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Miano

Napoli, i dinosauri invadono la Birreria: mostra nel centro commerciale e tante sorprese per i piccoli

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Dal 10 novembre, un tuffo nella preistoria con una mostra popolata da esemplari a grandezza naturale e tante sorprese per i più piccoli: piccoli di dinosauro da cavalcare, spettacoli coi Flintstones e rettili giganti robotizzati

Napoli. Si sono estinti 65 milioni di anni fa e ora popoleranno la Galleria del Centro commerciale “La Birreria” per la gioia di grandi e piccini.

Dal 10 novembre al 1 dicembre, infatti, ben undici esemplari di questi grandi rettili resteranno in mostra nel centro commerciale di piazza Madonna dell’Arco, nel quartiere di Miano, per consentire ai visitatori di fare un viaggio nel tempo ammirando da vicino questi grandi predatori, tra cui uno dei più grandi mai esistito: il Tirannosauro Rex.
Ingresso libero per tutti. Per le scolaresche visita con merenda su prenotazione al numero 08118218632.
Un modo nuovo e imperdibile per avvicinare i ragazzi all’affascinante evoluzione della specie animale. Proseguono così le attività dedicate ai ragazzi nel centro commerciale La Birreria, nel quartiere di Miano, a pochi passi dal centro di Napoli, all’interno di in un’area restituita alla città dopo anni di abbandono, con un parco verde di 7 mila mq e tanti servizi. Il progetto è stato fortemente voluto dal Gruppo Cualbu, che ha affidato la gestione della struttura alla società Svicom.
Dal 23 novembre, in più, i bimbi saranno protagonisti di immagini da film: potranno cavalcare dei piccoli dinosauri alla scoperta dell’intera mostra e nei week end potranno incontrare da vicino anche i protagonisti della famiglia Flintstones in carne ed ossa, protagonisti di due spettacoli, alle ore 17.30 e alle ore 19.
Ma le sorprese per i più piccoli continuano: il 29 e 30 novembre, nella Galleria si aggireranno due Dinosauri robotizzati. Oltre al Tirannosauro Rex, nella mostra a ingresso gratuito, si potranno apprezzare perfette riproduzioni del Pachyrinosaurus, del Parasaurolophus, dell’Allosauro, del Neovenator, del Deinonicus, del Dracorex, dello Stiracosauro Tito.

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Cronaca Napoli

Napoli, edificio abusivo sequestrato dalla polizia a Miano

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Napoli. Sabato pomeriggio i poliziotti del Commissariato Scampia e il personale dell’Unità Operativa tutela edilizia della Polizia Locale di Napoli sono intervenuti in via 2^ traversa di via Janfolla nel quartiere di Miano in seguito alla segnalazione di un’edificazione abusiva sul suolo pubblico.

Gli agenti hanno constatato che una porzione dell’androne di un palazzo era stata chiusa da un muro, ricavandone così un appartamento di circa 60 metri quadrati in fase di realizzazione, il tutto spostando il portone d’ingresso dall’alloggiamento originario.
All’interno dell’appartamento gli agenti hanno rinvenuto diversi cavi elettrici utilizzati per prelevare energia elettrica per gli utensili da lavoro senza alcuna presenza di un quadro di protezione; inoltre, l’intervento di personale specializzato della società elettrica ha consentito di accertare l’appropriazione fraudolenta dell’energia elettrica.

I committenti del manufatto, due napoletani di 21 e 23 anni, sono stati denunciati per furto di energia elettrica, invasione di terreni o di edifici e edificazione abusiva su suolo pubblico. Inoltre, l’opera abusiva è stata sottoposta a sequestro.

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Cronaca Giudiziaria

Camorra, il pentito dopo 11 anni fa ritrovare i corpi del boss Russo ‘o doberman, del figlio e dell’autista

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Dopo 11 anni sono stati ritrovati i corpi del boss Francesco Russo ’o doberman, 50 anni, all’epoca capo zona a Chiaiano,  il figlio Ciro di 30 e Vincenzo Moscatelli, 47enne, avvenuto il 15 marzo del 2009 a Mugnano.

 

Il mandante dell’omicidio sarebbe il boss pentito Antonio Lo Russo che secondo il pentito Biagio Esposito, aveva chiesto la “cortesia” al gruppo del suo compare di matrimonio Cesare Pagano, di eliminare  o’ dobermann che stava diventando troppo autonomo.  Ha raccontato il pentito”: In particolare fu Cesare Pagano che un paio di ore prima, in presenza di Oreste Sparano, Mirko Romano e Carmine Amato, a dirci che doveva fare un favore ai Lo Russo, e in particolare ad Antonio, figlio di Salvatore. Non aggiunse altro”.

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Le denunce di scomparsa risalgono a due giorni dopo e i familiari le presentarono alla stazione dei carabinieri di Marianella. Da quel giorno nessuno ha avuto più notizie dei quattro, le cui autovetture furono trovate parcheggiate a Secondigliano. Dalle poche informazioni che gli investigatori riuscirono a sapere da fonti confidenziali emerse che erano andati a un appuntamento con persone, almeno una, delle quali si fidavano. Al punto da lasciare le macchine proprie e salire su altre.

La vicenda partì da un punto fermo: l’ultimo segnale dei due Russo, Graziano e Moscatelli. In particolare da mesi gli inquirenti studiavano le mosse di “o’ dobermann” e non fu difficile ricostruire gli ultimi spostamenti del pregiudicato, considerato un esponente di rilievo dei “Capitoni”. L’ultimo contatto conduceva a Mugnano e lì le quattro vittime di lupara bianca furono viste l’ultima volta. S’indagò sulle “celle” dei telefonini e i primi riscontri non lasciarono molti segnali di speranza: da Mugnano, l’auto a bordo della quale viaggiava Francesco Russo si spostò verso una zona del litorale Domitio, area degradata e poco abitata, luogo ideale per consumare delitti senza lasciare tracce.

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