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Quartieri di Napoli

Edenlandia, dipendenti senza stipendio da quattro mesi. La denuncia: ‘Chi chiede di essere pagato viene minacciato’

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“Mio padre è un operaio dell’Edenlandia, dipendente della società che gestisce il parco. Da agosto non riceve nulla, oramai siamo al quarto mese senza stipendio. Siamo allo stremo, temo addirittura che possa fare un gesto inconsulto. La situazione è critica, il proprietario ripete che è pieno di debiti e non può pagare. Ma se è così, passi la mano. A chi chiede di ricevere lo stipendio rivolge delle minacce, arrivando a dire che se non gli sta bene si può licenziare”. Lo ha spiegato la figlia di una dipendente dell’Edenlandia, che preferisce restare anonima, al consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “La società che gestisce l’Edenlandia – affermano Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli – deve dare delle risposte. Qualora fosse vero che gli operai e i dipendenti sono senza stipendio da quattro mesi saremmo di fronte ad un fatto estremamente grave. Tra l’altro sarebbero ingiustificabili le minacce rivolte ai dipendenti che pretendono giustamente di essere pagati o gli aut aut. Purtroppo il problema si presentò già in estate, ora ci risiamo. I debiti non sono una scusante. Il rischio d’impresa grava sull’imprenditore, non sui dipendenti”.
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Cronaca Giudiziaria

Nascosto nella cella frigo: arrestato nel Casertano ras del clan Di Lauro

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clan di lauro

Nascosto in una cella frigo, arrestato il ras dei Di Lauro, Giovanni Cortese.

E’ Giovanni Cortese ‘o cavallar, il ras di Secondigliano arrestato questo pomeriggio a San Marcellino, in provincia di Caserta. L’arresto è stato effettuato dai carabinieri. L’uomo, ras di lungo corso del clan Di Lauro, sarebbe finito in manette per aver violato un obbligo di dimora. Si trovava infatti presso il locale Tenuta del Barone: all’arrivo dei carabinieri si è nascosto all’interno di una cella frigo della cucina del ristorante venendo poi scoperto.

Tre fratelli ma tre destini completamente diversi. E’ la storia dei fratelli Cortese, per più di vent’anni a capo di un gruppo criminale nel rione Berlingieri. Il più conosciuto è Giovanni ‘o cavallar, persona di fiducia di Paolo Di Lauro (nonchè ambasciatore del clan, era lui che durante la faida recapitava i messaggi del boss) nonchè specialista nei ‘cavalli di ritorno’; Ciro, passato con la Vanella Grassi e ucciso per contrasti interni; Luca, diventato collaboratore di giustizia.

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https://www.campaniacrimenews.com/2017/06/camorra-il-pentito-mio-fratello-ciro-ucciso-dalla-vinella-grassi/

 

Di Giovanni Cortese hanno parlato negli anni diversi collaboratori di giustizia, ma il profilo più completo sembra quello tracciato dal pentito Vincenzo Lombardi.

“Giovanni Cortese ’o cavallaro aveva il ruolo di controllo del rione Berlingieri, in particolare il controllo dei cosiddetti “cavalli diritorno”, acquistando direttamente dai ladri o rapinatori le autovetture per poi contattare i proprietari e fare i cavalli di ritorno. Nel corso della faida si è avvicinato a Pica,anche per fargli conoscere affiliati esterni al rione quali Maurizio Maione, i fratelli Pacchina e altri ancora.Giovanni Cortese –  si è occupato delle estorsioni a Melito. A tutte le persone affiancate da Giovanni Cortese a Giuseppe Pica, nel senso che le indicava per valutarle da un punto di vista criminale, venivano affidate mansioni diverse: chi doveva portare soldi, chi doveva occuparsi del mantenimento dei ragazzi nel rione2.

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Cronaca Napoli

Napoli, colonia di gatti data alle fiamme in via Jannelli: indignazione social

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Colonia di gatti data alle fiamme in via Jannelli, Borrelli (Europa Verde): “Atto criminale, siano perseguitati i responsabili”.

“Una colonia di gatti, come riportato da Fanpage, è stata data alle fiamme in un parco di via Jannelli. E’ stato appiccato un incendio nell’area verde dove gli animali venivano, accuditi, come ci hanno riferito, da una volontaria. Un atto criminale, vergognoso e di una crudeltà inaudita. Uccidere in questo modo degli essere viventi è da barbari vigliacchi e senz’anima.

Chiediamo con forza che venga immediatamente avviata un’indagine per individuare i responsabili e assicurarli alla giustizia. Meritano una pena esemplare e durissima. Ci attiveremo noi stessi per fornire aiuto ad acciuffarli, non possono restare impuniti”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi-Europa Verde, commentando la terribile notizia.

(foto di Fanpage.it)

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