“Le evasioni di detenuti durante permessi premio o altri benefici nel giro di pochi anni hanno superato il 100% mentre sono aumentati di oltre il 50% i reati commessi, tra i quali omicidi, durante gli stessi benefici. È ora di intervenire drasticamente”. Ad affermarlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria per il quale “bisogna introdurre pene severe per chi evade durante i permessi premio e/o compie reati. Ad esempio, è il caso di triplicare le pene già inflitte agli esecutori di atti gravissimi e durante il periodo di espiazione della pena bloccare del tutto la possibilità di usufruire ancora di benefici. Il cosiddetto premio, come funziona per ogni evenienza, va dato a chi lo merita. Invece sulla concessione di benefici e permessi premio persino a quanti hanno compiuto orrendi e pluriomicidi siamo ad una sorta di “accadimento terapeutico” nel cercare ad ogni costo di redimere gli assassini. Mi riferisco – spiega Di Giacomo – a criminali che hanno ucciso senza dar prova di alcun pentimento e che fuori dal carcere offendono la memoria delle vittime e le loro famiglie, oltre a rappresentare uno sbeffeggiamento per il personale penitenziario. Francamente non riesco a capire come si possa semplicemente pensare di redimere un assassino che solo poche ore dall’uscita dalla cella ha come unico scopo quello di accoltellare un anziano. Diventa perciò indispensabile stabilire con grande attenzione e responsabilità chi ammettere ai benefici con valutazioni rigorose sulla cosiddetta buona condotta e assenza di pericolosità sociale, considerati gli elementi principali, soprattutto prendendo tutto il tempo necessario per decidere. Abbiamo da sempre sostenuto che la confusione tra vittime e carnefici è alla base di questo sistema giudiziario e carcerario che è arrivato ormai ad ipotizzare l’abolizione del carcere ostativo per redimere tutti gli ergastolani. Ma almeno noi – conclude – continuiamo a credere che esiste una bella differenza tra vittime e carnefici”.
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