta sulle pagine social di Collettiva, Cgil Campania e Cgil Napoli.

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Campania

Banco di Napoli, la Fondazione chiama in giudizio il MEF

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Pallioto: “Un’azione dovuta per la mancata considerazione dei sacrifici imposti agli azionisti

 

La Fondazione Banco di Napoli ha avviato un’iniziativa giudiziaria nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze chiedendo al Tribunale delle imprese di Napoli di determinare l’ammontare dell’indennizzo che spetta agli ex azionisti del Banco di Napoli, oggetto di intervento di salvataggio dello Stato nel 1996. Il ricorso è stato notificato lo scorso 9 settembre dall’avvocato Antonio De Notaristefani di Vastogirardi. Nella conferenza stampa, svoltasi a Napoli nella sede di Via dei Tribunali, Rossella Paliotto, Presidente della Fondazione che rappresenta le sei regioni del Meridione continentale, ha spiegato che l’iniziativa si è resa necessaria in ragione del silenzio serbato dal MEF in merito all’invito al confronto relativo alla quantificazione dell’indennizzo previsto dalla legge 588/96. La richiesta fu inviata nel 2017 e reiterata ad aprile 2020. La conferma della doverosità dell’iniziativa si rinviene nella relazione annuale 2020 della Corte dei Conti che, nell’esaminare il bilancio della SGA oggi AMCO, ha dato atto che le riserve rinvenienti dall’attività di recupero dei crediti del Banco di Napoli al 31 dicembre 2016 erano pari a circa 733 milioni di euro.

“La stima a oggi dell’intero indennizzo per tutti gli ex azionisti potrebbe aggirarsi intorno al miliardo di euro” ha aggiunto la Presidente Paliotto. “Si tratta di una liquidazione dovuta che potrebbe essere destinata ad incrementare la promozione dello sviluppo economico e culturale del Mezzogiorno, come previsto dal nostro statuto”. La Presidente ha evidenziato come questa iniziativa si inserisca “nel solco tracciato nei secoli di storia della Fondazione, nata per finalità di assistenza sociale ai più bisognosi. Attività che ha svolto operando nelle sei regioni di competenza, anche nell’attuale periodo Covid. La nostra priorità è supportare tutte le forme di disagio sociale, da quello minorile alle disabilità”.
In tale contesto “nasce l’esigenza attuale legata alla rilettura della storia del Banco di Napoli. La ricerca della verità è atto dovuto anche per chi ne ha sopportato il costo, perdendo i risparmi di una vita. Le mancate risposte da parte del MEF e di AMCO rappresentano un silenzio assordante. Ora attendiamo con fiducia,  affinché dissolvendosi le nebbie, si possa scrivere un’equa e trasparente conclusione della vicenda”.
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