Napoli. “La città è da settimane accartocciata su quella che sembra essere l’unica priorità di questa Amministrazione, il rimpasto, puntualmente andato in onda stamane su Tele Palazzo San Giacomo. L’ennesimo e certamente non risolutivo cambio al vertice di alcuni settori nevralgici, che erano e restano fortemente compromessi. E Napoli, intanto, muore lentamente, soffocata da mille problemi irrisolti che diventano, giorno dopo giorno, sempre più gravosi. E chi dovrebbe, più che ogni altro, avere a cuore le sorti di una collettività che per ben due volte lo ha scelto come guida, passa le sue giornate affastellato in logiche antiche, da manuale Cencelli, per non scontentare ora questa, ora quella forza politica”. Così la Consigliera Roberta Giova del gruppo “La Città” di Napoli in una nota protocollata nel corso della Conferenza dei Capigruppo consiliari al Presidente del Consiglio, Sandro Fucito e trasmessa anche al Presidente dell’Anci Campania Carlo Marino.
“In questo vuoto assoluto di governo -continua-, come forze di opposizione abbiamo già sottoscritto un documento di sfiducia che sarà presto discusso in Aula, per tentare di porre fine a questa lenta agonia. Come emerge dalla cronaca di questi giorni, il nostro sindaco l’ha presa talmente tanto bene da non lesinare espressioni eticamente e moralmente deprecabili. Mi riferisco a quel “nulla mischiato col niente”, che si aggiunge ad altre infelici termini utilizzati nei nostri confronti e che mai ci saremmo aspettati da un uomo di Stato, ex magistrato e che, tra l’altro, si è sempre professato paladino dell’antimafia. A maggior ragione da chi si alimenta del sostegno di certe forze di sinistra, costrette a misurarsi, ancora, con tale miseria morale e da cui avrebbero preso sicuramente le distanze se a pronunciarle fosse stato qualcun’altro. Ma se lo fa de Magistris, nessuno ci fa caso. Tutti tacciono. Nessuno si ribella”.
“A questo punto -conclude Giova- ritengo sia doveroso che il Presidente Fucito, in virtù del suo ruolo di garanzia in Assise, prenda formalmente le distanze da tutto questo ed incalzi il Primo Cittadino a chiedere pubblicamente scusa. Lo deve alla città. Lo deve al Consiglio comunale tutto. Lo deve per restituire un minimo di rispetto alle istituzioni democratiche che rappresenta e che noi tutti rappresentiamo”.
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