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Sul palco con il protagonista, Giuseppe Brunetti, Francesca Ciardiello, Lucianna De Falco, Carlo Di Maio, Massimo Pagano, Gina Perna, Giorgio Pinto, Ciro Ruoppo, Fabiana Russo. Una commedia ricca di umori, calata in una scenografia magrittiana, che presenta un simpatico Gervasio Savastano, superstizioso fino all’inverosimile, che presenta ossessioni e manie nelle quali ciascuno può riconoscere le proprie umane debolezze. L’avarissimo imprenditore Savastano, personificazione della superstizione, vive nel perenne incubo di essere vittima della jettatura. La sua vita è un vero e proprio inferno, vede segni funesti ovunque: nella gente che incontra, nella corrispondenza che trova sulla scrivania, nei sogni che fa di notte. Sembra il preambolo di una tragedia, ma siamo in una commedia che fa morir dal ridere. E infatti sulla soglia del suo ufficio appare Sammaria, un giovane in cerca di lavoro. Sembra intelligente, gioviale e preparato, ma Savastano è attratto da un’altra qualità di quel giovane: la sua gobba!
Lo spettacolo è prodott da I Due della Città del Sole, in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi. Le scene sonno di Luigi Ferrigno, i costumi Chicca Ruocco, disegno luci Pietro Sperduti.
"Quella che andremo a raccontare è una tragedia tutta da ridere – spiega il regista Leo Muscato - popolata da una serie di caratteri dai nomi improbabili e che sono in qualche modo versioni moderne delle maschere della commedia dell’arte. Peppino De Filippo aveva ambientato la sua storia nella Napoli oleografica degli anni Trenta, Luigi aveva posticipato l’ambientazione una ventina d’anni più avanti. Noi seguiremo questa sua intuizione avvicinando ancora di più l’azione ai giorni nostri, ambientandola negli anni Ottanta. Una città un po’ tragicomica e surreale in cui conviveranno Mario Merola, Pino Daniele e Maradona." Ricorda poi gli esordi nel teatro con Luigi De Filippo, suo maestro, che gli diede l’opportunità di vivere la straordinaria avventura delle vecchie tounée da 200 repliche l’anno. "Ci siamo rivisti ventidue anni dopo, pochi mesi prima che morisse. Mi chiese di pensare a un progetto da fare insieme. Ne pensai mille, ma non abbiamo avuto il tempodi realizzarne uno. Ereditando la direzione artistica della sua compagnia, ho deciso di inaugurare questo nuovo corso partendo proprio dal primo spettacolo che ho fatto con lui, Non è vero ma ci credo. Rispettando i canoni della tradizione del teatro napoletano, proveremo a dare a questa storia un sapore più contemporaneo. Il protagonista di questa storia assomiglia tanto ad alcuni personaggi di Molière che Luigi De Filippo, come il padre, amava molto."
'Non è vero ma ci credo' di Peppino De Filippo al Teatro Sannazaro, con Enzo De Caro per la regia di Leo Muscati
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