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Cronaca Nera

Melito, sfruttamento e sequestro dei lavoratori: preso imprenditore

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Intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e sequestro di persone. Sono le accuse contestate a un imprenditore di di Napoli arrestato dai carabinieri del Naso insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro e della Compagnia di Marano e del Nucleo Elicotteri di Pontecagnano nell’ambito di una serie di indagini a contrasto del caporalato. L’operazione ha avuto inizio da un controllo effettuato in un laboratorio industriale di di Napoli dove si lavorano pellami, calzature e borse: qui i carabinieri hanno accertato in un primo momento la presenza di 35 operai, dei quali 14 in nero, e, in una zona defilata, al di là di una porta blindata, un altro locale dove si nascondevano altri 43 dipendenti tutti in nero tra i quali una donna incinta e due minorenni. Sequestrato il laboratorio, con le relative attrezzature, sono state contestate anche sanzioni penali e amministrative per inosservanze sulla normativa della sicurezza dei luoghi di lavoro e su quella relativa agli aspetti igienico-sanitari per 600mila euro.

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Cronaca Napoli

Napoli, la polizia passa al setaccio Secondigliano: scoperto anche un maneggio abusivo. IL VIDEO

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Napoli, la polizia passa al setaccio Secondigliano: scoperto anche un maneggio abusivo.

Ieri mattina gli agenti del Commissariato Secondigliano, con il supporto del VI Reparto Volo, degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, dei Nibbio e dell’unità cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale, di personale dell’Asia e della società elettrica, hanno effettuato un’operazione “alto impatto” in via della Bussola per individuare e rimuovere manufatti abusivi e contrastare ogni forma di illegalità.
Nel corso delle attività sono state identificate 34 persone, di cui 11 con precedenti di polizia, controllate 18 autovetture e 5 motoveicoli, tre dei quali sottoposti a sequestro amministrativo; sono state contestate 8 infrazioni del C.d.S.

 

Durante le operazioni di bonifica è stata rinvenuta all’interno del vano ascensore di uno stabile una pistola replica di revolver, priva del tappo rosso, oltre a due involucri contenenti cocaina per un peso di due grammi e stecche di hashish per un peso di circa 10 grammi; mentre su un marciapiede è stata abbattuta, con l’intervento di una squadra dei Vigili del Fuoco, una struttura in metallo completamente abusiva.

I poliziotti hanno denunciato per contrabbando di T.L.E. due uomini ai quali sono stati sequestrati un totale di 1,02 kg. di T.L.E; hanno poi controllato un bar e denunciato il titolare per furto di energia elettrica e sanzionato per inottemperanza alle prescrizioni sui videogiochi e per omessa esposizione delle licenze.

I poliziotti, con i medici veterinari dell’Asl NA1 e le Guardie Zoofile E.N.D.A.S., hanno controllato un terreno in strada Comunale Selva Carafo in cui erano tenuti 44 cavalli, rilevando alcune irregolarità.Inoltre, un 38enne trovato in possesso di due cani è stato sanzionato poichè entrambi gli animali erano sprovvisti di microchip.

Infine, sono state controllate 7 persone sottoposte agli arresti domiciliari una delle quali, presso il proprio domicilio in via della Bussola, aveva occultato nel bagno 10 involucri contenenti marijuana per un peso di circa 40 grammi e due bilancini di precisione. Giovanni Cerrato, 30enne napoletano, e la moglie, una 27enne napoletana, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente

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Cronaca Napoli

Truffa agli anziani in ‘trasferta’ ecco come agivano i sei napoletani arrestati. I NOMI

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Truffa agli anziani in ‘trasferta’ ecco come agivano i sei napoletani arrestati.

 

Stamani i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, coadiuvati nelle fasi di localizzazione ed esecuzione dalle Compagnie Carabinieri di Napoli-Centro, Napoli-Vomero, Napoli-Stella, Napoli-Poggioreale, Casoria e Torre del Greco, hanno dato esecuzione all’ordinanza n. 6149/19 R.G.N.R. e n. 1281/20 R.G. G.I.P. applicativa della misura della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Brindisi, nei confronti di sei soggetti tutti residenti nella provincia di Napoli e indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate, nonché truffa e tentata truffa aggravata in concorso (artt. 416 comma 2, 640 comma 1 e 2, nn. 2 e 2 bis; 56, 110, 640 c.p.). In particolare, l’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Brindisi, accogliendo completamente l’ipotesi accusatoria cosi come formulata nella sua richiesta dal Pubblico Ministero Alfredo Manca, ha emesso:

a) ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di:

– RIVIECCIO Fortunato nato a Napoli il 15/02/2000, ivi residente in via A. Einstein n. 24;

– SCIALÒ Alessio nato a Napoli il 25/10/1992, ivi residente in via dei Tribunali n. 264;

b) ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di:

– VITULLI Emanuele nato a Napoli il 20/12/1990, ivi residente in via Marsala Isola n. 12 – Quartiere Scampia;

– LIMATOLA Emanuele nato a Napoli il 26/08/1996, ivi residente in via Nominale n. 18/D;

– SIANO Vincenzo nato a San Giorgio a Cremano (NA) il 20/06/1978, residente a Portici (NA) in via Farina n. 14;

– ABETE Arnaldo nato a Napoli il 27/12/1998, ivi residente in via Vicoletto III Avvocata n. 3.

 

 

L’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi e condotta dai militari della Stazione di San Vito dei Normanni (BR) e da quelli della Stazione di Latiano (BR) è scaturita da una serie di truffe perpetrate dal mese di giugno 2019 al mese di agosto 2019, in danno di anziani residenti nei comuni brindisini di Ostuni, Latiano, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica e Fasano. In particolare dall’indagine, sviluppatasi anche con complesse attività tecniche, è stato riscontrato quanto brevemente riassunto.

L’associazione per delinquere, promossa e capeggiata da RIVIECCIO e SCIALÒ (altri componenti sono in corso di identificazione), prevedeva che alcuni indagati effettuassero l’attività di telefonista da Napoli e altri di trasfertisti in continuo movimento per i comuni italiani. Una volta raggiunta la località prescelta, i trasfertisti individuavano le vittime in strada (principalmente anziani soli) e dopo un periodo di osservazione, comunicavano al telefonista i relativi domicili. Il telefonista, collegandosi al sito internet PagineBianche.it, effettuava una ricerca “per indirizzo” di tutte le utenze fisse attestate presso quella particolare località, individuando le generalità della vittima designata e contattandola di conseguenza. Il c.d. telefonista si presentava alle vittime alternativamente e fraudolentemente come:

– avvocato difensore di un prossimo congiunto della singola vittima trattenuta dai Carabinieri per aver cagionato un sinistro stradale, proponendo un versamento cauzionale di diverse migliaia di euro per evitarne l’arresto;

– figlio/a ovvero nipote della stessa vittima, chiedendo di versare un importo per saldare in contrassegno un presunto corriere che avrebbe dovuto consegnare un plico presso l’abitazione del genitore/nonno;

Il c.d. trasfertista, dopo aver ricevuto il nulla osta dal telefonista, suonava al citofono dell’abitazione della persona offesa, presentandosi dunque come assistente del predetto avvocato o come il corriere indicato sopra, al fine di ritirare il denaro richiesto.

Gli indagati, per eludere gli eventuali controlli delle Forze d’Ordine, utilizzavano quotidianamente almeno 3 SIM card intestate fraudolentemente a cittadini extracomunitari, sostituendole nella medesima giornata o al più tardi in quella successiva.

Complessivamente finora sono stati scoperte:

– 10 truffe consumate in danno di anziani residenti tra i comuni brindisini di Ostuni, Latiano, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica e Fasano;

– 14 truffe tentate in danno di anziani, sempre residenti nei predetti comuni;

La Procura della Repubblica di Brindisi e i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni sono ovviamente ancora impegnati in ulteriori approfondimenti investigativi, relativamente ad altre truffe tentate e consumate recentemente con il medesimo modus operandi.

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