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Falso passaggio beni da ditta ad altra, sequestrati beni per 800mila euro

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Sequestro preventivo beni su mandato del gip di Benevento nei confronti una ditta di lavanderia industriale per oltre 800mila euro. Una indagine dei finanzieri del comando provinciale di Avellino, su delega della procura sannita retta da Aldo Policastro, e’ partita da una verifica fiscale eseguita nel 2016 dalla compagnia di Ariano Irpino, nei confronti di una lavanderia che forniva a numerosi ristoranti servizi di ritiro, lavaggio e consegna di tovagliame. La norma vigente (D.M. 31 dicembre 1988) prevede che tali beni vengano ammortizzati annualmente con l’aliquota del 40%. Pertanto, dopo tre anni, dovrebbero risultare completamente ammortizzati e inservibili. Cio’ nonostante, la lavanderia, per alcuni milioni di euro, cedeva l’intero tovagliame, acquistato piu’ di tre anni prima, a una srl riconducibile alla medesima compagnie familiare, subentrata in toto nelle attivita’ dimpresa. Quest’ultima, di conseguenza, con l’acquisto dei beni strumentali, otteneva un ingente credito dimposta. Di contro la lavanderia cedente, pur avendo ottenuto dall’operazione una plusvalenza e quindi un debito d’imposta, non versava l’Iva dovuta. Tali operazioni per gli inquirenti sono inesistenti, un caso di sovrafatturazione. Da una verifica fiscale condotta anche nei confronti della neo istituita srl, emergevano quindi gravi inadempienze agli obblighi tributari, nonche’ violazioni penalmente rilevanti, anche di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti dal 2014 al 2016.

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Italia

Fidanzati uccisi, l’assassino confessa. Sui social aveva scritto: ‘La vendetta lascia soddisfatti’

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Fidanzati uccisi, l’assassino confessa. Sui social aveva scritto: ‘La vendetta lascia soddisfatti’

” Si, sono stato io”.Ha confessato di essere stato lui ad uccidere, Antonio De Marco, lo studente 21 enne arrestato ieri sera per l’omicidio di Daniele De Santis e della sua fidanzata Eleonora Manta.La confessione e’ avvenuta nella notte davanti al procuratore di Lecce, Leonardo Leone De Castris che lo ha interrogato nella caserma dei carabinieri. La notizia della confessione e’ stata confermata dalla Procura. Ieri sera al termine della conferenza stampa era stato lo stesso Procuratore ad augurarsi che il giovane potesse confessare.

“Nonostante le ripetute invocazioni a fermarsi urlate dalle vittime l’indagato proseguiva nell’azione meticolosamente programmata inseguendole per casa , raggiungendole all’esterno senza mai fermarsi. La condotta criminosa, estrinsecatasi nell’inflizione di un notevole numero di colpi inferti anche in parti non vitali (il volto di De Santis) e quindi non necessari per la consumazione del reato, appare sintomatico di un’indole particolarmente violenta, insensibile ad ogni richiamo umanitario”. E’ quanto si legge nel provvedimento di fermo nei confronti del 21enne Antonio De Marco accusato del duplice omicidio dei due fidanzati di Lecce.

Il duplice omicidio di Daniele De Santis e Eleomnora Manta potrebbe essere stato motivato da semplice quanto inossidabile e feroce desiderio di “vendetta”. “Il 3 luglio – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei Antonio De Marco, il 21enne studente di Scienze infermieristiche arrestato lunedi’ sera perche’ sospettato del crimine- sul proprio profilo personale del social network Facebook De Marco Giovanni Antonio pubblicava un post tratto dal blog ‘Universo psicologia’ dal titolo ‘il desiderio di vendetta’ che stigmatizzava tale sentimento, riportando il seguente commento: ‘Un piatto da servire freddo…e’ vero che la vendetta non risolve il problema ma per pochi istanti ti senti soddisfatto’ accompagnandolo con due faccine sorridenti”.

Tre giorni prima, il 6 luglio, De Marco – spiega l’ordinanza – aveva chiesto a De Sanntis di affittargli la stanza in cu aveva alloggiato durante il tirocinio universitario. De Santis ne aveva scritto a Manta: “Nella medesima data sulle utenze delle vittime – riporta l’ordinanza – rimaneva memorizzata una chat nel corso della quale, dopo che De Santis aveva preannunciato a Manta la richiesta di locazione “dell’infermiere”, entrambi commentavano con una risata, scrivendo testualmente ‘ahah…’, il possibile ritorno del medesimo e la ragazzza chiosava scrivendo ‘tutto torna come prima XD'”. “Tale scambio di battute – sottolinea il magistrato – e’ da rcondurre verosimilmente alla volonta’ dei due di deridere il ragazzo” in merito a quanto accaduto nella casa durante la precedente permanenza di De Marco. Dal 30 ottobre del 2019 al 30 novembre dello stesso anno, infatti, De marco aveva condiviso l’appartamento con Eleonora Manta, ma la coabitazione non era stata facile, secondo quanto ha riferito una testimone amica della donna: “Eleonora…ultimamente non si trovava a suo agio…perche’ l’appartamento era condiviso da altre persone”.

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Napoli e Provincia

Torre Annunziata, rapina a un distributore di gpl: arrestato 34enne

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Aveva minacciata con una pistola l’addetto di un distributore di gpl posto nella parte periferica di Torre del Greco, in prossimita’ della vicina Torre Annunziata.

 

Volto travisato da mascherina e cappellino, si era fatto consegnare 500 euro in contanti. Dopo un mese e mezzo di indagini (i fatti risalgono allo scorso 12 agosto) il personale del locale commissariato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale oplontino su richiesta dalla Procura di Torre Annunziata, ha arrestato Antonio Monaco Morione, 34 anni.

Le indagini, attraverso i fotogrammi estrapolati dalle telecamere del distributore e dal sistema di videosorveglianza cittadino, hanno consentito di acquisire elementi utili a dimostrare che ad agire sia stato il trentaquattrenne di Torre Annunziata. La successiva perquisizione domiciliare infatti ha permesso agli agenti di recuperare l’arma, risultata a salve, il marsupio, la mascherina e il cappellino indossati da Monaco durante la rapina.

”Successive indagini – spiega in una nota il procuratore della Repubblica, Nunzio Fragliasso – hanno consentito di accertare che Monaco, due giorni dopo, si era reso responsabili di un’altra rapina in danno del titolare di un negozio di articoli cinesi in via Roma a Torre Annunziata. Nella circostanza, sempre sotto la minaccia di una pistola, la vittima era stata costretta a consegnare la somma di 120 euro”. Il trentaquattrenne, dopo le formalita’ di rito, e’ stato portato nel carcere napoletano di Poggioreale.

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