AGGIORNAMENTO : 18 Febbraio 2026 - 18:25
13.5 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 18 Febbraio 2026 - 18:25
13.5 C
Napoli

Napoli, borseggiatore bloccato dalla Polfer a Piazza Garibaldi

SULLO STESSO ARGOMENTO

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Napoli. Un luogo affollato, le scale mobili, la coda per la salita o la discesa da un convoglio: sono questi i posti preferiti dai borseggiatori che, approfittando del trambusto, mettono in atto l’attività criminosa e colpiscono senza farsene accorgere. La maggior parte dei furti con destrezza avviene proprio in queste circostanze dove il malcapitato, scelto oculatamente, diventa vittima di questo spregevole reato. Un trentanovenne cittadino senegalese, pluripregiudicato e, tra l’altro, anche borseggiatore “di professione”, la sua preda se l’era scelta frettolosamente, individuandola in una donna apparentemente distratta che si accingeva a servirsi delle scale mobili della stazione di piazza Garibaldi. Il pregiudicato si è posto immediatamente alle spalle della donna e, approfittando della ressa, le ha aperto la borsa tentando di portarle via il portafogli. Ma la signora, che tanto distratta non era, accortasi di quanto stava accadendo, ha iniziato a gridare, nel tentativo di far desistere il malvivente. Le sue grida sono state udite da una Guardia Particolare Giurata in servizio nello scalo metropolitano che è  accorsa in aiuto della malcapitata chiedendo, nel contempo, l’intervento della Polizia Ferroviaria. Gli agenti della Polfer, prontamente giunti sul posto, hanno bloccato il cittadino straniero e lo hanno tratto in arresto per tentato furto aggravato. Da ulteriori accertamenti effettuati dai poliziotti è emerso che lo straniero è stato più volte arrestato per aver commesso gravi reati e, nello scorso mese di ottobre, è stato condannato con la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria; obbligo che ha volutamente ignorato e al quale si è sistematicamente sottratto.  Giudicato con rito direttissimo nella giornata di ieri, il trentanovenne senegalese è stato condannato alla pena di un anno, mesi quattro e giorni 26 di reclusione, al pagamento delle spese processuali  con l’applicazione della misura cautelare di detenzione in carcere poiché, per il Giudice, vi è “un rischio elevatissimo di commissione di altri delitti analoghi da parte dell’imputato” che, i fase di udienza, ha mostrato di  non sentire “alcun vincolo dei provvedimenti dell’ autorità così che non rispetterebbe in alcun modo anche un’eventuale misura auto-custodiale”. Pertanto i  poliziotti della Polfer, dopo gli adempimenti di rito, hanno condotto l’uomo nel carcere di Poggioreale per l’espiazione della pena. 

LEGGI ANCHE

Napoli, file di curiosi e sfollati davanti al Teatro Sannazaro distrutto dal rogo

di Vincenzo Scarpa 18 Febbraio 2026 - 18:10 18:10

Il giorno dopo l’incendio, davanti al teatro Sannazaro resta un silenzio carico di incredulità. In via Chiaia, nel cuore di Napoli, si alternano curiosi, turisti, giornalisti e residenti che osservano ciò che resta di uno dei simboli culturali della città, devastato dalle fiamme.

Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare le ultime fumarole e mettere in sicurezza l’area. Anche questa mattina due squadre sono ancora impegnate nelle operazioni di bonifica, che proseguiranno per l’intera giornata e, con ogni probabilità, anche domani. L’obiettivo è eliminare ogni focolaio residuo e verificare la stabilità della struttura.

Continua a leggere

Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari

di Vincenzo Scarpa 18 Febbraio 2026 - 17:18 17:18

Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.

Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA